sabato 31 dicembre 2016

OOOHH! SONO GIA’ SEI!

Sei anni insieme al Boccaccio Rugby News…e alla fine ci scappa pure l’intervista


Prima di scrivere questo post sono andato indietro nell’archivio del blog per ripercorrere questi sei, velocissimi anni trascorsi col Boccaccio Rugby News.
Un po’ divertito, nel rileggere i primi post scritti con una penna abbandonata poco più che adolescente e per l’incapacità di esprimermi con competenza su uno sport che, adesso come allora, per me ha ancora molti “lati oscuri”.
Sorpreso, tuttavia, perché scorrendo le statistiche mi accorgo che da quel pomeriggio di Natale del 2010, i post scritti sono tanti e tanti anche voi che li avete letti. Secondo il conteggio statistico di Google è un po’ come se, in questo tempo, ogni padovano avesse letto almeno due pagine del Boccaccio Rugby News.
Mi rendo conto della pazienza (ahimè!) che avete avuto nel leggerli e della responsabilità che ha comportato scriverli … se l’avessi saputo, probabilmente, ci avrei pensato su prima di iniziare.
Proprio qualche giorno fa mi soffermavo a riflettere con un amico sull’importanza che hanno le “parole scritte” rispetto a quelle semplicemente “dette”. Queste ultime possono anche non essere ascoltate o comprese appieno, mentre quelle scritte restano: si possono (ri)leggere, contestare o accogliere, condividere. Sempre. Come un libro che si legge appena comprato, ma che all’occorrenza ritrovi nello scaffale, anche dopo anni.
I blog sono nati come surrogato dell’agenda personale, del diario quotidiano. Per un blogger raccontare se stesso, le proprie emozioni, sensazioni, i propri interessi, non è più un fatto privato, tutto è messo in una vetrina infinita, scritto su web anziché su taccuino. Tutto è condiviso con tutti e, quindi, l’importanza della scrittura, assume un valore diverso. Quello che condividi lo  legge chiunque, da qui la “responsabilità” di chi scrive.
Ecco che lo stupore di essere letto diventa al tempo stesso timore al pensiero che ciò che scrivo può esser letto da tutti.
So bene che in questi sei anni non sempre ciò che ho scritto è piaciuto ma, in tutta onestà, è quello che mi sentivo di esprimere, quello che pensavo, sia che mi firmassi Mileno o Enrico.
Mi sono spesso confrontato con chi mi ha contestato: qualcuno è diventato un amico caro (tuttora ci si sente anche solo per un saluto). Per qualcun altro sono rimasto solo quello “col peccato originale”, la penna anonima dietro un buffo pseudonimo.
A tutti vorrei dire che sono sempre stato me stesso, ogni volta che ho scritto, e che le critiche mi sono servite per cercare di migliorare me e il mio modo di scrivere.
Quanto ai tanti “lati oscuri” del mio sport preferito rimane viva la mia voglia di esplorarli, di scoprirli, di parlarne confrontandomi con voi, magari anche sbagliando, ma sempre con l’entusiasmo di provare a capire…dove cavolo va a finire la palla ovale quando rimbalza!

Buon anno!

Dimenticavo, di seguito il link del sito SuperScommesse.it con l’intervista che ho rilasciato, dopo Natale, ad Andrea Di Ceglie, che ringrazio.                          (http://www.superscommesse.it/notizie/boccaccio_rugby_news__lente_d_ingrandimento_sul_petrarca_rugby-10355.html) 
E’ un regalo che, in fondo, mi avete fatto voi, leggendomi…così, oltre agli auguri, anche un grande GRAZIE!
…e un grazie anche a chi ha la pazienza di insegnarmi un “mestiere” difficile quando fatto veramente bene.


Enrico DANIELE