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venerdì 9 ottobre 2015

NEL 4° DERBY DAY IL 155° DERBY D’ITALIA. SI GIOCHERA’ A TREVISO E IN MOLTI SI DOMANDANO “PERCHE’?”

Sabato inizia l’86°campionato d’Eccellenza.
In evidenza il Derby Day a Treviso.
Criticata da molti la scelta di giocare in “campo neutro”.

Esordio assoluto di Cavinato e Allori nel derby contro Rovigo.


Sabato 10 ottobre inizierà l’86° Campionato Italiano di Rugby a 15.
In evidenza i due incontri inseriti nel Derby Day di scena al “Monigo” di Treviso.

Prima Petrarca e Femi CZ Rovigo disputeranno il 155° Derby d’Italia (diretta su Rai Sport 1 alle 15:00), poi sarà la volta di Lafert San Donà e Marchiol Mogliano.
Criticata da molti la scelta di disputare a Treviso il Derby Day (inizialmente addirittura previsto per venerdì 9 alle 18:00) in quanto non se ne capisce la vera utilità. Molti rimarranno a casa a vederla in televisione.
Ad ogni modo le cose sono fatte da tempo e, quanto pare, anche i quattro Presidenti sono stati d’accordo. Buon per loro.
Occhi e telecamere Rai puntati, ovviamente, sul 155° derby tra Petrarca e Rovigo.
Prima assoluta per Andrea Cavinato e Augusto Allori, che ricevono in eredità tre anni di derby dalla gestione Moretti-Salvan.
Un bilancio negativo, con due sole vittorie (su 6 incontri). Scoppiettante quella del 7 ottobre 2012, 33-9 al Plebiscito. Entusiasmanti le due mete di Lorenzo Innocenti (man of the match) e quella di Mattia Bellini (allora appena 18enne), dopo solo un minuto dal suo esordio nel massimo campionato. Di misura, ma meritata, quella della stagione 2013-14 nel 152° derby al Plebiscito: 17-14 (mete di Jacopo Sarto e del solito Lorenzo Innocenti). Era il 3 maggio 2014 e da quel giorno, in campionato il Petrarca non batterà più l’eterna rivale di sempre.
Vanno, però, ricordate anche le sconfitte.
Su tutte l’umiliante 39-0 inflitto al Petrarca dai bersaglieri al Battaglini (10° turno, 25 gennaio 2014) e il pesante 24-6 subito al Plebiscito nella stagione scorsa (10° turno, 1 febbraio 2015). In quell’occasione si rivelarono “funestamente profetiche” le dichiarazioni del Presidente Toffano, rese alla stampa nella settimana precedente il 154° derby.
Sabato sarà tutta un’altra storia?
Tutti noi di fede bianconera ce lo auguriamo vivamente, anche se l’avversario è tra i pretendenti alla conquista dei play off, impegnato nella corsa allo scudetto, vero e proprio “miraggio” delle ultime stagioni rossoblu. Nella campagna acquisti estiva, pur avendo perso molti elementi di spicco e ridotto il budget, la squadra del Presidente Zambelli si è attrezzata in maniera più che consona per raggiungere l’obiettivo prefissato.
Traguardo che è anche quello dichiarato dalla Società di via Gozzano, e c’è da augurarsi che, stavolta, siano “felicemente profetiche” le dichiarazioni di Toffano & C. alla presentazione della squadra.
I play off mancano da troppo tempo al Petrarca (precisamente dall’anno dello scudetto, ss. 2010-11), anche se falliti per uno-due punti in un paio di stagioni.
Dal mio punto di vista, non sono d’accordo sulla disputa del derby proprio all’inizio di stagione tuttavia, in caso di vittoria contro Rovigo, potrebbe essere una grande iniezione di fiducia per la squadra bianconera, praticamente tutta nuova in prima linea. Diversamente…non ci voglio pensare.
E allora un grande “in bocca al lupo” a Cavinato, Allori e a tutto lo staff e il mio consueto “Forza Petrarca. Sempre!”



Enrico DANIELE

domenica 13 settembre 2015

E' GIA' DERBY AL TORNEO DEGLI ANGELI, VINTO DAL PETRARCA

Nel primo mini derby di finale giocato a Udine, battuta la Femi CZ Rovigo (7-0).
Prodezza di Fadalti

Nicolò Fadalti, eclettico jolly del reparto arretrato. Sua la meta che ha dato la vittoria nella finale del torneo "Il giorno Degli Angeli"
(foto di repertorio - ph Corrado Villarà)
Inizia con un successo la stagione agonistica del Petrarca targato Andrea Cavinato che nella finale per il primo e secondo posto ha battuto la Femi CZ Rovigo 7-0.
Alla seconda edizione del torneo “Il Giorno Degli Angeli”, vi partecipavano le quattro venete d’Eccellenza (Petrarca, Rovigo, San Donà e Mogliano) oltre a Viadana e alla matricola Piacenza.
Divisi in due gironi, si sono disputate le qualificazioni con tempi unici di 25’ ciascuno (niente calci piazzati, solo trasformazioni).
Poi le tre finali.
QUALIFICAZIONI
Girone 1
Marchiol Mogliano – Femi CZ Rovigo      0-5
Marchiol Mogliano – Rugby Viadana       0-12
Rugby Viadana – Femi CZ Rovigo          0-7
Girone 2
Lafert San Donà – Petrarca Rugby        0-14 (m. Rossi, Zago, tr M.Ippolito)
Petrarca Rugby – Lyons Piacenza          14-0 (m. Fadalti, Zago, tr Marcato)
Lyons Piacenza – Lafert San Donà        0-0
FINALI
Marchiol Mogliano – Lafert San Donà     7-5
Lyons Piacenza – Rugby Viadana          0-5
Petrarca Rugby – Femi CZ Rovigo         0-7 (m. Fadalti, tr Menniti Ippolito)
CLASSIFICA FINALE
1° Petrarca Rugby
2° Femi CZ Rovigo
3° Lyons Piacenza
4° Rugby Viadana
5° Marchiol Mogliano
6° Lafert San Donà

Commento al torneo
Rispetto alla prima edizione, stavolta le squadre in campo erano sei e, causa l’oscurità, la finale si è giocata alle 19:40 circa con i fari accesi.
Buona la presenza di pubblico, molti locali. Non ho visto tifosi da Viadana, mentre ho notato qualche presenza da Piacenza e San Donà. Insolitamente scarso il pubblico rossoblu (ma c’era anche il “Pedrini” a Badia Polesine) e buona la presenza dei sostenitori di fede petrarchina.
Nelle gare di qualificazione si sono viste squadre ancora molto legnose, con meccanismi di gioco da collaudare. La più in forma ci è sembrata Piacenza, l’unica matricola, per nulla intimorita dalle più navigate compagini in campo. Ancora piuttosto indietro mi è sembrato Mogliano, specie nel reparto degli avanti.
E’ evidente che, mancando ancora quasi un mese all’inizio del campionato, ci sia ancora molto da lavorare.
Discorso a parte per la finale per il primo e secondo posto.
Gli incontri tra Petrarca e Rovigo non sono mai amichevoli e lo si è capito subito, quando la Femi CZ Rovigo si è presentata in campo con la tradizionale divisa rossoblu a strisce orizzontali, diversamente dalle altre due gare, quando aveva indossato un’anonima casacca azzurra.
Il Petrarca scendeva in campo con questa formazione:
Menniti-Ippolito; Fadalti, Favaro, Benettin, Capraro; Nikora, Su’a; Larsen, Conforti (cap.), Nostran; Giusti, Trotta; Jacob, Ferraro, Vento.
Questo il quindici polesano:
Basson; McCann, Lucchin, Menon, Agbasse; Rodriguez, Chillon; Ferro (cap.), Lubian E., Ruffolo; Parker, Riedo; Tenga, Silva, Grassotti.
Partita decisa al 12’ da una prodezza di Fadalti, imbeccato magnificamente da una palombella di Nikora. L’ala bianconera raccoglie la palla e, con una doppia finta, lascia secco sul posto Agbasse, fiondandosi in meta nel lungo linea destro, inutilmente rincorso dagli avversari. Menniti-Ippolito dimostra già di avere il piede il “palla”: dalla piazzola, in posizione angolata, trasforma bene, anche se con l’aiuto del palo di sinistra.
Rovigo comunque non demerita, proponendosi più volte nei ventidue del Petrarca e finendo con una “quasi meta” sulla bandierina di sinistra, che il direttore di gara Spadoni, allo scadere del tempo, non assegna.
Primo successo del Petrarca, che paga pegno con qualche infortunio in più (Capraro e Giusti hanno lasciato il campo in anticipo).
La squadra di Cavinato si è meritata le tre vittorie; buona in difesa, molto aggressiva, tuttavia mostra la necessità di migliorare nelle rimesse laterali (quasi tutte regalate agli avversari).
A fine gara, alcune voci sulle gradinate del Gerli discutevano sul fatto che a Rovigo, pare, vogliono cancellare dal vocabolario la parola “finale”… pare.


Enrico DANIELE

sabato 5 settembre 2015

NEL FRATTEMPO SONO SUCCESSE TANTE COSE

Ebbene, riprendiamo da dove eravamo rimasti quel 16 marzo.

L’EXPLOIT DELLE FIAMME ORO
Il campionato di Eccellenza stava già avviandosi verso la fase finale.
Il testa a testa ai vertici della classifica generale tra il Cammi Calvisano e la Femi CZ Rovigo si manterrà sino alla fine della regular season, con il Marchiol Mogliano al terzo posto e le sorprendenti Fiamme Oro che, all’ultima giornata, proprio in casa dei trevigiani, riusciranno ad agguantare i play off.
Forse è stata la sorpresa più bella del campionato 2014-15.
Il merito va a tutto il team per aver raggiunto un obiettivo mai dichiarato, ma fortemente voluto da staff e giocatori. E buona parte del merito, senza nulla togliere a nessuno, va certamente al “nostro”: Pasquale Presutti.
In tre anni il tecnico di Trasacco, ha saputo dare forma e sostanza ad una squadra “ripescata” nella massima serie, portandola a vincere il Trofeo Eccellenza 2013-14 (conquistato in casa della Femi CZ Rovigo) e il quarto posto nella stagione appena conclusa.
“Squadra che vince non si cambia”, recita un vecchio detto.
Non sempre, però, è così.
Pasquale Presutti sarà licenziato a fine stagione (per lui una nuova avventura a Firenze coi neonati “Medicei” in Serie A), e con lui se ne andrà tutta la mediana cremisi (Nicola Benetti – grande protagonista di molte stagioni con i poliziotti, eletto miglior giocatore dell’Eccellenza nella stagione 2013-14 e Carlo Canna – miglior giocatore della stagione 2014-15 e passato in estate alla franchigia federale delle Zebre), ma anche Guido Barion, veterano del reparto arretrato, capace di marcare due mete nella finale del Trofeo vinto dalla sua squadra.

A tutti loro auguro il meglio dalle nuove avventure ovali.
Pasquale Presutti, ex allenatore delle delle FFOO
(ph Paolo Cerino)
IL DRAMMA DI ROVIGO
Sembrava proprio l’anno giusto.
C’erano i giocatori, c’erano gli allenatori (Frati e De Rossi, quest’ultimo poi passato al ruolo di team manager alle Zebre), c’erano i tifosi (anche se quelli ci sono sempre stati e in tanti, tantissimi, sempre!), c’erano società e sponsor (quindi sostegno economico).
E, per la finale, c’era anche il tifo dei rivali di sempre, i padovani, che nei social avevano dichiarato apertamente di sostenere Rovigo.
In buona sostanza c’era tutto.
Tuttavia, ancora adesso, non si capisce perché Rovigo abbia mancato un’altra occasione per conquistare il tanto agognato scudetto. Una finale che, ancora una volta – pur giocata tra le mura amiche - i bersaglieri si sono lasciati sfuggire di mano. Se, in quella del 2011 (contro il Petrarca) e nella scorsa stagione (nella finale a Calvisano) i rossoblu avevano, tutto sommato, dimostrato col gioco di poter ambire allo scudetto, a maggio di quest’anno hanno disputato forse la peggior partita degli ultimi tempi, spianando la strada ad un Cammi Calvisano che si aggiudica così il quinto scudetto della sua storia ed il secondo consecutivo.
Anche qui vale il detto “Squadra che vince non si cambia”, ma al contrario. Frati è rimasto al suo posto, pur con molti “se” e molti “ma”, mentre Gianluca Guidi, tecnico dei bresciani, è approdato alla panchina delle Zebre.

Alle Posse Rossoblu, in aperta polemica col tecnico nocetano, auguro che la prossima, sia la stagione buona!
Le Posse Rossoblu, senza ombra di dubbio la tifoseria più numerosa del rugby italiano

DELUSIONE PETRARCA
Stagione da dimenticare quella del Petrarca.
In termini di classifica, sicuramente la peggiore delle tre con alla guida la coppia Moretti e Salvan.
Molto seri e preparati, due professionisti che ogni squadra vorrebbe nel proprio organico. Avevano sposato appieno il “progetto giovani” del Petrarca. Nelle intenzioni del Presidente Toffano, dovevano lanciare i migliori ragazzi del vivaio e recuperare quelli che, nel tempo, si erano accasati altrove o quelli provenienti da altre società della provincia.
Purtroppo per loro, ad ogni stagione hanno dovuto ricostruire la squadra cui, puntualmente, venivano a mancare 13/15 giocatori, anche importanti, con i risultati che tutti sappiamo: play off mancati per una manciata di punti (1 - 2) per i primi due anni e nell’ultima stagione, squadra relegata al settimo posto della classifica generale.
Un vero peccato per Andrea Moretti (ora è il “secondo” di Troncon sulla panchina della Nazionale Under 20) e Rocco Salvan (del quale, francamente non ho notizie).

Ad entrambi, auguro i migliori traguardi.
Federico Conforti in una significativa immagine che esprime
appieno il deludente campionato appena concluso del Petrarca
(ph Corrado Villarà)
L’INESORABILE DECLINO DE I CAVALIERI PRATO
Nati nel 2000, arrivarono in Eccellenza nella stagione 2009-10: si classificarono, infatti, al quinto posto conquistando un posto in Challenge Cup (esordio con vittoria contro il Connacht 23-21).
L’ascesa continuò con una semifinale persa nel 2010-11 contro il Petrarca (laureatosi poi Campione d’Italia) e due finali consecutive perse (2011-12 contro il Cammi Calvisano e 2012-2013 contro il Marchiol Mogliano, che vinse così il primo scudetto della sua storia proprio in casa dei toscani.
Poi l’inesorabile parabola discendente, con un sesto posto nella stagione 2013-14 e l’ultimo (con retrocessione e cessione del titolo) nella stagione appena conclusa.
Una bella storia, finita malamente a causa, forse, di investimenti sbagliati.
Peccato per gli amici toscani, sempre molto accoglienti ad ogni nostra trasferta lì da loro.

L’augurio è che gli Scudieri ritrovino presto i loro Cavalieri!

Gli Scudieri, i supporters dei tuttineri, sempre al seguito della squadra
nonostante le delusioni di una stagione da dimenticare
(ph tratta dal profilo Facebook)

Enrico DANIELE   

domenica 1 febbraio 2015

154° DERBY D’ITALIA: PETRARCA, SARA’ PER LA PROSSIMA VOLTA.

Tanta buona volontà, tanta sofferenza, ma idee scarse e poca lucidità.
Rovigo vince, giocando meglio del Petrarca, ma senza punto di bonus.
Gran bella cornice di pubblico, che riporta a Rovigo l’ Adige Cup.

La 154a edizione del Derby d’Italia va in archivio con la vittoria per 24-6 della Femi CZ Rovigo sul Petrarca.
Con oggi, paiono avverarsi le “profetiche” dichiarazioni del Presidente Toffano (rese alla stampa con largo anticipo e a sorpresa di tutti) e per il Petrarca tutto sembra rimandato alla prossima stagione.
La squadra di Filippo Frati non disattende le aspettative dei propri tifosi, saliti a Padova in gran numero, e vince contro un Petrarca volenteroso, capace di soffrire stringendo i denti (spesso anche oltre il limite della sopportazione) ma, purtroppo, con poche idee e scarsa lucidità. Alla squadra di Moretti e Salvan va sicuramente il merito di aver impedito agli avversari la quarta segnatura (quella del bonus), mentre ai rossoblù lasciano l’onore del “man of the match”, che i giornalisti Rai hanno assegnato a Luciano Rodriguez.
In classifica generale, Rovigo rosicchia due punti a Mogliano, ma rimane dietro i trevigiani per un solo punto, mentre la testa è lontana ancora cinque lunghezze. Rassicurante il distacco dalle quarte (Fiamme Oro e San Donà, +7). Piange la classifica del Petrarca, fermo in settima posizione a 22 punti.


La cronaca
Il Derby d’Italia inizia con l’ingresso in campo dei rossoblu con il lutto al braccio, per ricordare Luigi “Gigi” Equisetto, giocatore del Rovigo negli anni ’60-’70, scomparso in settimana. Lo speaker dello stadio ricorda anche che, quasi un anno fa (era il 4 febbraio 2014) ci lasciava anche Piero Rinaldi, decano dei fotografi di rugby e del Petrarca.
Nenche il tempo dell’applauso del pubblico che inizia la gara con Rovigo subito alla prima touche sulla linea dei 10 metri del Petrarca.
Replica immediatamente il Petrarca con una rimessa sui 22 di Rovigo, ma gli sviluppi vedono Francescato commettere in avanti. Prima mischia per Rovigo che mette in difficoltà il pack bianconero e conquista il fallo. Replica due minuti più tardi e ancora calcio contro il Petrarca. E’ subito chiaro che gli avanti bianconeri soffrono la spinta dei rossoblu.
Tuttavia, il Petrarca vince un paio di touche (una rubata) e si propone nella metà campo avversaria. All’ 8’ Van Niekerk blocca un’iniziativa di Bettin, che viene placcato sulla metà campo. Il pallone esce libero dall’impatto e Majstorovic è pronto a calciarlo rasoterra in profondità e, battendo tutti in volata, riesce a schiacciare in meta. Basson trasforma e si riparte da centro campo (0-7). Era il primo vero affondo di Rovigo.
Il Petrarca patisce il colpo e due minuti più tardi la combinazione di Ngawini con Menon per poco non crea altri guai.
Ci prova Capraro, al 12’, ad affondare nelle linee arretrate di Rovigo, placcato nei 22 avversari. Al 16’ è ancora il roccioso estremo bellunese a bloccare un’iniziativa di Majstorovic, lanciato da una combinazione Ferro, Rodriguez e Caffini. Sul cambio di fronte Ngawini placca piuttosto alto Fadalti, ma Pennè lascia correre e la palla finisce a Ferro, che trova facilmente la via della meta. Basson non sbaglia la trasformazione e Rovigo ha giù in mano la partita: 0-14.
Al 22’ primo cambio del Petrarca: Moretti richiama Furia e manda in campo Zani. Con il cambio le mischie si riequilibrano e, al 28’, il Petrarca riesce anche muovere il tabellino. Un placcaggio non rilasciato di Rovigo regala una punizione sui 22 a Fadalti, che trasforma: 3-14.
Ristabilisce le distanze Basson al 34’, con un piazzato dai 22 per un fallo in ruck del Petrarca: 3-17.
Al 35’ Pennè “grazia” Innocenti che disturba in maniera eccessiva la ricezione alta di un giocatore di Rovigo: solo un richiamo per l’ala bianconera.
La prima frazione di gioco si conclude con una “quasi meta” di Bettin, che commette in avanti sul placcaggio avversario al limite dei 5 metri. L’azione, piuttosto macchinosa, ma efficace, era partita dagli sviluppi di una touche ed ha avuto come protagonisti Zani, Eru, Bigi, Benettin ed infine Bettin.
Si riparte, dopo l’intervallo, con Ravalle che prende il posto di Quaglio e Favaro quello di Innocenti.
E’ il Petrarca a rendersi subito pericoloso al 2’ con Eru che si porta dentro i 22 rodigini, palla per Conforti sul quale viene commesso fallo. Fadalti bissa il precedente calcio: 6-17. Immediata la risposta di Rovigo con Ferro in combinazione con Menon, fermato fallosamente nei 22 del Petrarca. Rodriguez sceglie la rimessa laterale che verrà giocata sul terzo blocco, ma Ruffolo commette “in avanti”.
Riparte il Petrarca che si porta nella tre quarti avversaria, ma nel ribaltamento di fronte è ancora Majstorovic a creare scompiglio, sprecando una occasione propizia per Rovigo.
All’ 11’ Fadalti si inventa un calcetto buono per Woodhouse, che arriva tardi. C’è però fallo di Rovigo, ma Fadalti commette il suo unico errore dalla piazzola.
Al 15’ ancora Rovigo in meta: da metà campo Basson mette in moto Ngawini sull’out di sinistra. L’ala neozelandese non ha difficoltà a far fuori un paio di avversari per la meta sulla bandierina. Implacabile Basson, che da posizione angolatissima mette tra i pali la trasformazione: 6-24.

La terza meta del Rovigo, quella di Ngawini
(ph Giampaolo Donzelli)
Rovigo sente di poter arrivare alla quarta meta e prova a comprimere il Petrarca nella propria metà campo, bravo a stringere i denti e a resistere come meglio può, riuscendo anche a contrattaccare. Al 25’ lo fa con Capraro e Conforti che serve poi Bettin, bloccato da Ruffolo che però commette fallo.
Fadalti sceglie la tounche ma non succede nulla.
Al 29’ Rovigo in 14 per espulsione temporanea di Caffini, ma il Petrarca non saprà approfittarne, nonostante ci provi più volte, senza però la lucidità necessaria ad impostare azioni efficaci.
A tempo scaduto, quando al Petrarca serviva tener palla per tentare la meta della bandiera, rischiava grosso Fadalti che si faceva intercettare un calcetto da Bronzini, portato poi in touche.
La partita finisce con la vittoria di Rovigo e la rassegnazione del pubblico di casa che lascia le tribune del Plebiscito al festival di bandiere rossoblu.
Piuttosto soddisfatto Filippo Frati a fine gara, che riconosce il merito al Petrarca di aver negato con tutte le forze la quarta meta alla sua squadra.
Il tabellino del match e la classifica generale aggiornata.

Padova, Stadio del Plebiscito, domenica 1 febbraio 2015.
Campionato Eccellenza, 10a giornata
Petrarca Rugby - Femi-CZ Rovigo 6-24 ( 3-17)
Marcatori: pt: 8’ m. Majstorovic tr. Basson (0-7), 18’ m. Ferro tr. Basson (0-14), 28’ cp Fadalti (3-14), 34’ cp Basson (3-17); st: 2’ cp Fadalti (6-17), 15’ m. Ngawini tr. Basson (6-24).
Petrarca Rugby: Capraro; Innocenti (1’ st Favaro), Woodhouse, Bettin, Fadalti; Benettin, Francescato (19’ st Curtolo); Eru, Giusti, Conforti; Rocchia (38’ st Trotta), Michieletto (42’ st Nostran); Leso (25’ st Iacob), Bigi, Furia (22’ pt Zani).
A disposizione non entrati: Vento, Menniti-Ippolito.
Allenatori: Moretti e Salvan
Femi CZ Rovigo: Basson, Menon, Majstorovic, Van Niekerk (32’ st McCann), Ngawini, Rodriguez, Bronzini, Ferro (40’ st Maran), Lubian E. (24’ st De Marchi), Ruffolo, Montauriol, Caffini, Roan (13’ st Quaglio), Mahoney (c) (24’ st Ceccato), Quaglio (1’ st Ravalle). A disp.: Pozzi, Frati, Farolini.
Allenatore: Filippo Frati
Arbitro: Pennè, G.d.L. Blessano e Favero, quarto uomo Giacomini.
Note: spett. 3.500; cartellino giallo 28’ st Caffini; uomo del match: Rodriguez; Calciatori: Fadalti cp 2/3, Basson tr 3/3, cp 1/1.
Punti in classifica: Petrarca 0, Rovigo 4



Enrico DANIELE

sabato 31 gennaio 2015

154° DERBY D’ITALIA: LE FORMAZIONI DI PETRARCA E ROVIGO

Abbottonati i rispettivi Uffici Stampa in vista della gara di domani.
In mattinata il consueto anticipo tra OLD alla Guizza.

Poche le righe nei comunicati stampa delle società che annunciano le formazioni per la sfida di domani pomeriggio allo Stadio del Plebiscito.
Segno di una naturale “tensione” latente nei due club. Aldilà del derby in sé e per sé, il risultato potrebbe influenzare il prosieguo della stagione.
Chi rischia di più è certamente la Femi CZ Rovigo: l’eventuale sconfitta potrebbe incidere sul morale più che sulla classifica (che non cambierebbe comunque), come successe nella scorsa stagione.
Meno per il Petrarca, già in una posizione che vede i bianconeri legati ad un “sottile filo” di speranza che, comunque, li lega ancora al trenino play off.
Anticipo OLD, in mattinata, negli Impianti Memo Geremia della Guizza tra le vecchie glorie delle due squadre (ed altri “infiltrati”).
Le formazioni annunciate.
PETRARCA RUGBY: 15 Capraro; 14 Innocenti, 13 Woodhouse, 12 Bettin, 11 Fadalti; 10 Benettin, 9 Francescato; 8 Eru, 7 Giusti, 6 Conforti; 5 Rocchia, 4 Michieletto; 3 Leso, 2 Bigi, 1 Furia.
A disposizione: Vento, Zani, Iacob, Trotta, Nostran, Curtolo, Menniti-Ippolito, Favaro
Allenatori: Andrea Moretti e Rocco Salvan
FEMI CZ ROVIGO: 15 Basson; 14 Menon, 13 Majstorovic, 12 Van Niekerk, 11 Ngawini; 10 Rodriguez, 9 Bronzini; 8 Ferro, 7 Lubian E., 6 Ruffolo; 5 Montauriol, 4 Caffini; 3 Roan, 2 Mahoney (c), 1 Quaglio.
A disposizione: Ceccato, Ravalle, Pozzi, Maran, De Marchi, Frati, McCann, Farolini.
Allenatore: Filippo Frati


Enrico DANIELE

venerdì 30 gennaio 2015

154° DERBY D’ITALIA PETRARCA VS ROVIGO: LA SFIDA PIU’ LUNGA DEL RUGBY ITALIANO

Tutti i numeri, e qualche curiosità della gara che non ha eguali.

Domenica 1° febbraio 2015, lo stadio del Plebiscito di Padova sarà teatro dell’incontro di rugby che, a pieno diritto, è l’unico a potersi fregiare del titolo di “Derby d’Italia”.
Le due squadre venete si affrontano per la 154esima volta in campionato.


Così tante volte solo tra Petrarca e Rovigo.
E’ difficile, se non impossibile, trovare altre due squadre che in 67 anni ( tanti sono i campionati disputati consecutivamente dal Petrarca Rugby nella massima serie) si sono confrontate per così tante volte. Tra l’altro, le sfide tra le due venete sono molte di più. Nei conteggi andrebbero inserite le gare di Coppa Italia, poi diventate Trofeo d’Eccellenza, e i numerosi incontri amichevoli non ufficiali. A voler essere pignoli, dovremmo anche tener conto delle sfide tra le città di Padova e Rovigo, e quindi quelle precedenti al primo campionato disputato dal Petrarca nella massima serie (1948-49).  A Padova, infatti, il rugby giocato era iniziato già nel 1928 con i “Leoni di San Marco”, poi proseguito sino al campionato 1946-47 dal “Rugby Padova”. Fu proprio quest’ultima (anno di nascita 1934) a disputare la prima gara “certificata” contro Rovigo (2a giornata del campionato 1946-47). L’incontro si giocò a Padova con vittoria di Rovigo (6-19) ma non si disputò l’incontro di ritorno: il club padovano si ritirò anzitempo dalla competizione.
Oltre quelli tra Petrarca e Rovigo, gli altri scontri diretti con maggior numero di frequenza, sono quelli tra Rovigo e L’Aquila (117) e tra Petrarca e L’Aquila (106), gli unici a superare quota 100.


Curiosità. Alcuni fra gli atleti dei "Leoni di San Marco", fonderanno il rugby a Treviso (Livio Zava e Cesare Sarti), mentre Dino Lanzoni (studente in medicina a Padova) farà nascere il rugby a Rovigo.

All’inizio, una sfida fra i ragazzi di due città.
Nei primi anni, a confrontarsi in campo, erano perlopiù i giovani nati nelle due città (o in provincia). Oggi le cose sono un po’ cambiate.
Con l’ingresso nel Sei Nazioni, il rugby italiano ha cercato di volgersi al professionismo (senza tuttavia riuscirci pienamente) componendo le squadre con giocatori provenienti da ogni dove.
Così, ad oggi, nel confronto tra le rose di Petrarca e Rovigo, i giocatori nati a Padova sono (soltanto) 14, 7 a Rovigo.



Gli “ex” delle due squadre.
Nello staff tecnico del Petrarca l’ “assistant coach” Rocco Salvan, è un rodigino D.O.C., che ha vestito sia la maglia rossoblu che quella bianconera (diventandone anche capitano).
Anche il “team manager” del Petrarca, Guido Zorzi, ha vestito entrambe le maglie.
In passato fu lo stesso Mario “Maci” Battaglini, bandiera del club polesano, ad allenare il Petrarca.
Di recente, molti giocatori hanno vestito entrambe le maglie, fra questi, Mirco Bergamasco, Nicola Gatto, Flavio Damiano, Juan Pablo Sanchez, Pietro Travagli, Silao Leaega, Giovanni Boccalon, Daniele Tumiati.

Curiosità. Tra i giocatori in attività nei due club, Steven Bortolussi è passato a Rovigo, dopo essere stato Campione d’Italia 2011 col Petrarca.

“Io non ho cugini”. Diverse, ma sostanzialmente uguali.
Ogni Derby d’Italia ha una storia tutta sua, che inizia immediatamente dopo il fischio finale dell’ultimo derby giocato. Una storia che vive di una sana rivalità tra due club e due realtà profondamente diverse, ma perfettamente identiche quando si tratta di palla ovale. Perché, è vero che entrambe vivono l’attesa del derby in maniera differente, ma è anche vero che in prossimità della gara l’adrenalina sale in maniera esponenziale, accomunando giocatori, staff e tifosi delle due squadre.
Per questo, è assai riduttivo leggere la storia dei derby solo attraverso l’aridità dei “numeri”. Tuttavia, è un modo in più per far capire che, nonostante le diversità, le due squadre si assomigliano molto.
E’ sfatato il noto “refrain” delle tifoserie “io non ho cugini”?

1, X, 2: il pareggio non va bene a nessuno, ma è successo per 18 volte.
Perdere non piace a nessuno, tantomeno nel Derby d’Italia, ma nemmeno il pareggio (verificatosi 18 volte) è un risultato gradito. Ne sa qualcosa il Petrarca che, nella stagione successiva a quella dell’ultimo scudetto (ss. 2011-12) pareggiò al Plebiscito l’ultima gara di campionato 16-16, restando esclusa dai play off per soli due punti e dando via libera alle semifinali proprio al Rovigo.


Curiosità. Il Derby d’Italia è finito a “mete inviolate” e con il tabellone del punteggio assolutamente "immobile" solo una volta: fu alla 14a giornata della ss. 1972-73, Rovigo-Petrarca 0-0.

Spesso, se le suonano di santa ragione.
Una sola volta il Derby d’Italia è finito senza colpo ferire, ma è successo anche che se le siano date di “santa ragione” (in termini di punti, s’intende!). Avvenne nello spareggio dei quarti di finale della ss. 1992-93: la partita al Plebiscito finì 42-27 per il Petrarca ( in totale marcati 69 punti).
Anche le vittorie in trasferta non sono una novità. Ma resta una rarità che ciò avvenga con lo scarto maggiore. E’ il Petrarca a registrare l’impresa, nella ss. 1998-99, quando tornò dal “Battaglini” con il bottino più alto di sempre: 41-0. Anche Rovigo ne farà 41 al Plebiscito (ss. 1999-00), incassandone però 14 dal Petrarca.
Rovigo si avvicinerà molto al maggior scarto, ma in casa: è successo la scorsa stagione, alla 10a giornata, quando al “Battaglini” i bersaglieri rifilarono un secco 39-0 al Petrarca.


Adige Cup: un trofeo, scampato “miracolosamente” alla distruzione, che non piace a nessuno, ma che tutti vogliono.
Sono convinto che il Derby d’Italia avrebbe mantenuto inalterato il suo fascino, indipendentemente. 
Eppure, in occasione del 150° Derby d’Italia, per dare più significato allo storico traguardo, le due società hanno pensato di istituire un trofeo (mutuando l’idea dalle società inglesi della palla ovale) che, di volta in volta, finisce nella bacheca del vincitore. Detto fatto, Giancarlo Signoretto (artista e maestro vetraio di Murano) realizzò su commissione l’Adige Cup.
E’ risaputo che “i gusti sono gusti” e, trattandosi di arte, non è facile entrare nel merito, specie se si è “ignoranti” in materia.
Una cosa è certa: l’Adige Cup non è propriamente la quintessenza dell’arte veneziana, storicamente capace di sublimare il vetro in ben altre forme. Fatto sta che, sondaggi popolari, dicono che l’Adige Cup non piace a nessuno, con buona pace del maestro Signoretto (che se ne sarà fatta una ragione).
Corre, persino, voce (non confermata) che, nello sciagurato tentativo di mandare in discarica un innumerevole quantitativo di trofei rodigini, qualcuno avesse sperato ci fosse anche la tanto “bistrattata” opera in vetro.
Così non è stato, tant’è che, “miracolosamente” scampato a distruzione certa, domenica prossima, il trofeo sarà portato al Plebiscito da Rovigo.
Con il solo biglietto d’andata?
Questo non ci è dato sapere! 
  
Curiosità. Al Petrarca, in questa stagione, da Rovigo è arrivato il tabellone luminoso “testimone” del fortunato derby scudetto del 2011. Poi, ad animare gli incontri casalinghi del Petrarca, al microfono si destreggia con indubbia professionalità nientemeno che Saverio Girotto, storico speaker rodigino della Nazionale Maggiore.
In effetti, maligna qualcuno, non è che le due cose abbiano portato una gran fortuna al Petrarca.
Ora, spera qualcun altro, si attende che alla Guizza arrivi Papa Francesco in persona: da gesuita, un qualche diritto in più l’avrebbe…e forse, porterebbe anche un po’ di fortuna.

Enrico DANIELE 


lunedì 19 gennaio 2015

FEMI CZ ROVIGO: LAMENTELE E POLEMICHE…

La sconfitta di Cardiff alimenta molte discussioni in rete.
Ma non c’è nulla da gioire: è una sconfitta per tutto il rugby italiano.
Prendi i soldi e scappa.

Cardiff Blues vs Rugby Rovigo 104-12.
Una partita che è entrata nella storia di entrambe le squadre, quella di venerdì tra Cardiff Blues e Rugby Rovigo, finita per 104-12 in favore dei gallesi. E se i padroni di casa hanno festeggiato un record positivo (mai nella loro storia avevano accumulato un margine così pesante e segnato così tanti punti in Europa), i Bersaglieri hanno subito la peggior sconfitta in 80 anni di storia rossoblu. Non solo, le 16 mete segnate sono un nuovo record anche per la European Challenge Cup.
Ho visto qualche padovano gioire per il risultato astronomico dei rovigotti. Capisco, ma fino a un certo punto. L'umiliazione del Rovigo è l'umiliazione di tutto il rugby italiano. Che c'è da gioire?
Il giorno dopo la disastrosa debacle il Presidente Zambelli tuona contro la Fir, rea di "aver lasciato soli i club" ad affrontare impegni così gravosi. Siamo alle solite. A Rovigo, quando le cose vanno male si va sempre alla ricerca della giustificazione, dello scarico di responsabilità. Accampare scuse è il secondo sport cittadino dopo il rugby. Dimenticando quello che è il nocciolo della questione: l'argent de poche, per dirla come i francesi. I soldi, gli “schei”, insomma. Ovvero le centinaia di migliaia di euro che i club che partecipano alle competizioni europee ricevono dal bureau europeo per tramite della Federazione. Inutile nascondersi dietro un dito. Quel finanziamento a fondo perduto è l'unico motivo di interesse per i club italiani che partecipano alla Challenge Cup. Non certo la competizione sotto il profilo tecnico, visto l'enorme divario "tra noi e loro". Non certo la possibilità di fare esperienze, dal momento che tornare a casa con oltre cento punti sul groppone dubito che possa essere giudicata un'utile esperienza. Non certo la possibilità di fare incassi, in quanto sugli spalti ci sono sempre i soliti quattro gatti, se tutto va bene. 
Piuttosto onestamente, invece, il tecnico dei rossoblu Filippo Frati  si è detto "colpevole" di aver impostato la partita su possesso palla e ritmo, piuttosto che su una difesa arroccata e col coltello fra i denti. Traduzione: a difendere bene e duramente si corre il rischio di farsi male e l'obiettivo non dichiarato ufficialmente era quello di non riempire l'infermeria. Poi non bisogna stupirsi delle 16 mete (una ogni cinque minuti...). Perché -diciamolo-della Challenge Cup non importa niente a nessuno, mentre il vero obiettivo è il campionato di Eccellenza.
E domenica 1° febbraio c'è il derby contro il Petrarca a Padova...
A chi giova venire seppelliti sotto sedici mete? Che tipo di insegnamenti può portare ai giocatori e al club, per non parlare del movimento rugbystico nazionale? Quale appeal internazionale può avere il rugby italiano che, dalla Celtic Pro12 in giù, becca montagne di punti ad ogni partita (ieri il Benetton ne ha incassati 53..., così per gradire).  Solo imbarazzo e umiliazioni.
E in Europa ne hanno le scatole piene
Il presidente Zambelli, tra una lagna e una polemica, invece mette in cassaforte 3-400 mila euro, e scusate se è poco. Anzi, si lamenta pure. Per cui forse farebbe meglio a stare zitto, invece di accendere polemiche a tutto spiano a destra e a manca.
Come diceva Woody Allen nel suo fortunato film degli anni 70: “Prendi i soldi e scappa”.


Angelo Volpe