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lunedì 17 novembre 2014

PETRARCA, DA PRATO CON 5 PUNTI

E che la “sf…ortuna” ci abbandoni!

Missione compiuta. Il Petrarca aveva bisogno di una vittoria e di 5 punti per tonificare la classifica e dare un segnale rassicurante all’ambiente. Così è stato, con un punteggio finale di 34-0, punto di bonus e aggancio al sesto posto insieme al San Donà. Una gara difficile dal punto di vista ambientale a causa di un campo pesante e taglia-gambe. Per fortuna la pioggia non ha infierito, ma la partita è stata dura dal punto di vista fisico. Come ha già raccontato Enrico Daniele in fase di cronaca dell’incontro, sono ben due i giocatori (Favaro ed Eru) portati d’urgenza in ospedale a Prato a causa di colpi subiti (ndr. Eru incrociato stamattina alla Guizza, ancora un po’ pallido ma saldamente in piedi sulle sue gambe, mentre Favaro è stato dimesso nella mattinata di oggi e dovrà fare un check up fra 15 gg.). Inoltre c’è Nostran dolorante alla spalla e al costato (ndr sentito stamattina sembra solo un guaio muscolare).

Zago (dietro a Rossi), con Eru e Nostran (di spalle): a Prato la mischia
ha lavorato duramente, pagandone anche le conseguenze.
(ph Anna Tiezzi)
Insomma la sfortuna nera che perseguita la squadra in questo inizio di stagione “vede e provvede” incessantemente ai danni del Petrarca. Adesso c’è una provvidenziale settimana di sosta in concomitanza con Italia-Sudafrica e poi si riprenderà con un match importantissimo contro la capolista Calvisano. Purtroppo non è dato sapere con quale situazione di infermeria verrà affrontato l’incontro, speriamo che 15 giorni siano sufficienti a recuperare la situazione (ndr Targa è in attesa dell’operazione alla spalla, Tveraga ha cominciato a camminare senza tutori)
Ma torniamo al match di ieri. Una prima osservazione riguarda il Prato. Deprimente vedere le tribune semi deserte (un centinaio o poco più gli spettatori, compresi una dozzina di fedelissimi padovani) quando, invece, fino alla scorsa stagione erano affollatissime e festanti. Ieri lo sparuto numero di tifosi pratesi è riuscito anche a litigare tra di loro venendo quasi alle mani. Segno che la tensione nell’ambiente societario de l Cavalieri è altissima e ci sono ancora molti conti da regolare (e non solo economici).
Il Petrarca ha vinto. Ha lasciato a zero gli avversari che, se non mi sbaglio, non sono mai entrati nei nostri 22 metri. Una supremazia messa in discussione solo dall’ enorme mole di falli commessi da Prato che, in questo modo, è riuscita a limitare il passivo rompendo in fase di costruzione il gioco petrarchino. L’arbitro Penné ha fischiato indefesso come un vigile urbano in preda ad un raptus, ma l’indisciplina dei toscani era davvero incontenibile nonostante le continue esortazioni della panchina a tenere in campo un comportamento corretto. Chi ha visto il Prato in queste prime 5 giornate ha detto che la squadra è in fase di crescita e di miglioramento rispetto all’inizio (beh, ci vuol poco…), e questo spiega (in parte) il perché il Petrarca abbia vinto con circa (soli) 30 punti di scarto laddove altri avversari hanno vinto con 50-60 punti. Ma qui ritorniamo su un punto già ampiamente toccato nelle settimane precedenti, ovvero la latente difficoltà della squadra a trasformare in punti la gran mole di gioco sviluppata. Produrre 100 e segnare 50 è un trend non positivo perché impone alla squadra di sovralimentare il motore per riuscire a mantenere un livello ottimale o quantomeno accettabile di segnature. Cosa non facile, tutt’altro. E, infatti, quanto sia difficile lo si è visto nei primi tre incontri di campionato (persi nonostante mole di gioco e impegno profusi). Adesso le cose vanno un po’ meglio, ma personalmente mi sarei sentito più tranquillo e confortato se ieri il Petrarca avesse vinto con 50-60 punti di scarto, perché almeno quella, se non di più, è la differenza tra le due squadre. La “tariffa” secondo il saggio Pierre Villepreux. Il rovescio della medaglia è che, se e quando il Prato dovesse riuscire a funzionare a dovere, prima o poi incomincerà a vincere qualche partita. A tutto svantaggio di chi si sarà visto assegnare lo scontro diretto dal calendario in fase avanzata della stagione piuttosto che nelle primissime giornate. Per quanto mi riguarda ho sempre sostenuto che la presenza del Prato in Eccellenza poteva falsare il campionato. Per quel che vale la mia opinione, of course…
Come detto, ieri i ragazzi si sono battuti molto bene (compatibilmente con le condizioni ambientali). La mischia è stata dominante in chiusa e contrastata in fase aperta, ma a forza di falli. La meta tecnica finale (la quinta della giornata) concessa da Penné ha sancito anche impietosamente tale superiorità. Nel Prato si è battuto come un leone Giovanni Marchetto, figlio d’arte ed ex petrarchino

Giovanni Marchetto, figlio di Sandro, ora tallonatore di Prato
(ph Anna Tiezzi)
Onore al merito. Di Bigi (man of the match), Zani, Zago e Rocchia (al suo esordio assoluto con la maglia petrarchina) le quattro mete individuali segnate, a cui si aggiunge quella di punizione di cui si è già detto. Tutte segnature di uomini di mischia che rimane il reparto più solido e affidabile della squadra. I trequarti invece appaiono un gradino più in basso quanto a efficienza ed efficacia. Ma bisogna dare loro atto che con un campo in pessime condizioni è difficile esibire grandi giocate. L’argentino Rocchia è entrato nel secondo tempo, rilevando il sempre valido Trotta. La sua prima azione di gioco è stata una moule e come biglietto da visita è stato illuminante. Ha strapazzato di brutto un malcapitato avversario colpevole di trovarsi sulla sua strada… Un “peperino” da 110 kg (o più…) e 195 cm. Ve lo raccomando… Quando rientrerà dall’infortunio Tveraga sarà una bella coppia di seconde linee da combattimento, tutta da gustare.
Adesso prepariamoci a gustarci i mostri sudafricani all’Euganeo (in allenamento al Plebiscito) e cominciamo a pensare al match clou in casa con Calvisano fra due week end. Mi piacerebbe tanto vedere uscire i calvini a testa bassa dal campo centrale della Guizza…… E, come sempre negli ultimi tempi, speriamo che la sfiga si dimentichi del Petrarca!


Angelo Volpe