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lunedì 20 febbraio 2017

11° GIORNATA, PREOCCUPANTE CALO DI PUBBLICO

Nonostante la bella giornata di sole, si registra un calo di presenze sugli spalti

Un'immagine della tribuna del Memo Geremia: l'immagine è di repertorio,
tuttavia, come da inizio stagione, anche sabato scorso era così
(ph Corrado Villarà)
Il dato statistico più evidente dell’11° giornata è il calo di spettatori registrato sugli spalti ovali sabato scorso, nonostante la giornata di sole su tutti i campi, anticipo di una primavera ancora lontana.
In totale gli spettatori presenti sono stati 3.850 (dati rilevati dai tabellini trasmessi alla FIR), il punto più basso di questa stagione, con il record negativo del Pacifici (450 presenze) nonostante l’incontro di “cartello” (derby veneto San Donà vs Rovigo). A tenere, in questa stagione, è sempre il dato della Guizza: sabato, nonostante l’esigua presenza del pubblico proveniente da Roma, gli spalti del “Memo Geremia” erano colmi ed anche il parterre brulicava di gente (chissà se nei piani della società è previsto il raddoppio della tribuna).

Il calo di presenze preoccupa non tanto per gli incassi, sempre comunque relativamente esigui nelle gare di rugby, piuttosto perché è un ulteriore notevole segnale sulla mancanza di appeal del nostro campionato.
Un dato su cui riflettere, che fa il paio con la progressiva “desertificazione” registrata al Monigo e quella “cronica” di Parma, in campi dove si “dovrebbe” giocare l’alto livello.
Le cause sono molteplici, non ultimo lo “spezzatino”: in Eccellenza una sola gara a febbraio, come successo a novembre (dove si è giocato nell’inutile Qualifying Competition e nell’impalpabile Trofeo Eccellenza).
Un monito a coloro che pensano soluzioni da “massimi sistemi” o da estrarre dal “cappello a cilindro”.
A mio parere, quelle necessarie sono altre: per creare appeal serve maggior competenza (dai tecnici agli arbitri), più formazione (che non deve prescindere da quella fondamentale fatta dalle società), accurata gestione delle risorse (umane ed economiche).
Una ricetta banale (forse), quanto difficile da realizzare (sembra) per ricreare il grande spirito di appartenenza caratteristico di un rugby che, purtroppo, assomiglia sempre più al calcio (fatto più di business che di sostanza, di stadi vuoti e squadre senza identità), sempre più alla deriva.

Veniamo agli altri numeri dell’11° di campionato (il link per le statistiche complete http://boccacciorugbynews.blogspot.it/p/statistiche-individuali-2016-17.html)
Poco sotto alla media stagionale il totale dei punteggi registrati: 228 nelle 5 gare.
A Padova 63 punti (49-14), a San Donà 52 (30-22) e a Roma 41 (26-15) le tre gare coi punteggi più alti.
Marcate 30 mete (9 Padova, 7 a Calvisano, 6 a San Donà, i dati migliori), leggermente al di sopra della media stagionale (28 mete a giornata), 21 le trasformazioni (poco più della media, 19,27).
Nel dettaglio le classifiche.

MARCATORI
Filippo Buscema delle Fiamme Oro il miglior realizzatore (16/26) con 3 cp, 1 drop e 2 trasformazioni. A James Ambrosini (Lafert San Donà) la piazza d’onore (15/30, 3 cp, 3 tr, 100%). Al terzo posto Miah Nikora (Petrarca, 5 tr, 100%), al rientro dopo l’infortunio.
Comanda la speciale classifica Brian Ormson (131), seguito da Juan Leon Novillo (111) e Stefan Basson (97).



METAMAN
Una sola doppietta in questa settimana, realizzata da Marco Susio (Patarò Calvisano) che nella generale balza in seconda posizione (7 mete), dietro a Brex e Minozzi (sabato autore di una meta contro la Sitav Lyons) al primo posto con 8 realizzazioni ciascuno.



MAN OF THE MATCH
Si allunga la classifica dei migliori giocatori di giornata.
Eletti Fabio Cocivera (Fiamme Oro Roma, Gonzalo Padrò (Lafert Rugby San Donà), Alessio Zdrilich (Patarò Calvisano), Enrico Endrizzi (Mogliano Rugby) ed Enrico Francescato (Petrarca Rugby). Una menzione particolare per il “figlio d’arte” trevigiano, a Padova per la 5a stagione: è partito come “mediano di mischia” ed ha finito per giocare “centro”, ha letteralmente regalato due mete ai compagni (Favaro e Soffiato), realizzandone una sua personale.



CARTELLINI GIALLI E ROSSI
In tutto 8 cartellini gialli, nessun rosso, frutto del mantenimento di una certa disciplina. Puniti Ormson, Lubian, Patelli, Alberghini, Vezzoli, Lo Sasso, Trejo e Dell’Acqua (che raggiunge gli altri a quota 2). La classifica vede Damiani e Makelara con 3 cartellini gialli ciascuno.





Enrico DANIELE