lunedì 27 ottobre 2014

TROFEO ECCELLENZA: PETRARCA-MOGLIANO, LA BEFFA DELL’ULTIMO MINUTO

Il commento, pungente, di Angelo Volpe che consiglia una... visitina al Santo.

In settimana uno dei giocatori della Prima Squadra del Petrarca mi ha “rimproverato” di essere stato troppo severo nella valutazione del match col San Donà della domenica precedente.
A suo avviso la squadra e anche i singoli citati nel mio pezzo non meritavano valutazioni negative. In fin dei conti avevano vinto segnando quaranta punti e dunque le critiche negative erano fuori luogo. Ciliegina sulla torta, mi ha anche chiesto se tifo Petrarca, perché da quello che aveva letto, sembrava di no…
Che dire?
Che tutto è opinabile e che a tessere solo le lodi tacendo le critiche non si va da nessuna parte?
Che quando si è sotto con il punteggio a 15 minuti dalla fine forse è un segnale che non tutto va poi così bene anche se poi alla fine i punti segnati sono quaranta (a San Donà è andata proprio così)?
Che il sottoscritto giocava con la maglia petrarchina quando ancora lui non era ancora nato e figuriamoci se non sono tifoso, ma che essere tifosi non significa ragionare a senso unico col paraocchi pro-Petrarca?
Che le potenzialità della squadra sono ben altre da quelle messe in evidenza finora e che non ci si può accontentare di vincere come a San Donà, ma è doveroso puntare a esprimere un gioco ben migliore?
Tutto detto, ma il mio interlocutore è rimasto fermo sulle proprie convinzioni.
Probabilmente questi ragazzi gradiscono solo i complimenti e i toni entusiastici disdegnando anche qualche modesta critica che invece quando ci vuole non andrebbe risparmiata.
Vabbè, voltiamo pagina e passiamo alla sciagurata partita di ieri contro Mogliano. La regola del “non c’è due senza tre” con il Mogliano non è valsa. Infatti nella terza sfida di questo inizio di stagione e dopo aver vinto le prime due in pre-campionato, il Petrarca non è riuscito a fare il tris. Una sconfitta bruciante, specie perché giunta all’ultimo secondo, quando ormai sembrava fatta. Invece i moglianesi (si dice così?) hanno tenuto duro fino alla fine senza perdersi d’animo, continuando a battagliare strenuamente. E il loro coraggio è stato premiato con una meta in extra time con relativa trasformazione che ha significato sorpasso e vittoria.
La partita è stata un alternarsi continuo nel punteggio, con il Petrarca e il Mogliano molto determinate a portare a casa il risultato. Tre le mete petrarchine, ma le prime due (Woodhouse e Rossi) frutto di invenzioni personali di Su'a e dello stesso Rossi. Solo la terza meta, segnata ancora da Simone Rossi è stata la risultante di un’azione corale di tutta la squadra, che prima ha impegnato la mischia avversaria con dei pick and go ripetuti e poi ha aperto la palla al largo fino ad arrivare a creare il sovrannumero di cui ha approfittato ottimamente il giovane Rossi per marcare meta. Bella azione, che sembrava porre la parola fine all’incontro quando mancavano meno di dieci minuti alla fine (24-18). Invece il Mogliano decide di incaponirsi nel cercare la vittoria e spinge al massimo con la mischia. Dieci minuti di grande pressione nei nostri 22 con grande sofferenza della nostra prima linea Furia-Bigi-Iacob (inizialmente Vento-Bigi-Leso). Alla fine vince Mogliano che in pieno recupero segna meta e relativa trasformazione. Finisce 24-25, con grande delusione sugli spalti per un’altra prestazione non felice dei nostri, che lottano e si dannano l’anima senza però riuscire a venire a capo della situazione.
Come già detto in altre occasioni, manca il killer instinct che permette di chiudere la partita quando l’avversario è in affanno e visibilmente in difficoltà. Manca anche la capacità di concretizzare la mole di gioco sviluppata, che non è affatto poca. Ma al momento buono c’è sempre qualche intoppo che interferisce, inceppa il meccanismo e vanifica ogni sforzo. Qualcuno, a fine partita, recriminava su alcuni calci piazzati falliti da non difficile posizione e che avrebbero potuto dare la vittoria al Petrarca, se realizzati. Ma questo appartiene al mondo dei se e dei ma e del senno di poi. Inutile discuterne. Vale la pena invece cercare di capire cosa manchi al Petrarca per fare un salto di qualità che è nelle corde della squadra, ma che non riesce –finora- a venir fuori. Questo inizio di stagione (due partite di campionato e due di coppa) hanno registrato una sola vittoria e tre sconfitte. Su questo bisogna lavorare sperando anche che la sfortuna si distragga un attimo e cessi di martellare la squadra con infortuni a  ripetizione. Ieri Targa è uscito col braccio al collo per una sospetta lussazione, mentre venerdi l’argentino Rocchia si è fratturato il naso in allenamento proprio quando era deciso il suo debutto. Come dice il proverbio, la fortuna è cieca, ma la sfiga ci vede benissimo.
A piccola consolazione della beffa di ieri, va detto che la sconfitta non dovrebbe aver compromesso il passaggio al turno successivo nel Trofeo Eccellenza. Infatti il Petrarca dovrebbe potervi accedere come miglior seconda classificata dei tre mini-gironi. Sempre che i calcoli non siano sbagliati…
Domenica prossima ricomincia il campionato con una trasferta difficilissima a Roma, in casa delle Fiamme Oro, quest’anno ancor più agguerrite. Pasquale è là che ci aspetta con una squadra in ottima forma…
Io una visitina al Santo la farei. Un tempo era una sana consuetudine.
Hai visto mai…..

Angelo Volpe