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lunedì 3 novembre 2014

PETRARCA, UN’ALTRA SCONFITTA

La crisi dei bianconeri analizzata nel commento di Angelo Volpe, che era in trasferta a Roma.

Terza sconfitta su tre incontri per il Petrarca nel campionato di Eccellenza.
A mia memoria non era mai successo nulla del genere (ndr. campionato 2005-06 Petrarca vs Benetton 18-33, Petrarca vs Calvisano 16-34 e Overmach Parma vs Petrarca 31-23, con il 6° posto del Petrarca a fine stagione).
Due miseri punticini in classifica, frutto di due bonus. Nulla più, se non tanta delusione. Per tutti, dai tecnici allo staff, ma soprattutto per i giocatori. Sabato ho avuto il privilegio e l’onore di fare la trasferta fino a Roma e ritorno insieme alla squadra. All’andata il clima era di grande concentrazione e di determinazione (ma anche di molto sonno, vista la levataccia all’alba per prendere il treno… Per inciso, complimenti alle Ombre Nere per essere venuti in stazione a incitare la squadra in partenza. Un gesto che è stato molto apprezzato).
Le fasi preliminari all’incontro si sono svolte come al solito, secondo il consueto copione, con molta professionalità. Il ritorno invece è stato il trionfo delle facce tristi e dei musi lunghi. La delusione era palpabile e si poteva quasi toccare con mano. Voglio citare un episodio che rende bene l’atmosfera del dopo partita. Durante il Terzo tempo mi avvicino a Conforti che aveva subito un brutto colpo che lo aveva costretto ad essere ricucito con ben sei punti proprio sotto l’occhio destro, già gonfio e tendente al viola. Gli chiedo come stesse e se la ferita gli facesse male. Alza le spalle e mi dice: “Fa più male quello”, indicando il tabellone luminoso che riportava ancora il risultato finale dell’incontro, 24-13 per le Fiamme. Ecco, questa battuta dice tutto.
Il Petrarca contro le Fiamme ha giocato un buon primo tempo, rifilando anche un paio di carrettini alla mischia avversaria. Ha avuto una netta supremazia nelle fasi di conquista della palla, sviluppando un gioco di attacco notevole per volume e qualità. Ma ha concretizzato poco o niente. Nei primissimi minuti un calcio piazzato di Menniti da 50 metri faceva ben sperare, ma poi le Fiamme reagiscono prontamente con il solito Bacchetti che, da buon rovigotto, non perde mai occasione di segnare contro il Petrarca. Incredibile la facilità con cui avviene la segnatura. Bacchetti riceve palla a ridosso della linea laterale. L’azione sembra destinata a spegnersi, invece l’ala delle Fiamme fa una finta all’interno e poi deborda a lato, giocandosi tutto sul mezzo metro di spazio residuo. Resiste ad un ultimo tentativo di placcaggio e plana in meta. 5-3: minimo sforzo, massimo risultato per un primo tempo di netta marca petrarchina.
La meta di Andrea Bacchetti (ph Paolo Cerino)
Il limite del Petrarca è stato quello di non affondare i colpi e non mettere “ko” gli avversari sfruttando la supremazia registrata in campo. Attaccare a lungo, muovere la palla con la mischia e con i trequarti senza riuscire ad essere realmente pericolosi se non in un paio di occasioni è il vero limite del Petrarca di oggi. Pressare senza concludere nulla in termini di punteggio e marcature è un fatto grave che alla lunga si paga. Infatti, nel secondo tempo sono cresciute le Fiamme che subito vanno in meta con una invenzione dell’apertura Canna. Calcetto a scavalcare la difesa poco dentro i 22, palla in area di meta, schiacciata dallo stesso Canna. 
La meta di Carlo Canna (ph Paolo Cerino)
Il Petrarca subisce il colpo ma ha energie fisiche per reagire. Un calcio di Marcato e una meta di Zago riaprono la partita sul punteggio di 15-13. Per riuscire a vincere il Petrarca spinge e pressa. Si assume così qualche rischio che lo porta a commettere qualche fallo che viene duramente punito dal cecchino Benetti, veramente impalcabile da ogni posizione. Il finale di partita è questo: tre punizioni consecutive di Benetti che portano il risultato sul 24-13.
Nicolò Zago, autore della meta contro le Fiamme Oro e tra i più positivi nel Petrarca
(ph Paolo Cerino)
Bella partita delle Fiamme Oro che sono una squadra molto fisica (molti i giocatori petrarchini colpiti duramente oltre a Conforti), ma corretta. Ben disposta in campo, ha saputo difendersi con ordine dai lunghi attacchi del Petrarca, anche quando sembrava per capitolare. Due prodezze individuali (Bacchetti e Canna) hanno prodotto le due mete. Il resto lo ha fatto Benetti con i calci dalla piazzola. Il Petrarca ha lottato per tutti gli 80 minuti raccogliendo molto meno di quanto avesse seminato. E il vero limite della squadra, a mio avviso, è proprio questo. L’incapacità di concludere. Il killer instinct. La prova? Nei minuti di sovrannumero per un giallo a Mammana delle Fiamme, il Petrarca è andato sotto di 6 punti, subendo due calci piazzati. Normalmente un giallo è un’opportunità ghiotta per fare bottino. Non così ieri per il Petrarca.
E adesso? Adesso, lo dico sinceramente, non vorrei trovarmi nei panni di Moretti e Salvan, i due tecnici bianconeri. Una situazione delicata, comunque la si voglia considerare. Non si possono muovere più di tanti rimproveri per scarso impegno ai giocatori, perché comunque ci hanno messo l’anima fino alla fine. Si può sperare che la rosa torni al completo e che la sfortuna si volti per un po’ da un’altra parte e la smetta di colpire la squadra con infortuni a ripetizione. Sabato, in fase di riscaldamento, Artuso si è infortunato alla caviglia e Giusti ha avuto un risentimento muscolare (ma ha giocato comunque, stringendo i denti). E sono semplicemente i due casi dell’ultimo minuto… Occorre aggiungere altro? Si può sperare di avere arbitraggi rigorosi, equilibrati e attenti, cosa non sempre avvenuta finora. Si può sperare, anzi si deve raccogliere in partita tutto ciò che viene seminato in termini di impegno e di gioco, senza sprecare nulla. Si deve avere piena consapevolezza delle proprie capacità, cosa che finora non sembra essere del tutto recepita, visti gli ampi margini di miglioramento della squadra che sembra quasi timorosa e insicura.
Domenica alla Guizza arriva il Mogliano. Non il Mogliano del precampionato e nemmeno quello del Trofeo Eccellenza (che comunque ci ha battuti). Sarà il Mogliano al completo e in crescita, in versione campionato. E ci sarà un Petrarca affamato di vittoria e di punti in classifica che però deve ricostruirsi a livello psicologico. Cosa difficile quanto fondamentale per andare avanti.  Anche perché a lasciarsi sfuggire anche questa occasione sarebbe letale per l’intera stagione. Col Mogliano bisogna vincere, senza se e senza ma. Chissà che dalle ceneri del match con le Fiamme Oro non emerga un Petrarca più deciso e determinato, in grado di portare a casa punti e partita. Ora più che mai la squadra (tutta: giocatori, staff, tecnici), ha bisogno di sentire il sostegno dell’ambiente. Ha bisogno di sentire l’incitamento dei tifosi che è tanto più utile e necessario, quanto più sono difficili i momenti di crisi da affrontare. Questo è uno di quei momenti.
Forza Petrarca!!!


Angelo Volpe