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martedì 16 agosto 2011

IL COMMENTO DI UN LETTORE CI OFFRE LO SPUNTO PER QUALCHE RIFLESSIONE

Un nostro lettore, dal bizzarro nickname “Gustavo Menando”, dice la sua a ruota libera sul Petrarca. L’occasione crea lo spunto per qualche nostra riflessione sugli argomenti più discussi dell’ultimo periodo.

Questo nostro lettore, nel commento sull’ultimo post, non risparmia nulla e “va giù di brutto” nei confronti del Petrarca, del suo Presidente Toffano, del Presidente Junior Lorello e del Responsabile del Settore Tecnico Giovanile Giorgio Sbrocco.
Concordiamo con l’amico Gustavo sull’urgenza dei temi da lui proposti e vorremmo provare a ricapitolare un po’ gli  argomenti di cui si è detto e scritto negli ultimi mesi, prima di ripartire.

Il Petrarca, Toffano e la non-comunicazione, il marketing.
L’occasione della vittoria del dodicesimo scudetto, ben raro di questi tempi ma, si spera, ripetibile a breve, poteva essere sfruttata meglio dal Petrarca per rinnovare la sua presenza sul palcoscenico dello sport padovano. Tanto più che la mancata promozione del calcio Padova in Serie A (ci dispiace per gli amici biancoscudati) avrebbe indirizzato l’interesse della gente, dei media e degli sponsor verso la società di via Gozzano. Ma così non è stato e, verosimilmente è davvero remota la possibilità che possa ormai accadere prima dell’inizio del campionato.
Il Presidente Toffano ha perso così la grande occasione di debellare per il futuro la “malattia” del Petrarca (divenuta cronica negli ultimi anni!): la non-comunicazione, la tendenza alla chiusura presumendo forse che sia meglio così e che si possa avanzare autonomamente, senza alcun supporto esterno, senza ipotizzare che, viceversa, a lungo andare potrebbe conseguirne un’inevitabile fatale, implosione.
Come non accorgersene! Agli occhi della gente comune ciò è talmente evidente, soprattutto in questo tempo in cui siamo chiamati tutti alla condivisione di spazi, di strumenti, di energie: ognuno ha bisogno dell’altro; è l’unione che fa la forza. L’occasione della vittoria dello scudetto avrebbe potuto essere un “incipit” in tal senso e richiamare la città tutta intorno al Petrarca.
Il Presidente sembrerebbe arroccato su posizioni di comando (ma noi invece crediamo di guida!), apparentemente fermo su convinzioni che, per un amico dal giudizio sin troppo severo, poggiano come sulle gambe del “Colosso di Rodi”, destinate prima o poi a franare irrimediabilmente come fossero di argilla: in ogni caso, al Presidente Toffano va il grande merito di aver vinto il campionato di Eccellenza dopo 24 anni!
Che dire del marketing: è noto che al Petrarca non c'è un responsabile marketing e la carica "ad interim" è stata assunta dal Presidente. L'anno scorso abbiamo giocato le prime 4 partit senza sponsor sulle maglie (pareva di essere ritornati agli anni '70). Quest'anno sicuramente il nostro sponsor principale sarà....lo scudetto vinto!

Il Colosso di Rodi

Lo scudetto vinto. I meriti di Presutti. Il “benservito” ai giocatori.
Il dodicesimo scudetto è stato vinto:
- dal Petrarca, dal Presidente Toffano e la sua dirigenza che ha sborsato la maggior parte dei quattrini!;
- dal D.S. Covi e dal Team Manager Zorzi che hanno ben utilizzato quelle disponibilità economiche per l’acquisto di validi giocatori;
- dall’allenatore Presutti al quale va il merito di aver reso, uno ad uno, i singoli giocatori responsabili e consapevoli delle loro potenzialità;
- dallo staff tecnico, Bot e Beda, che ha valorizzato il potenziale agonistico dei nostri ragazzi;
e per ultimi, ma primi in campo,
- dai giocatori tutti, anche quelli che hanno giocato poco o niente.
E torniamo così, ed ancora, alla condivisione. È questo un successo condiviso. Il successo di tutta una società: dal suo Presidente all’ultimo dei giocatori, al loro generoso allenatore.
Un lungo discorso andrebbe fatto sul “benservito” riservato ad alcuni giocatori, primo fra tutti Ludovic Mercier.

Guido Zorzi e Ludovic Mecier
(foto Enrico Daniele)

Beniamino per molti, criticato severamente da altri. La realtà è che la sua permanenza a Padova in questi anni ha fatto crescere il Petrarca e il suo apporto tecnico ha dato lustro ed efficacia agli schemi tattici di Presutti, risultando determinante per la vittoria dello scudetto. In questi casi l’ottica più adeguata è sempre di lungo periodo. Non soffermiamoci quindi solo sulla finale secca al Battaglini dove, forse, Ludovic non ha giocato la sua miglior partita, conclusa poi con l’increscioso e pericoloso episodio che tutti conosciamo. Al francese (visibilmente commosso, quasi in lacrime quando ce lo raccontava alla cena di Villa Borromeo) erano state fatte promesse che, di lì a poco, sarebbero state ritrattate, costringendolo ad un rientro in patria.
Ci spiace anche per come si sia chiusa la parentesi padovana del simpatico e volonteroso Martin “Toro” Acuña, giocatore forse non dotato di qualità eccelse, ma senz’altro di un grande senso del dovere ed attaccamento alla maglia. Una garanzia sempre.
Anche il gigante silenzioso, Douglas Fletcher, tenuto a lungo lontano dal campo da un infortunio, se n’è andato in silenzio, così come era arrivato, e la società non lo ha degnato, a nostro parere, del giusto e doveroso saluto.

Douglas Fletcher, un addio silenzioso.
(foto Barbini)

Un discorso a parte, magari più approfondito, andrebbe fatto per Nicolas Galatro. Giunto a fine carriera, dopo anni ed anni trascorsi tra i campi verdi italiani, Padova era diventata per l’argentino la sua seconda casa. La sua famiglia si era ben ambientata e siamo certi che avrebbe posticipato di qualche anno ancora il suo rientro in Argentina se la società avesse coinvolto Nicolas in altri progetti, anche fuori dal campo di gioco. Le sue qualità ed il suo carisma avrebbero potuto essere utilizzati per lo sviluppo del settore giovanile del Petrarca: noi lo avremmo visto bene impegnato in un ruolo tecnico e di promozione.

Nicolas Galatro ritornato in patria
(foto Barbini)

Il settore giovanile del Petrarca.
L’argomento è serio, come gli altri del resto, ma ancor più delicato. Bisogna quindi andare cauti. Ci proviamo.
Il settore giovanile del Petrarca Rugby è forse, in Italia, il più cospicuo. Per assurdo, forse, anche il meno “sfruttato” dalla stessa società tuttonera che, dopo aver allevato con cura i suoi atleti, spesso disperde i loro talenti in giro per i campi di rugby d’Italia, perdendo il valore aggiunto che questi potrebbero dare una volta indossata la maglia della prima squadra.
Questo aspetto crea molta discussione al di fuori della dirigenza petrarchina, specialmente ad ogni inizio stagione dove, ancora con le belle immagini delle prodezze degli atleti nati e cresciuti nel nostro vivaio, la sorpresa dei tifosi è quella di non vedere la maggior parte di loro aggregati alla prima squadra, ma ceduti a vario titolo alle altre società di rugby della nostra regione.
Quest’anno la nuova ristrutturazione dei campionati giovanili voluta dalla FIR (viene istituita l’Under 23, resta l’Under 20, sparisce la “18”) senza non poche discussioni sul tema, forse potrebbe aiutare le società a trattenere i giocatori che non hanno spazio in prima squadra (budget permettendo): pare che il Petrarca si stia muovendo in tal senso.
E qui il delicato (delicatissimo) discorso: “Presidente Junior Lorello e Responsabile del Settore Tecnico Giovanile, Sbrocco”.
Il Presidente Junior, Giacomo Lorello, ex giocatore e petrarchino da sempre, è altresì, (ahinoi!) sempre molto “assente”. Si materializza sì, nei momenti più importanti (ad es. finali di campionato o riunioni con argomento principale “raccolta fondi”), ma nel resto dell’anno rimane “presenza impalpabile”.
E’ noto a tutti (la nostra redazione è stata più volte informata di questo) che alla fine dello scorso campionato alcuni genitori hanno tentato di formare un “cartello” concentrando l’interesse intorno ad un nominativo da porre in concorrenza ed alternativa al Presidente Junior (molti ci hanno riferito che le elezioni si svolgono con il “sistema bulgaro” e che quindi ogni tentativo di alternanza sarebbe stato vano) minacciando di iscrivere i propri figli in altre società padovane (Valsugana e C.U.S.). Queste voci, non più di tanto sotto-voce, sono comunque giunte anche agli orecchi del presidente Lorello stesso che, auguriamoci, adotti un cambiamento di rotta per la prossima imminente stagione agonistica (per il bene della Società, s’intende).
Il Presidente Junior Giacomo Lorello
(foto Enrico Daniele)

Veniamo ad un pilastro del settore giovanile petrarchino. Un uomo dalle indiscutibili conoscenze, dalle molteplici, preziose risorse ed entrature e, forse, uno dei più grandi conoscitori dei meccanismi che fanno ruotare la palla ovale: Giorgio Sbrocco. La sua presenza costante ogni qualvolta si disputi un incontro di rugby giovanile si distingue (ahinoi!) insieme alla sua riservatezza: a parte qualche tecnico con il quale scambia quattro chiacchiere, è ben rara una sua comunicazione un po’ più allargata. Ce ne dispiace tanto. Questione di temperamento: lo rispettiamo senz’altro! C’è chi, per questo,  lo definisce (affettuosamente) “orso”, altri “uno che è concentrato solo sui suoi interessi” (ed impropriamente utilizza il termine “accentratore”), altri ancora (con garbato timore reverenziale) “Sua eminenza grigia”; altri che non si esprimono perché non saprebbero come orientarsi a riguardo.
Un personaggio che molte società vorrebbero avere nei propri ranghi per competenza e professionalità.
Per noi lui è l’amico Giorgio: (oltre la dura scorza) una persona davvero capace, un uomo di cui fidarsi e a cui affidare  tranquillamente i nostri ragazzi, i nostri figli.
Giorgio Sbrocco
(foto Enrico Daniele)

Il Boccaccio Rugby News e la casa del Petrarca.
A noi del Boccaccio, tifosi del Petrarca, è stato sempre a cuore un argomento che interessa molti: la casa del Petrarca. Non quella di Arquà, beninteso, ma il Centro Memo Geremia.
Come è stato detto e scritto anche in occasione della Festa per il Dodicesimo (organizzata in collaborazione con le Ombre Nere), ci piacerebbe tanto che la Guizza diventasse la casa di tutti (non solo del Petrarca e de “I Petrarchi”) ma anche la casa dei tifosi, con una “Club House” adeguata ( forse in Italia la nostra è l’unica società a non averne una!).
Tutti si esprimono apertamente sulla (non) gestione di questa annosa questione; così pure sull’utilizzo del “bar-ristorante”…a mera discrezione di chi ne ha la gestione (non ce ne voglia l’amico Sandro Marchetto ma spesso non si è stati all’altezza della situazione!). Sappiamo tutti, poi, che le numerose strutture presenti sono ad uso esclusivo di pochi perciò non adeguatamente utilizzate per momenti di aggregazione anche dopo l’attività agonistica!Un vero peccato perché l’aggregazione farebbe solo bene alla società (n.d.r. ad esempio l’apertura del bar con gli orari dei pubblici esercizi darebbe modo di ritrovarsi, di stare insieme anche non in occasione di un incontro di rugby; così pure l’utilizzo di qualche sala per riunioni, convegni o solo per stare insieme, per leggere, per conoscere meglio il mondo della palla ovale, per dare modo ai nostri ragazzi di frequentare un “doposcuola” in attesa degli allenamenti…).
Noi del Boccaccio, anche su quest’aspetto che tanto ci sta a cuore, siamo a completa disposizione della Società.
La nuova stagione si avvicina e speriamo veramente che si possano ripetere i successi di tutte le nostre squadre, culminate con la conquista dello scudetto di Eccellenza.
FORZA PETRARCA. SEMPRE!

La redazione del Boccaccio Rugby News

venerdì 22 luglio 2011

SINTESI DELLE NOTIZIE SUL MERCATO DEL PETRARCA RUGBY

Riceviamo e pubblichiamo notizie che ci arrivano da varie fonti (blog, siti internet, Radio Scarpa e informatori che chiedono di rimanere anonimi per non “bruciarsi le fonti”).
Alcune già note ai più, altre no, le pubblichiamo per dovere di cronaca, aspettando eventuali conferme da chi invece sta manovrando le pedine del mercato petrarchino.


ALLENATORE
Al momento il lato più oscuro della faccenda. Non sappiamo praticamente nulla. A quanto pare l’australiano non arriva; Presutti è in vacanza e il posto è ancora vacante.
Notizia non petrarchina: Oscar Collodo, pluriscudettato da giocatore e da allenatore, contattato tardivamente dal Petrarca, torna a guidare il Cus Padova a sostituire la coppia Mazzucato-Monfeli.

PARTENZE
Dal lato delle partenze ormai si sa che Mercier è andato al Case Saint-Etienne e verrà a trovarci quando valicheremo le Alpi per andare a giocare a Lione.
Fazzari, Chistolini, Fletcher sono le cessioni note, El Vejo Galatro è tornato in Argentina e nulla sappiamo de El Toro Acuna, a parte il fatto che non giocherà più nel Petrarca.
Sembrerebbe destinato al prestito l’apertura Luca Favaretto al Cus Verona.
Alessandro Chillon è invece protagonista di un piccolo giallo: era dato per sicuro al Calvisano, adesso si mormora che il passaggio sia saltato all’ultimo momento (chissà come l’avrà presa bene Cavinato…).
Il fratello Alberto Chillon e l’MVP del campionato Marco Barbini, come noto, stanno facendo la preparazione a Treviso, come “permit players”, torneranno ad ottobre (sempre che qualcuno non decida di tenerseli…).
Anche Michele Sutto sta facendo il precampionato con la Benetton (proprietaria del suo cartellino) ma, a meno che non si autoeliminino le quattro seconde linee che al momento gli stanno davanti nelle preferenze di Franco Smith, anche lui tornerà alla Guizza per difendere lo scudetto.
Non ho purtroppo notizie precise di precise di Marco Neethling (al Petrarca farebbe più che comodo). I miei informatori a Treviso sono parchi di notizie ultimamente.

ACQUISTI
Sul fronte acquisti invece sappiamo per certo l’arrivo dalla Rugby Roma di Lance Persico, feroce flanker come il fratello Aaron (in forza al Rovigo).
Lance Persico con la maglia del Viadana

Da  I Cavalieri arriva Filippo Giusti, flanker anche lui, ma da Prato mi dicono che può giocare anche numero 8, andando a coprire in parte il vuoto lasciato da Galatro.
In prima linea arriva Flavio Damiano, tallonatore padovano di nascita, rodigino d’adozione, a infoltire il ruolo (Costa-Gatto-Gega).

Flavio Damiano con la maglia del Femi CZ Rovigo

Tra i trequarti invece avremo il centro Tommaso Castello, dal CUS Genova, appena visto in azione al mondiale Under 20.
Tommaso Castello con la maglia della Nazionale Under 20

Completamente infondata invece la notizia circolata riguardo Edoardo Candiago, che non si muoverà dal Mogliano di Casellato.
In arrivo dal Cus Verona il pilone Luca D’Agostino, notizia però tutta da confermare. Farà reparto con Piermaria Leso e Alessandro Furia, finalmente liberati dall’Accademia FIR ed integrati in prima squadra.
Succosa invece la notizia apparsa sul forum di rugby.it sull’arrivo di Nicola Sintich (22 anni), nato a Rovigo, cresciuto a Padova, forgiato da Viadana (è stato protagonista da avversario della finale scudetto Under 20 vinta due anni fa dai nostri petrarchini); l’ultimo campionato lo ha giocato con il GranDucato, ha cominciato da giovane come apertura, è passato poi ad estremo (occasionalmente potrebbe coprire anche il ruolo di ala). A Viadana me ne hanno parlato benissimo, e pare che sappia anche piazzare all’occorrenza, quindi potrebbe essere la prima scelta per la maglia numero 15.

Nicola Sintich con la maglia del GanDucato


A presto per nuovi aggiornamenti.

La Brujita