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martedì 30 dicembre 2014

PETRARCA RUGBY: PRESIDENTE TOFFANO, PIU’ RASSEGNAZIONE CHE REAZIONE

L’intervista rilasciata dal Presidente bianconero al Gazzettino, ha suscitato molte discussioni in rete.
Ecco l’opinione di Angelo Volpe.

Un’intervista a Enrico Toffano (n.d.r. quella sul Gazzettino del 29-12-2014 a firma di Alberto Zuccato) dai toni e dai contenuti che vorrei definire quasi spietati, senza vie d’uscita se non una chiara (e deprimente) rassegnazione per un anno buttato via.

Enrico Toffano. Solitamente, il Presidente del Petrarca non le manda certo a dire: le sue recenti dichiarazioni alla stampa sono, però, sembrate un segno di resa.
(ph. Corrado Villara)
Una stagione che da qui alla fine, se tutto andasse bene, potrebbe al massimo evitare di far perdere del tutto la faccia e la credibilità del Petrarca (specie nei confronti degli sponsor…). Insomma siamo proprio alla frutta, ossia alla resa totale. Non si vede un barlume di speranza o un guizzo di orgoglio nelle parole del Presidente, nonostante manchino 11 partite alla fine della regular season e le speranze, sia pur teoriche, di un aggancio dei play off non sono ancora escluse del tutto.  
Mi pare proprio che nel Toffano-pensiero si legga solo rassegnazione mentre del tutto assenti sono fiducia e speranza. Mi sarebbe piaciuto, lo dico senza alcuna vis polemica, un’intervista improntata con veemenza alla voglia di riscossa immediata. Una specie di dichiarazione di guerra e una chiamata alla mobilitazione generale di tutta la società, dalla squadra ai sostenitori, con l’obiettivo di risalire la china a tutti i costi... Ma il taglio dato dal Presidente alla sua intervista è, come detto, di tutt’altro tono.
Ma possibile che tutta la squadra, dallo staff ai giocatori, si siano imbrocchiti fino a questo punto? Fino all’altro ieri i giovani del vivaio in primis e anche gli altri innesti della rosa erano giocatori apprezzati e tecnicamente dotati, dalle grandi potenzialità. I due tecnici erano il fiore all’occhiello della società. Giovani, emergenti, motivati e soprattutto entrambi ex petrarchini. Cosa volere di più?
Adesso invece sembra che sia cambiato tutto nel giudizio del Presidente. Certo che Toffano non le manda a dire, pur mettendosi lui stesso nella lista dei colpevoli della disfatta stagionale. In pratica accomuna tutti, dai dirigenti ai giocatori, passando in primis dallo staff, nella lista dei “cattivi” che devono fare “mea culpa”.
Anche la scelta degli stranieri meriterebbe una riflessione.
Se si sono rivelati non a posto fisicamente e deludenti sul piano tecnico-agonistico, non è prevista una possibilità di risoluzione del contratto e rispedirli al mittente da dove sono venuti? Bisogna tenerseli così come sono, salvo piangere sulle scelte rivelatesi sbagliate? Oppure sarebbe il caso di mettere in riga i signori giocatori stranieri, anche con le cattive maniere (multe…?, sanzioni…?), al fine di indurli a rendimenti più consoni al loro ruolo di punte di diamante della squadra? Francamente mi scoraggia questa specie di arrendevolezza. Ormai la stagione è andata, non possiamo farci niente, pensiamo al futuro… E la reazione, l’orgoglio, una sana incazzatura e magari anche qualche sano calcio in culo…???
Bah!
E, su tutto questo, aleggia il fantasmino di Vittorio Munari che c’è ma non si vede. Nel senso che non si vede all’opera. Basta chiedere in giro (anche a chi alla Guizza ci sta stabilmente) cosa faccia Vittorio, che mansioni e che ruoli rivesta, che la risposta è sempre la stessa: boh, chi lo sa!?
Un oggetto misterioso che nell’intervista viene però svelato a sorpresa. Sarebbe la riorganizzazione del settore giovanile l’occupazione attuale di Munari. Ohibò, buono a sapersi! Meglio tardi che mai. E pensare che tutti, o quasi, erano convintissimi che fosse tornato al Petrarca per occuparsi a tambur battente della prima squadra nella logica di un rilancio in grande stile della società in Eccellenza. In questa logica sarebbero rientrati i ben quattro stranieri della nuova stagione.
Sembrava un disegno coerente.
Invece no. Dopo mesi di dubbi viene fuori che tutti si sono sbagliati tutti o tutti hanno capito male…
Boh!


Angelo Volpe