Sofferta
vittoria contro L’Aquila 26-7.
Tanta
fatica contro una squadra che non ha mai impensierito, pensando solo a
difendersi e rompere il gioco.
La
meta degli abruzzesi trova il Petrarca addormentato a centrocampo.
Cavinato,
al rientro dagli spogliatoi dopo il primo tempo: “Si è sentito fin qua in
tribuna che ho urlato?”
Alla
fine degli 80 minuti, probabilmente i più
brutti dopo la sconfitta al Derby Day di inizio stagione, il Petrarca
raccoglie comunque l’applauso della tribuna del Memo Geremia, per la vittoria (da
5 punti) contro l’ultima in classifica, L’Aquila Rugby Club, che le consente di
tenere il passo delle prime.
Infatti,
la speranza del popolo bianconero di vedere una bella partita (la prima meta
del Petrarca, marcata da Luca Nostran,
arriva già al 6’), si spegneva quasi subito, parimenti alle innumerevoli azioni
in attacco del Petrarca, naufragate sbattendo
sull’attenta difesa ospite o terminate con una impressionante serie di palle perse in avanti.
Ecco
allora che, anche il sostegno dei tifosi si fa più silenzioso, sino ad
ammutolire totalmente quando, al 27’ del primo tempo, Cemicetti raccoglie un pallone a centro campo, con il gioco rotto e
il Petrarca immobile. Il mediano di mischia abruzzese si produce in una
fiondata da 40 metri sin sotto l’acca, vanamente inseguito da Fadalti. Il 7-5
sarà il risultato finale della prima frazione di gioco.
Nel
secondo tempo servirà la “strigliata” negli spogliatoi di Cavinato e l’inventiva di Andrea Marcato (Man of
The Match a fine gara) per ribaltare il risultato negativo del primo tempo e
tramutarlo nel 26-7 finale.
In
mezzo una gara tutta di contenimento da
parte della formazione di Ludovic Mercier, ben impostata in difesa (ottima
la gara di Giovanni Marchetto, uno cresciuto al Petrarca, oggi il migliore tra
i suoi), abile nel rompere costantemente
il gioco del Petrarca, costringendolo quasi sempre all’errore e mettendolo
in difficoltà in uno dei suoi punti di forza (la rimessa laterale con
successiva maul avanzante). Il Petrarca
usa poco il piede (è fallito l’esperimento di Fadalti ad estremo con
Menniti-Ippolito in mediana nel primo tempo) e si intestardisce troppo contro
la difesa ospite che non lo lascia quasi mai passare. Molte le palle da “uomo fermo” per un “uomo fermo”, col risultato
che non si guadagna la linea del vantaggio.
Le
prossime tre settimane dovranno servire per ricostruire i meccanismi che tanto
bene avevano funzionato sino alla sconfitta contro Mogliano, che sembrano improvvisamente
arrugginiti, perché il 13 marzo ci
aspetta Calvisano, una delle trasferte più insidiose delle ultime stagioni.
Buono l’esordio dell’ala classe 1998,
Federico Pavan, che indossava la maglia nr. 11 di Mattia Bellini,
e di Marco Sattin, seconda linea classe
1996.
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Federico Pavan, classe 1998, ala, oggi all'esordio assoluto in Eccellenza (ph Corrado Villarà) |
Ottima
la gara di Francesco Favaro (in
occasione della prima metà ha il merito di trovare un’ottima diagonale e di
servire Nostran che poi andrà a finalizzare il suo lavoro); importante l’apporto
nel secondo tempo di Andrea Marcato (premiato a fine gara da Guy Pardies) che ha ridato ordine alla
manovra del Petrarca, marcando anche la meta che ha allargato l’orizzonte
vittorioso dei bianconeri.
La
cronaca.
Pochi
minuti dopo il fischio del direttore di gara, Emanuele Tomò, ed è già meta per il Petrarca. L’azione si sviluppa in
più fasi nella metà campo de L’Aquila al 7’, dove Favaro trova un bell’angolo
di corsa verso l’out di sinistra con palla a Luca Nostran che impatta favorevolmente contro un paio di avversari
e schiaccia in meta. Fuori di poco il tentativo di trasformazione di
Menniti-Ippolito: 5-0.
Il Petrarca sembra sovrastare l’avversario
che, nonostante tutto, riesce a difendersi bene dagli attacchi di Larsen e Targa (oggi con la fascia di capitano) ed a spegnere prima un
tentativo di Pavan (grubber per se
stesso e palla annullata in area di meta da Erbolini), poi uno di Rossi,
sulla fascia laterale destra del campo. Al 23’ L’Aquila riparte dalla propria
metà campo dopo aver vinto una mischia ordinata e al 27’ prende in contropiede
il Petrarca, fermo al centro del campo, con Cemicetti che marca la meta del vantaggio abruzzese (facile la
trasformazione di Bonifazi): 5-7.
Il Petrarca sembra impallato, incapace
di reagire, al punto tale che, prima dello scadere del primo tempo, in tre
minuti fallisce ben tre rimesse laterali dentro ii 22 avversari, perde una
mischia e va al riposo sotto di due lunghezze.
Nell’intervallo
lo spogliatoio del Petrarca assomiglierà più alla griglia di una rosticceria
(sarà lo stesso Cavinato a chiederci se avevamo sentito le sue grida) con i
giocatori al posto delle salsicce, ma al rientro le cose cambieranno.
Fuori
Niccolò Fadalti, dentro Andrea Marcato all’apertura, con relativo arretramento
ad estremo di Mennti-Ippolito; dentro anche Jacopo Salvetti per Marco Sattin.
Al 5’
L’Aquila rimane in 14 per un giallo a
Badalicescu – falli ripetuti in
mischia chiusa - e il Petrarca ne
approfitta, passando con lo stesso Marcato. L’apertura è brava a trovare uno
spazio stretto nella difesa avversaria per infilarsi in meta dai 5 metri.
Menniti-Ippolito stavolta centra la trasformazione: 12-7.
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La meta di Andrea Marcato, che ha dato la svolta positiva alla partita contro L'Aquila (ph Corrado Villarà) |
Il
Petrarca insiste negli attacchi (bene Larsen,
bene Francescato) e va in meta per
la terza volta, dopo tre mischie ordinate vinte. Al 15’ è Andrea Bettin a
posare l’ovale oltre la linea e Marcato a trasformare: 19-7.
Ancora
cambi per il Petrarca: Jacob, Delfino e Vento, per Acosta, Rossetto e Ferraro. Sfiora la meta Pavan al 26’, sulla sinistra, fermato a pochi metri.
Al
31’, sul cambio di fronte, non ci pensa due volte Vincenzo Delfino a posare la
palla per la quarta meta, dopo aver abbattuto un paio di avversari. Marcato
realizza la trasformazione del definitivo 26-7.
Grazie
alle quattro mete il Petrarca guadagna 5
punti in classifica (obiettivo della giornata) e, pur con fatica, tiene il
passo delle altre (Rovigo stravince a Roma contro la Lazio – 7-50 - e Calvisano
fa lo stesso a San Donà -38-20). Domani il posticipo tra Viadana e Mogliano.
Classifica provvisoria con
Calvisano prima a 46 punti, Femi Cz Rovigo 44, Petrarca 40, Mogliano 31 e Viadana 26 (una gara in meno), Fiamme
Oro 23, Lafert San Donà 20, IMA Lazio 19, Lyons Piacenza 7 e L’Aquila Rugby
Club 3.
Il
tabellino del match.
Padova,
Impianti Sportivi “Memo Geremia” – Sabato 20 febbraio 2016
Eccellenza,
XI giornata
PETRARCA RUGBY vs L'AQUILA RUGBY CLUB 26
- 7 (5-7)
Marcatori: p.t. 6'
m. Nostran (5–0), m. Carnicelli tr. Bonifazi (5–7); s.t. 46’
m. Marcato tr. Marcato (12–7), 56’ m. Bettin tr Marcato (19–7), 71’ m. Delfino
tr. Marcato (26–7)
Petrarca
Rugby: Fadalti (41‘ Marcato); Rossi, Favaro, Bettin, Pavan
(70’ Bellucco); Menniti-Ippolito, Francescato; Larsen (60’ Zago), Targa (cap), Nostran;
Gower, Sattin (41’ Salvetti); Rossetto (56’ Jacob), Ferraro (66’ Delfino),
Acosta (66’ Vento).
Allenatore: Andrea
Cavinato
L'Aquila
Rugby Club: Bonifazi; Erbolini (60' Angelini),
Perju, Cortes, Panetti; Biffi (58’ Cialente), Carnicelli (61' Speranza); Sirbe,
Cialone (56’ Cecchetti), Boccardo; D’Onofrio, Flammini (61' Vaschi);
Badalicescu, Marchetto (68' Rettagliata), Sebastian (24 ‘Montivero).
Allenatore:
Ludovic Mercier
Arbitro:
Emanuele Tomò (RM)
G.d.L.: Stefano
Bolzonella (CN) e Andrea Laurenti (BO)
4° uomo: Marco
Borraccetti (FC)
Cartellini: 45’
giallo a Badalicescu (L'Aquila Rugby Club)
Calciatori: Menniti
1/2 tr (Petrarca Rugby), Marcato 2/2 (Petrarca Rugby), Bonifazi 1/1 (L’Aquila
Rugby Club)
Note: cielo
limpido, temperatura invernale, campo leggermente appesantito, 900 spettatori –
Osservato un minuto di silenzio in memoria di Guglielmo Colussi, azzurro nr.
164.
Punti
conquistati in classifica: Petrarca Rugby 5; L’Aquila
Rugby Club 0.
Man
of the match: Marcato (Petrarca Rugby)
Enrico
DANIELE
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