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domenica 13 settembre 2015

E' GIA' DERBY AL TORNEO DEGLI ANGELI, VINTO DAL PETRARCA

Nel primo mini derby di finale giocato a Udine, battuta la Femi CZ Rovigo (7-0).
Prodezza di Fadalti

Nicolò Fadalti, eclettico jolly del reparto arretrato. Sua la meta che ha dato la vittoria nella finale del torneo "Il giorno Degli Angeli"
(foto di repertorio - ph Corrado Villarà)
Inizia con un successo la stagione agonistica del Petrarca targato Andrea Cavinato che nella finale per il primo e secondo posto ha battuto la Femi CZ Rovigo 7-0.
Alla seconda edizione del torneo “Il Giorno Degli Angeli”, vi partecipavano le quattro venete d’Eccellenza (Petrarca, Rovigo, San Donà e Mogliano) oltre a Viadana e alla matricola Piacenza.
Divisi in due gironi, si sono disputate le qualificazioni con tempi unici di 25’ ciascuno (niente calci piazzati, solo trasformazioni).
Poi le tre finali.
QUALIFICAZIONI
Girone 1
Marchiol Mogliano – Femi CZ Rovigo      0-5
Marchiol Mogliano – Rugby Viadana       0-12
Rugby Viadana – Femi CZ Rovigo          0-7
Girone 2
Lafert San Donà – Petrarca Rugby        0-14 (m. Rossi, Zago, tr M.Ippolito)
Petrarca Rugby – Lyons Piacenza          14-0 (m. Fadalti, Zago, tr Marcato)
Lyons Piacenza – Lafert San Donà        0-0
FINALI
Marchiol Mogliano – Lafert San Donà     7-5
Lyons Piacenza – Rugby Viadana          0-5
Petrarca Rugby – Femi CZ Rovigo         0-7 (m. Fadalti, tr Menniti Ippolito)
CLASSIFICA FINALE
1° Petrarca Rugby
2° Femi CZ Rovigo
3° Lyons Piacenza
4° Rugby Viadana
5° Marchiol Mogliano
6° Lafert San Donà

Commento al torneo
Rispetto alla prima edizione, stavolta le squadre in campo erano sei e, causa l’oscurità, la finale si è giocata alle 19:40 circa con i fari accesi.
Buona la presenza di pubblico, molti locali. Non ho visto tifosi da Viadana, mentre ho notato qualche presenza da Piacenza e San Donà. Insolitamente scarso il pubblico rossoblu (ma c’era anche il “Pedrini” a Badia Polesine) e buona la presenza dei sostenitori di fede petrarchina.
Nelle gare di qualificazione si sono viste squadre ancora molto legnose, con meccanismi di gioco da collaudare. La più in forma ci è sembrata Piacenza, l’unica matricola, per nulla intimorita dalle più navigate compagini in campo. Ancora piuttosto indietro mi è sembrato Mogliano, specie nel reparto degli avanti.
E’ evidente che, mancando ancora quasi un mese all’inizio del campionato, ci sia ancora molto da lavorare.
Discorso a parte per la finale per il primo e secondo posto.
Gli incontri tra Petrarca e Rovigo non sono mai amichevoli e lo si è capito subito, quando la Femi CZ Rovigo si è presentata in campo con la tradizionale divisa rossoblu a strisce orizzontali, diversamente dalle altre due gare, quando aveva indossato un’anonima casacca azzurra.
Il Petrarca scendeva in campo con questa formazione:
Menniti-Ippolito; Fadalti, Favaro, Benettin, Capraro; Nikora, Su’a; Larsen, Conforti (cap.), Nostran; Giusti, Trotta; Jacob, Ferraro, Vento.
Questo il quindici polesano:
Basson; McCann, Lucchin, Menon, Agbasse; Rodriguez, Chillon; Ferro (cap.), Lubian E., Ruffolo; Parker, Riedo; Tenga, Silva, Grassotti.
Partita decisa al 12’ da una prodezza di Fadalti, imbeccato magnificamente da una palombella di Nikora. L’ala bianconera raccoglie la palla e, con una doppia finta, lascia secco sul posto Agbasse, fiondandosi in meta nel lungo linea destro, inutilmente rincorso dagli avversari. Menniti-Ippolito dimostra già di avere il piede il “palla”: dalla piazzola, in posizione angolata, trasforma bene, anche se con l’aiuto del palo di sinistra.
Rovigo comunque non demerita, proponendosi più volte nei ventidue del Petrarca e finendo con una “quasi meta” sulla bandierina di sinistra, che il direttore di gara Spadoni, allo scadere del tempo, non assegna.
Primo successo del Petrarca, che paga pegno con qualche infortunio in più (Capraro e Giusti hanno lasciato il campo in anticipo).
La squadra di Cavinato si è meritata le tre vittorie; buona in difesa, molto aggressiva, tuttavia mostra la necessità di migliorare nelle rimesse laterali (quasi tutte regalate agli avversari).
A fine gara, alcune voci sulle gradinate del Gerli discutevano sul fatto che a Rovigo, pare, vogliono cancellare dal vocabolario la parola “finale”… pare.


Enrico DANIELE