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domenica 4 gennaio 2015

POSTICIPI ECCELLENZA: MOGLIANO VINCE IN RIMONTA E AGGANCIA CALVISANO

Testa della classifica condivisa.
Rovigo vince la sfida con le Fiamme Oro, poco incisive al Battaglini.
San Donà vince a L’Aquila, che però fa il bonus a tempo scaduto.



Si è chiuso con i posticipi di oggi pomeriggio l’ottavo turno del campionato d’Eccellenza.
Vittoria in rimonta del Marchiol Mogliano sul Cammi Calvisano 23-20, che raggiunge i Campioni d’Italia in testa alla classifica.
Partita molto equilibrata, che nella prima frazione di gioco ha visto gli ospiti sfruttare al meglio le due occasioni di meta. Già al primo minuto era Canavosio a marcare il primo vantaggio dei calvini e poi Bergamo, al 38’. Entrambe le segnature trasformate da Seymour, che metteva dentro anche un piazzato al 19’. Per Mogliano i punti dal piede di Barraud, al 5’ e al 32’. Primo tempo che si chiude con gli ospiti in vantaggio 6-17.
Seconda frazione di gioco con i padroni di casa subito in meta: è Van Zyl a posare l’ovale al 2’. La trasformazione di Barraud riporta sotto nel risultato il Mogliano: 13-17. Saranno poi due piazzati, uno a testa per Violi (52’) e Barraud (55’) a muovere il tabellino, ancora favorevole agli ospiti: 16-20.
Tuttavia, la squadra di Properzi e Galon riesce a rimontare e portarsi in vantaggio al 67’, con gli ospiti in inferiorità numerica per il giallo a Ferraro (gioco pericoloso): la meta di sfondamento di Boni, arriva dopo una lunga serie di fasi in attacco che hanno sfiancato la forte difesa calvina. Barraud (5/5 al piede) trasforma e porta a +3 Mogliano (23-20). Il risultato non cambierà sino alla fine e i trevigiani incasseranno i 4 punti che permetteranno l’aggancio al Calvisano in testa alla classifica generale.

La meta di Boni che ha dato la vittoria al Marchiol Mogliano
(ph Alfio Guarise)
Successo netto della Lafert San Donà al “Tommaso Fattori” 49-27, ma padroni di casa che, allo scoccare dell’ 80’, realizzano la quarta meta. L’Aquila conquista un prezioso punto di bonus e le quattro marcature dimostrano che la squadra di Massimo Di Marco sta prendendo via via le misure al campionato di Eccellenza, che li vede combattere una singolare lotta salvezza contro I Cavalieri Prato, che ieri hanno perso in trasferta a Viadana, 46-0.

La quarta meta de L'Aquila a tempo scaduto: è la giovane ala Erbolini che d
à un preziosissimo punto di bonus alla sua squadra
(ph Ufficio Stampa L'Aquila Rugby Club)
A Rovigo, una Femi CZ apparsa non particolarmente brillante, ma più abile nelle rimesse laterali e forte nelle maul avanzanti, ha la meglio sulle Fiamme Oro, apparse in difficoltà sul terreno scivoloso del “Battaglini”. La squadra di Frati dimostra subito le sue intenzioni, rinunciando a piazzare due calci di punizione, scegliendo la rimessa laterale. E’ evidente che i rossoblu intendono sfruttare al meglio le ascensioni di Montauriol, probabilmente il miglior specialista dell’Eccellenza. Ed è così che già al 4’, con il sostegno del pack, Ceccato posa l’ovale per la prima meta rossoblu. Basson trasforma e prima “fanfara dei bersaglieri” dagli altoparlanti del “Battaglini”: 7-0. Provano a rispondere le Fiamme Oro che non riescono però a concretizzare le azioni in attacco, con la difesa di casa pronta e piuttosto puntuale nell’uno contro uno. La seconda meta di Rovigo è la fotocopia della prima: rolling maul da touche al 26’, con Caffini che schiaccia l’ovale a terra. E’ preciso Basson (alla vigilia dato per la panchina, ma che alla fine ha giocato estremo, con Farolini spostato all’ala) che mette tra i pali la trasformazione: 14-0. Al 31’ sono le Fiamme Oro a tentare la via della meta: un intercetto di Zitelli apre la strada ai cremisi per una segnatura sicura, ma il passaggio a Sepe è di quelli da dimenticare e il pallone scivola a lato. Insistono ancora le Fiamme Oro che giocano 3 mischie chiuse nei 22 di Rovigo, salvo poi perdere l’ultima. Tuttavia, la squadra di Presutti muove lo score prima di andare al riposo. A tempo scaduto, Nicola Benetti (in giornata non particolarmente brillante), mette tra i pali il piazzato che chiude il primo tempo sul 14-3 per i padroni di casa.
La ripresa si apre con Rovigo che intenderebbe chiudere subito la partita, ma è ancora Benetti ad avere l’opportunità per avvicinare le Fiamme Oro nel punteggio: purtroppo, il calcio piazzato dalla lunga distanza è nella giusta direzione, ma leggermente corto. Restano in 14 i cremisi all’11’, perché Cocivera si fa beccare in fallo dal sig. Bertelli, che lo manda 10 minuti nella panca puniti. Rovigo, tuttavia, non sfrutta subito la superiorità numerica, pur provandoci più volte, con la difesa ospite che difende bene, anche se con qualche incertezza. La terza meta rodigina arriva al 22’: l’azione alla mano dei rossoblu trova Mahoney (entrato da poco) sul corridoio di sinistra: Bacchetti prova a fermarlo, ma viene “incornato” dal suo ex capitano che posa l’ovale in prossimità della bandierina. Basson, da posizione angolata e con il sole basso che disturba il puntamento, non centra i pali: 19-3.

La terza meta di Rovigo: è Mahoney a marcare sulla bandierina di sinistra.
(ph Ufficio Stampa Femi CZ Rovigo)
Si susseguono, intanto, i cambi dall’una e dall’altra parte, che favoriscono Rovigo, in cerca della quarta meta che però non arriva.
A tempo scaduto arriva quella della bandiera per i poliziotti: è capitan Massaro a trovare il varco giusto nelle maglie aperte della difesa di casa, già con il pensiero alle docce. Thomsen trasforma e l’incontro si chiude sul 19-10, senza punti di bonus per nessuna delle due squadre.
Frati si dichiara soddisfatto, soprattutto nei confronti di quelli che davano Rovigo già in crisi, mentre Presutti la prende con filosofia, considerando che al Battaglini è difficile per tutti e per la sua squadra c’è sempre la possibilità di rifarsi nel girone di ritorno.
In classifica generale, dietro a Calvisano e Mogliano (31), sale Rovigo (27) che scavalca le Fiamme Oro, raggiunte da Viadana (24). Il successo della Lafert San Donà, porta i veneziani a 21, davanti al Petrarca (17) che ha scavalcato la Lazio (15). Passetto in avanti de L’Aquila (5) sui Cavalieri Prato, ancora fermi al palo.


Enrico DANIELE