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lunedì 17 aprile 2017

SAN DONA’ E LA PENALIZZAZIONE: “UNA MANCANZA DI RISPETTO PER CHI CREDE IN QUESTO SPORT”

Amara e dura la riflessione del presidente Alberto Marusso a conclusione della conferenza stampa di giovedì
Un mero errore amministrativo condanna l’incolpevole club veneziano
Alberto Marusso, presidente del Rugby San Donà: "Stiamo subendo un'ingiustizia di una
dimensione inspiegabile ed sproporzionata"
(ph Enrico Daniele)
C’è profonda amarezza nelle parole del presidente Alberto Marusso a conclusione della conferenza stampa indetta giovedì scorso, dopo aver ricevuto le motivazioni della sentenza del Collegio di Garanzia del CONI che penalizza in maniera inappellabile la Lafert San Donà con la detrazione di 8 punti in classifica.

Una mazzata a tre giornate dalla fine del campionato, con il club veneziano ancora in corsa per un posto nei play off, cui resta solo il ricorso al TAR per l’eventuale riconoscimento del danno economico.

La vicenda, chiara ormai a tutti nello svolgimento dei fatti, lascia comunque perplessi non tanto per la penalizzazione in sé e per sé, ma per l’approssimazione che ne ha generato il caso e per il danno d’immagine conseguente.
Danno che non è solo il club veneziano a subire, bensì tutto il movimento del rugby italiano, FIR in primis, caduto ancora una volta in un basso dilettantismo.

A che serve appellarsi alle norme e alla burocrazia, che mai come in questo caso dimostra tutti i suoi limiti, escludendo la regola del buon senso?
Buon senso, unito alla diligenza di San Donà, che in via preventiva aveva chiesto agli uffici competenti in FIR la conferma della validità della norma che avrebbe permesso a Petrozzi di essere inserito nella lista di gara (ndr: tra l’altro Petrozzi non era nemmeno entrato in campo) ricevendone piena assicurazione.

Norme e burocrazia a cui, invece, si è appellata la Rugby Reggio che, incolpevole a sua volta, ha esercitato il diritto di ricorrere al Collegio di Garanzia del CONI il quale ha applicato alla lettera la norma ed ha emesso la sentenza di condanna per San Donà.

Comprensibile quindi lo stato d’animo del presidente Marusso che, tuttavia, non può fermarsi ed accettare passivamente la sentenza, dovendo egli rispondere in primo luogo ai suoi giocatori, ai tecnici e ai dirigenti, ai tifosi nonché agli sponsor che da questa storia escono tutti perdenti.

Ma in questa faccenda a perdere è tutto il rugby italiano.


Enrico DANIELE