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Il nuovo Boccaccio Rugby News

martedì 10 novembre 2015

SARÀ UN CASO, SARÀ UNA COINCIDENZA. O FORSE NO…

Tanti i cambiamenti al Petrarca e un vecchio amico del Boccaccio Rugby News ne approfitta per una sua riflessione personale.
Bentornato Angelo Volpe!

La rinnovata Club House del Petrarca, stracolma di appassionati
 Euforia. C’è euforia negli umori dell’ambiente petrarchino. Entusiasmo e ritrovato orgoglio da parte di chi negli ultimi tempi (anni) aveva masticato amaro troppe volte. C’è interesse, voglia di partecipazione, piacere di stare insieme. Voglia di condividere e di divertirsi.
Da vecchio frequentatore della Guizza la percepisco quasi fisicamente questa euforia.
Belle sensazioni. Era da tanto tempo che non succedeva. Oggi arrivi agli impianti della Guizza e già dal parcheggio affollato capisci che qualcosa (tanto) è cambiato. Che tutto è più vitale. Ormai è diventato quasi difficile parcheggiare. Poi si varca il cancello e c’è un sacco di gente dappertutto. Intorno ai campi, nel parterre davanti agli spogliatoi. E la clubhouse sempre affollata e vociante, con i tavoli occupati, con avventori al banco a consumare spritz e stuzzichini o con una birra in mano ai tavoli esterni. Per non parlare della folla pazzesca durante i Mondiali, con due maxi schermi letteralmente presi d’assalto.  Il personale al banco e ai tavoli che corre da una parte all’altra senza sosta. Dalla mattina presto a sera tardi. Sono andato di domenica mattina in assenza di attività sportive ed ho trovato gente in clubhouse che faceva colazione pasteggiando a cappuccini e brioches; ci sono andato a ora di pranzo di un qualsiasi giorno feriale ed ho trovato tavoli occupati da chi pranzava. Al pomeriggio ad assistere agli allenamenti della prima squadra e non solo della prima squadra, c’è sempre un capannello di gente che si sofferma a vedere i giocatori, grandi e piccoli, all’opera. Il giorno della partita dell’Eccellenza ci sono i tifosi delle Ombre Nere che pranzano insieme ai tifosi avversari e il Terzo tempo collettivo del dopo partita. Tutti insieme, giocatori e tifosi.  Ma c’è anche tanto pubblico di semplici frequentatori che invece del desco domestico preferisce l’atmosfera vitale degli impianti della Guizza. Un pasto semplice, gustoso e di poca spesa. Quello che ci vuole per una clubhouse. Ormai sempre più Casa Petrarca, Casa del popolo petrarchino.
Al sabato, giorno di campionato di Eccellenza, c’è poi un vero e proprio happening che trasforma la partita di rugby da unico evento su cui accentrare l’attenzione, a uno degli eventi della giornata. Le ballerine del gruppo di danza, le majorettes, gli armigeri in costume medievale, i giochi gonfiabili per bambini, la mongolfiera, il falconiere con i rapaci ammaestrati…. Uno speaker di campo che trasmette passione ed entusiasmo. Insomma una giornata che offre molti spunti di intrattenimento anche al di fuori dell’elemento agonistico in se stesso.
E poi ci sono i ragazzi della Prima Squadra in campo che ci mettono l’anima (l’hanno sempre fatto, va detto!) e che finalmente riescono a portare a casa dei risultati consoni all’impegno profuso.  La Prima Squadra che non nasconde le proprie difficoltà e i propri limiti, ma che nonostante questo  lotta e combatte e alla fine vince.
Sappiamo tutti che la svolta molto probabilmente dipende in buona misura dal cambio del coach Cavinato. E questo non può che rallegrare tutti, facendo ricredere gli scettici della prima ora.  Quest’anno sono arrivate le vittorie contro gli avversari che nella scorsa stagione ci avevano battuti. Calvisano, Fiamme Oro, San Donà: tre sconfitte del 2014/15 che si sono trasformate in tre vittorie nel 2015/16. Classifica letteralmente capovolta per il Petrarca da rileggere dal basso in alto: dal terz’ultimo posto sul fondo classifica dello scorso anno, al vertice con un terzo posto di questa stagione.
Ci sono i Cadetti (la seconda squadra del Petrarca) che macinano partite e avversari in serie B. Vogliono continuare la loro marcia travolgente delle ultime due stagioni in serie C. Quest’anno la B è ovviamente un’altra categoria con standard superiori, ma al momento i cadetti non sembrano accusare la differenza e quel ragazzaccio di Piero Monfeli svolge benissimo il suo ruolo di amico-fratello maggiore-allenatore che fa da chioccia alla covata di “enfants terribles” bianconeri. E i risultati arrivano.
I risultati arrivano e l’entusiasmo cresce. O è forse il contrario?
I risultati arrivano perché l’entusiasmo cresce. L’euforia cresce, come cresce il piacere di essere e di “sentirsi Petrarca”, nella casa del Petrarca.
Tutti insieme un unico cuore bianconero.
Sarà un caso, sarà una coincidenza. O forse no. 
Sarà quel che sarà, ma questa euforia viene catalizzata e moltiplicata anche dall’avere un luogo comune che fa da riferimento ed elemento aggregante.
Una clubhouse che anima e vitalizza (ri-anima e ri-vitalizza…) la Guizza dopo anni di letargo.
Forse non sarà così, ma mi piace crederlo.
Forza Petrarca!

Angelo VOLPE
Angelo Volpe in uno scatto di Massimo Sardena
Angelo Volpe, portavoce de I Petrarchi, ex giocatore, appassionato di rugby, moto, cinema, libri (tutto in ordine casuale), da anni scrive per il Petrarca Rugby News e nel suo “Blog a modo mio”. Una penna felice, equilibrata, competente, che non manca mai di esprimere la sua analisi personale e sempre costruttiva nei confronti della squadra che ama profondamente.



Bentornato, amico Angelo!
E grazie per aver pensato al Boccaccio Rugby News per dare voce alla tua (attenta, bella e condivisibile!) riflessione sui tanti cambiamenti avvenuti al Petrarca.
Molti degli ex giocatori petrarchini che, in questa prima fase del campionato, sono tornati alla Guizza, hanno espresso la loro “meraviglia” per quello che è successo in poco tempo, ma che da anni si aspettavano.
Mi torna alla memoria la festa che abbiamo organizzato dopo la vittoria dello scudetto nel 2011 (come mi sembra lontana quella data, ma sono passati solo 4 anni!) e il mio breve discorso iniziale, portavoce di un pensiero che avevamo in cuore tutti noi che amiamo il nostro Petrarca: “…Il Centro Memo Geremia, con i suoi spazi aperti e le sue strutture, può davvero diventare il Centro di aggregazione per atleti, famiglie, tifosi, simpatizzanti e per quanti vogliano condividere i valori del Petrarca. Centro sportivo, dunque, ma anche Centro sociale e culturale…”
C’è ancora tanto lavoro da fare, ma la strada intrapresa è quella buona.
Grazie a chi ci ha ascoltato e, insieme a noi, ha imboccato quella strada.

ED