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lunedì 24 luglio 2017

ECCELLENZA? CHIAMATELO “FLOP 12”

Quantità non fa rima con qualità e non ne porterà certo l’allargamento a 12 squadre dell’Eccellenza


Al peggio non c’è mai fine.
E’ proprio il caso di dirlo a fronte di un comunicato stampa FIR che ufficializza quello che tutti conoscevano già ma nessuno avrebbe mai voluto sentire: un campionato d’Eccellenza 2017-18 senza retrocessioni in vista di un allargamento a 12 a partire dalla successiva ss 2018-19.

Tutto nell’apparente silenzio delle società che, a giudicare dai movimenti estivi di mercato, non hanno fatto scintille, come conseguenza logica di una salvezza garantita a priori. Basti pensare che (porto un esempio a me vicino) oggi il Petrarca riprende l’attività agonistica senza l’innesto di nessun straniero a rimpiazzare i tre partenti (Nikora, Irving, Afualo). Nessun grosso annuncio, solo l’arrivo di 4 speranze diciannovenni (Braggiè, Cannone, Lamaro e Rizzi) e 2 esperti (Gerosa,26 e Santamaria, 31), che ritornano indietro dal Pro12 dove peraltro pare non abbiano avuto tanta fortuna (senza nulla togliere alla qualità degli interessati, sia ben chiaro).

Meglio non hanno fatto le altre squadre e i cosiddetti “colpi di mercato” finora hanno fatto meno rumore di un petardo.
Quantità non fa rima con qualità. Anzi, pare proprio essere il contrario.
Della grappa si butta via la testa e la coda, si tiene solo il cuore; il vino buono sta nella botte più piccola; tra i collezionisti le “tirature limitate” sono quelle più bramate…e così via.

Ma nel rugby tutto pare funzionare al contrario, come se avessero preso alla lettera la regola fondamentale, conosciuta anche dai meno esperti: si avanza passando indietro la palla!
Al riguardo è impietosa l’analisi delle classifiche finali dei campionati dal 2010-11 (inizio dell’era celtica) ad oggi.

Le differenze tra la prima classificata alla fine della stagione regolare e le ultime due sono abissali (v. tabella sotto). Si noti ad esempio le differenze punti di Capitolina e Cavalieri (retrocesse rispettivamente nella ss 2013-14 e 2014-15) rispetto a Calvisano e Rovigo, prime classificate. Divari enormi che, in campo pugilistico, farebbero pensare a match tra boxeur di categorie diverse.


Cambiano, anche se di poco, le differenze tra la prima e le ottave e settime classificate (vedi tabella sotto).
Le ultime stagioni dell’Eccellenza hanno in comune un divario enorme tra le prime 4-6 squadre e il resto del gruppo e quasi sempre, ultima e penultima hanno disputato un “campionato a sé” focalizzando sul doppio scontro diretto il loro obbiettivo stagionale.


Mi sembra un po’ poco per parlare di qualità, anzi nulla.
Prima l’ingresso nel campionato celtico, che ha abbassato il livello qualitativo del massimo campionato, ora le mancate retrocessioni di quest’anno in previsione dell’allargamento a 12 per la prossima stagione, che farà perdere ancora quel poco di “appeal” che rimane.
Che tristezza!
E poi, suvvia dai: Eccellenza? Chiamatelo piuttosto “Flop 12”!


Enrico DANIELE