Il Boccaccio Rugby News cambia volto! La nuova versione del sito all'indirizzo www.boccacciorugbynews.it
Questa versione del blog rimarrà attiva ancora per qualche tempo

Il nuovo Boccaccio Rugby News

Visualizzazione post con etichetta 152 derby d'italia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta 152 derby d'italia. Mostra tutti i post

martedì 6 maggio 2014

NON MOLLARE. MAI.

Angelo Volpe dice la sua sul 152° Derby d’Italia, vinto dal Petrarca

Detto e fatto. 
Il Petrarca ha mantenuto le promesse della vigilia di non mollare mai e alla fine si è aggiudicato il derby n. 152 con gli amici-nemici del Rovigo. Emozioni a non finire per il match clou del Derby day. 
Dopo un poco esaltante approccio con San Donà e Mogliano (finito con 40 punti di differenza per i Campioni in carica) il pubblico si è divertito con Petrarca-Rovigo. E’ stata una partita vibrante e giocata con grande tensione agonistica da entrambe le squadre. 
E non poteva essere che così, vista la posta in palio. Soprattutto per il Petrarca che deve ancora assicurarsi l’accesso ai play off.L’andamento del match è stato da manuale, quasi fosse stato studiato da un abile sceneggiatore per mantenere alta la tensione in campo. 
Parte forte il Rovigo che segna come sa fare sfruttando una situazione di gioco aperto e facendo viaggiare la palla a tutta velocità. Va in meta Bortolussi, ex di turno. E più di qualcuno temeva che l’antifona preludesse a una giornata di passione come all’andata. Invece no. Che il Petrarca non avesse nessuna voglia di subire lo si è capito dalla pronta reazione. Infatti dopo pochi minuti arriva la meta e il risultato torna in parità. Si ricomincia daccapo con il Rovigo probabilmente nel suo periodo migliore in campo. Fa un po’ quello che vuole e il Petrarca può solo rintuzzare gli attacchi e contenere gli avversari in attesa di tempi migliori. Ho avuto modo di rivedere la partita in tv con il commento dei telecronisti Rai. 
Imbarazzante il modo in cui erano spalmati mielosamente a tessere le lodi del Rovigo. E’ raro poter sentire un commento obiettivo e distaccato. Chissà perché ( o meglio, il perché si sa…) l’ossequio ai favoriti resta sempre una caratteristica di certi commentatori. Salvo poi doversi rimangiare tutto quando il vento cambia ed è il Petrarca a prendere in mano le redini del gioco. Questo accade verso il 10° minuto del secondo tempo e il Rovigo progressivamente scompare, annebbiato dalla volontà dei ragazzi di Moretti e Salvan di portare a casa il risultato. Le lodi sperticate lasciano spazio ad apprezzamenti per il Petrarca che sale in cattedra. In tribuna tutto questo lo si è vissuto col cuore a mille e con le coronarie sotto pressione. 
Arriva la splendida meta di Innocenti (letteralmente scatenato) e il pareggio è cosa fatta. Ma non è finita, perché il Petrarca sente odore di sangue dell’avversario ferito e ci da dentro con ancora maggiore determinazione. E’ il momento migliore per i bianconeri. La mischia lotta su ogni pallone e vince il confronto diretto con gli avversari. Merito anche di una panchina che di panchina ha ben poco nel senso riduttivo del termine, perché i “rincalzi” si dimostrano subito motivati e pronti a dar battaglia. Moretti cambia uomini in mischia e la mediana intera. 
Il Petrarca acquista smalto con le forze fresche e con lo smalto anche il coraggio di crederci fino in fondo. Il punto chiave dell’incontro sta ancora una volta nei calci piazzati. Il Rovigo ne sbaglia un paio mentre il Petrarca mette a segno quello decisivo con Menniti Ippolito che sicuramente avrà avuto tanta rabbia in corpo dopo l’episodio con Mogliano. La rabbia a volte aiuta se controllata e incanalata giustamente. Così deve essere stato per il giovane mediano di apertura petrarchino che centra i pali con una mirabile traiettoria, nonostante il vento temporalesco che tagliava l’aria del Plebiscito. 
Dopo il pareggio arriva dunque il vantaggio. Mancano 10-15 minuti alla fine e il Petrarca sceglie forse la strada più sicura per arrivare alla fine del match. Il possesso del pallone il più a lungo possibile. La mischia è messa sotto pressione con una serie infinita di ripartenze, di moule e di ruck. Poco gioco, ma l’obiettivo è chiaro: finchè c’è il possesso della palla il Rovigo non può fare punti. La strategia riesce premiando il coraggio e la determinazione dei giocatori. Ma anche il rigore tattico dettato evidentemente dalla panchina bianconera. 
I minuti passano, la pressione aumenta. Alla fine il calcio che manda fuori il pallone e i tre fischi finali dell’arbitro hanno l’effetto di un tappo di champagne che libera tutto l’entusiasmo trattenuto fino ad allora dai giocatori e dal pubblico. Moretti entra in campo per primo braccia all’aria e va ad abbracciare tutti. In tribuna è festa per metà del pubblico, mentre l’altra metà ammutolisce tristemente. I tifosi rossoblu, dopo i coriandoli e i mortaretti, dopo i cori e gli sfottò, sono quasi annichiliti. Erano venuti a Padova sicuri di poter strapazzare il Petrarca e invece se ne tornano in Polesine con dubbi grandi come una casa. Sì, perché oltre ad aver perso una partita, i più attenti hanno sicuramente colto una preoccupante incrinatura nel giocattolo allestito dal presidente Zambelli a forza di schei… Dalle tribune di parte petrarchina nei momenti topici della partita, con il Petrarca padrone del campo, partiva più volte un coro subdolo indirizzato alla parte rovigotta della tribuna “Panico...” “Panico…” E se non è davvero panico poco ci manca. 
Il Rovigo si è dovuto inchinare al Petrarca
Questo 152.mo derby è bianconero e come viatico per continuare a lottare per i play off è una gran bella soddisfazione. I telecronisti Rai decidono di assegnare il premio di Man of the match con una motivazione che dice tutto della partita. E in questo nessuna obiezione.  Nominano il capitano Enrico Targa per premiare tutta la mischia che ha fatto un lavoro gigantesco. Una prestazione monumentale di tutti gli avanti. Non serve citare nomi o stilare classifiche. Tutta la mischia si è meritato il titolo
Non dimentichiamo però i trequarti. Oltre al citato Innocenti mi va di menzionare il giovane Favaro, senza nulla togliere ai suoi compagni di reparto. Grande prestazione la sua. Complimentissimi. 
Sabato prossima il Petrarca è chiamato a completare l’opera. Andare a Calvisano senza alcun timore reverenziale e buttare il cuore oltre l’ostacolo. 
Ora più che mai i play off sono a portata di mano. 
Non bisogna mollare. Mai.

Angelo Volpe

21° TURNO D’ECCELLENZA: RISULTATI E CLASSIFICA

Derby Day: splende il sole su Mogliano che vince contro San Donà.
Il meteo guasta un po’ la festa del 152° Derby d’Italia.
Il Petrarca la rovina, del tutto, ai rossoblu.
Superato il precedente record di pubblico: al Plebiscito oltre 5.000 spettatori.
Orgoglio Reggio: seconda vittoria in campionato.
Le Fiamme Oro salutano il campionato con una onorevole sconfitta.
Viadana: il ruggito dei leoni.

Il 21° turno del Campionato d’Eccellenza si è chiuso con un nulla di fatto per la zona play off.
Nel primo incontro del 2° Veneto Derby Day, Mogliano vince contro San Donà, mantiene la 3^ posizione, ma sarà lo scontro diretto di sabato prossimo contro Viadana a dire chi tra le due sarà nei play off.
Il Petrarca batte Rovigo, rimane al 4° posto e sarà determinante l’ultimo incontro di sabato a Calvisano.
Salutano il campionato le Fiamme Oro, che sabato saranno di riposo, impensierendo non poco la capolista Cammi Calvisano che, alla fine vincerà 30-37.
Impennata d’orgoglio dei diavoli rossoneri. Già matematicamente retrocessa la Rugby Reggio  batte la IMA Lazio al Crocetta Canalina, 20-14.
Allo Zaffanella si alza il ruggito dei leoni gialloneri che, dopo le ultime opache prestazioni, surclassano i Cavalieri, ormai fuori dalle semifinali: 44-14.


Baciato dal sole, il Marchiol Mogliano mette un altro importante tassello nella corsa ai play off e batte, nel primo incontro del 2° Veneto Derby Day, l’M-Three San Donà. La partita si chiude con un netto 6-43 a favore dei Campioni d’Italia che sembrano aver abbandonato definitivamente il momento di crisi patito qualche giornata fa (sconfitte con Rovigo e Prato alla 16^ e 17^ giornata), confermando un trend positivo di crescita (19 punti in 4 partite) nella corsa per il tentativo di difesa del titolo conquistato l’anno scorso.
Onora il Derby Day l’M-Three San Donà sconfitta, ma applaudita da una folta rappresentanza della sua calda tifoseria. I veneziani soffrono la superiorità di Mogliano e faticano a contenere l’irruenza di Costa Repetto (2 mete e “man of the match”) e compagni.
Calcio d’inizio della gara affidato a due leggende del rugby: Stefano Bettarello e Andrea “Ciro” Sgorlon.
Il 152° Derby d’Italia, la seconda gara del Derby Day,  inizia sotto un temporale che, in un attimo, oscura il sole che aveva riscaldato il match precedente.
Le squadre entrano tra il corridoio formato dalle rappresentative Under 10 di Petrarca, Cus Padova, Rubano e Selvazzano.
L’improvviso abbassamento delle temperature sembra non avvertirsi sugli spalti, riscaldati dal calore dei tifosi rossoblu, assiepati nella tribuna est, e da quelli bianconeri, raggruppati e insolitamente, ma piacevolmente rumorosi, nella ovest.
Calcio d’inizio del match a due fenomeni stranieri, che avevano scelto l’Italia come loro “patria elettiva”, lasciando ricordi indelebili nei cuori delle rispettive tifoserie. Per il Petrarca Guy Pardiès, straordinario mediano di mischia francese del Petrarca, vincitore dello scudetto nel 1976-77 da allenatore/giocatore; per Rovigo l’immenso Naas Botha, sudafricano mediano d’apertura dei bersaglieri dal 1987 al 1993 con i quali vinse 2 campionati italiani (1987-88 e 1989-90).
La gara ha per entrambe le squadre la stessa unica motivazione: la vittoria.
La Vea Femi CZ Rovigo per cercare di riagguantare la prima posizione in classifica e il Petrarca per rimanere agganciato al gruppetto play off.
Ma l’obiettivo principale non è solo quello: è troppo importante per entrambe vincere il 152° Derby d’Italia.
Sulla carta i bersaglieri sono i favoriti e, come successo altre volte, il fattore campo non impensierisce più di tanto la squadra di Frati e De Rossi.
Forse più preoccupati sono i bianconeri di Moretti e Salvan che, oltre a vendicare la cocente sconfitta dell’andata, devono fare i conti con una classifica che non li vede ancora al sicuro. Anche le pressioni dell’ambiente esterno, che assapora da qualche gara il profumo delle semifinali, potrebbero pesare sulla testa di Targa e compagni.
La gara parte con i bersaglieri che abbracciano il moschetto, pugnale in resta, e affondano subito il primo colpo al Petrarca (8’), con Ngawini che libera l’ex Bortolussi, lesto a tuffarsi dietro i pali con l’ovale in mano. La difesa bianconera è ferma come i paletti di uno slalom speciale, tra i quali scodinzolano agilmente i due folletti rossoblu. Una formalità la trasformazione di Bergamasco: 0-7.
Tuttavia il Petrarca sembra non patire il colpo a freddo e riparte da centro campo con determinazione.
E’ un buon segnale e significa che la testa c’è. Cosa che, invece, manca alla Vea Femi CZ Rovigo.
In un’azione d’attacco degli avanti bianconeri, dentro i 22 avversari, Quaglio (assieme a Ferro e Lubian gli unici rodigini “doc” in campo) si fa beccare da Blessano in un gesto intemperante nei confronti di Innocenti. Cartellino giallo per il pilone rossoblu e, nell’azione successiva da touche, meta del Petrarca con Sarto, sostenuto da tutto il pack bianconero. Siamo al 14’ , Marcato trasforma e si riparte dalla parità: 7-7.
La reazione della Vea Femi CZ Rovigo è immediata: se la botta a freddo non ha lasciato segno  al Petrarca, nemmeno la meta di Sarto ha frenato la corsa arrembante dei bersaglieri. Al 16’, da una rimessa laterale, azione penetrante di Bortolussi imbeccato da Frati, probabilmente con un passaggio in avanti non rilevato da Blessano. Palla per Basson, ben appostato al limite dei 22 e tentativo di drop, a lato.
Le squadre iniziano una fase di studio, ma è sempre la squadra polesana a comandare il gioco e dare l’impressione di poter avanzare nel punteggio.
Al 22’ incursione di Ngawini che mette panico quando ha la palla in mano, poi i piedi di Basson e Rodriguez a cercare profondità.
La prima mischia della partita arriva al 24’, proprio sotto l’acca del Petrarca a 5 metri dalla meta.
La prima chiamata viene annullata dall’arbitro e si  deve ripetere. Alla seconda il pack di Rovigo entra tutto insieme in area di meta. Meta tecnica trasformata agevolmente da Bergamasco. Siamo al 26’ e di nuovo Vea Femi CZ avanti 7-14.
Al 30’ l’episodio che poteva costare caro al Petrarca. Un “up & undertroppo lungo di Marcato, finisce tra le braccia di Basson che da dentro i 22 chiama il “mark”. Andrea Bettin, in corsa lanciata, travolge in netto ritardo l’estremo di Rovigo. Si accende un’altra piccola rissa.
Blessano giudica involontario il fallo, che poteva costare un giallo al centro del Petrarca, ma richiama i capitani perché la tensione si abbassi.
Ancora Bettin protagonista al 35’: con i piedi calcia il pallone scartando tre avversari in una sorta di dribbling calcistico, avvicinandosi molto alla linea di meta. Pallone stoppato da Mc Caan che salva una probabile meta.
Il gioco staziona nella parte centrale del campo con il Petrarca nel tentativo di recuperare il gap.
Allo scadere è però Rovigo ad avere la possibilità di avanzare nello score: Blessano assegna una punizione che Mirco Bergamasco manda a lato dei pali.
Si chiude il primo tempo con la Vea Femi CZ Rovigo in vantaggio sul Petrarca: 7-14.
La ripresa inizia con il Petrarca in avanti alla ricerca del pareggio ma con Rovigo che cerca di contenere l’avanzata di bianconeri col il piede di Basson che riporta la linea del pallone nella metà campo avversaria.
Al 10’ è Rovigo nei 22 del Petrarca con azione multifase. Palla a Bergamasco che potrebbe tentare la via della meta ma Blessano ravvisa “in avanti” di Basson.
Al 12’ fallo di Middleton sulla llinea dei 10 metri del Petrarca e calcio piazzato per Rovigo.
Tocca a Basson tentare la trasformazione: il pallone esce abbondantemente a lato sul palo di sx. Nulla di fatto.
Passano tre minuti e l’estremo sudafricano si produce in una azione personale dai propri 22’ spingendosi sin oltre la metà campo. Palla a Mc Caan fermato fallosamente. Altro calcio di punizione per Rovigo ed altro errore di Basson.
Il Petrarca cambia la mediana: fuori Francescato e Marcato e dentro Billot e Menniti-Ippolito.
Cambia anche il fronte del gioco.
Rovigo sembra spegnersi lentamente, dopo gli innumerevoli e vani tentativi di chiudere il match.
Sale il gioco del Petrarca, specie con il pack di mischia che sembrava aver sofferto nella prima parte di gara.
Guidati dal capitano Enrico Targa (nominato “man of the match” a fine gara in nome di tutta la mischia del Petrarca) i bianconeri ci credono.
Da una rolling maul del Petrarca sulla sinistra del campo, palombella di Menniti-Ippolito per Innocenti dalla parte opposta del campo. Palla però bloccata da Basson quasi sulla linea di meta.
Non trascorrerà però molto tempo perché il Petrarca finalizzi la sopravvenuta superiorità sugli avversari.
La stupenda meta di Innocenti arriva al 22’, ad incorniciare il crescendo della prestazione del Petrarca. L’azione, velocissima, parte da una maul dentro i 22 di Rovigo, dalla parte sinistra del fronte d’attacco. Palla fuori per Giusti sostenuto da Targa. La percussione del flanker si ferma sui 5 metri. Billot è lesto nello scodellare l’ovale che passa velocemente per le mani di Menniti-Ippolito, Bellini e Jordaan, per arrivare infine a Innocenti, sulla fascia destra del campo. L’ala, figlia d’arte, con una finta lascia letteralmente sul posto Ngawini e sfila davanti a due “spettatori”, McCaan e Bergamasco. Sfonda un fiacco tentativo di placcaggio di Rodriguez, che rimane a terra, ed evita Quaglio, che sente solo lo spostamento d’aria dell’ariete bianconero, per poi piombare in meta sul ritorno di Bergamasco nell’ultimo disperato tentativo di placcarlo.
Tribuna ovest scoppiettante! Tribuna est desolatamente muta.
Non è finita.
Tocca a Menniti-Ippolito tentare la trasformazione, non facile, per l’angolazione ma, forse, per i fantasmi di quel calcio fallito contro Mogliano che poteva dare la vittoria al Petrarca.
Si blocca di netto lo stacchetto musicale per la meta. Lo stadio azzitisce.
Freddo, ma lucido, il “Menni” posa la palla sul piazzino, la guarda, osserva i pali. Compie il consueto rituale con i passi a ritroso, prima in verticale, poi lateralmente.
Ancora silenzio. Ancora a traguardare i pali e l’ovale. La ventilazione ai polmoni, la posizione eretta, lo sguardo alto. Parte il calcio.
Dalla tribuna est si vede già la palla nella giusta direzione centrale tra i due piedritti.
Da quella ovest si può solo intuire ciò che avviene. Ma i giudici di linea alzano finalmente le bandierine e Blessano fischia: è dentro! E si libera l’urlo del pubblico della ovest, così caldo solo ai tempi della finale scudetto. Cala il gelo nella est.
Il pareggio (14-14) è raggiunto, ma ci sono ancora 15 minuti più recupero da giocare. Può succedere di tutto.
Rovigo tenta una timida reazione ma il Petrarca è attento e fa lavorare il pacchetto di mischia nelle maul avanzanti costringendo al fallo i rossoblu.
Al 28’ la svolta. Matteo Ferro si becca un giallo per reiterati falli sulla maul e Blessano comanda la punizione. Siamo esattamente nella stessa posizione del precedente, ma dalla parte opposta del campo. Riaffiorano i fantasmi, ma anche stavolta il calcio di Menniti-Ippolito finisce tra i pali con una parabola che, in un primo momento, aveva fatto pensare il contrario. Sorpasso del Petrarca 17-14.
Sale l’urlo della ovest, sempre più muta la est.
Fino al termine non succederà nulla perché sarà il Petrarca a tenere palla con Rovigo ormai spento.
Il calcio in tribuna di Billot, a tempo scaduto, determina la fine dell’incontro ed è gioia incontenibile per tutti, in campo e sugli spalti.
Il 152° derby finisce così, con la vittoria nr. 65 del Petrarca e la fantomatica “Adige Cup” (ndr. nessuno si è ricordato di lei?) che passa nella bacheca di via Gozzano.
La vittoria e i 4 punti in classifica conserva inalterate le possibilità del Petrarca per un posto nelle semifinali. Sabato al Peroni Stadium altra sfida impossibile contro la prima della classe, già matematicamente in testa alla classifica, ma sempre un osso duro da battere, specie tra le mura amiche.
Al Petrarca non servono tanti conteggi: deve fare la sua parte come ha dimostrato di saper fare sabato ed in altre occasioni.
Noi saremo là con loro.
FORZA PETRARCA. SEMPRE!

Il tabellino del match

Padova, Stadio “Plebiscito” - sabato 3 maggio, ore 17.00
Eccellenza, XXI giornata
PETRARCA PADOVA vs VEA FEMI-CZ RUGBY ROVIGO DELTA 17-14 (7-14)

Marcatori: pt. 8' m. Bortolussi tr. Bergamasco (0-7), 13' m. Sarto tr. Marcato (7-7), 27' m. tecnica Rovigo tr. Bergamasco (7-14); st. 25' m. Innocenti tr. Menniti-Ippolito (14-14), 32' cp. Menniti-Ippolito (17-14)
Petrarca Padova: Jordaan, Morsellino (8' st. Bellini), Favaro, Bettin, Innocenti, Marcato (18' st. Menniti-Ippolito), Francescato (14' st. Billot), Sarto (16' st. Zago), Targa, Giusti (26' st. Conforti), Mainardi, Middleton, Leso (42' st. Fazzari), Mercanti, Fazzari (1' st. Novak).
A disposizione: Delfino, Michieletto.
all. Moretti/Salvan
VEA FEMI-CZ Rugby Rovigo Delta: Basson; Bortolussi, Bergamasco, McCann, Ngawini; Rodriguez, Frati; Ferro, Lubian E. (29' st. De Marchi), Ruffolo; Montauriol, Boggiani; Roan, Mahoney (cap), Quaglio (35' st. Borsi).
A disposizione: Gatto, Pozzi, Maran, Ragusi, Folla, Menon.
all. De Rossi/Frati
arb. Blessano (Treviso)
g.d.l. Rizzo (Piacenza), Favero (Treviso)
quarto uomo: Brescacin (Treviso)
Cartellini: 12' pt. giallo Quaglio (Rovigo), 32' st. giallo Ferro (Rovigo)
Man of the match: Targa (Padova)
Calciatori: Bergamasco (tr) 2/2, (cp) 0/1 (Rovigo); Basson (drop) 0/1, (cp) 0/2 (Rovigo); Marcato (tr) 1/1 (Padova), Menniti-Ippolito (tr) 1/1, (cp) 1/1 (Padova)
Note: giornata a tratti piovosa, campo piuttosto pesante. Spettatori circa 5000.
Punti conquistati in classifica: Petrarca Padova 4; VEA FEMI-CZ Rugby Rovigo Delta 1

Enrico DANIELE


mercoledì 30 aprile 2014

21° TURNO D’ECCELLENZA: LE DESIGNAZIONI ARBITRALI

Occhi puntati sul 2° Veneto Derby Day, vetrina espositiva dei futuri “Dogi”.
Con I Cavalieri fuori dalla corsa play off, a Padova si giocano molte chances il Petrarca e Mogliano.
Allo “Zaffanella” il Viadana proverà a entrare in zona play off.

Tutto sabato il 21° turno del Campionato d’Eccellenza.
Con tre squadre su dieci che hanno già perso la loro battaglia (UR Capitolina e Rugby Reggio retrocesse e I Cavalieri fuori dalla zona play off), e altre tre (Lazio, Fiamme Oro e San Donà) che non hanno ormai più nulla da dire se non onorare il campo, tutti gli occhi saranno puntati principalmente sulle altre tre e su due stadi: il “Plebiscito”, dove si disputerà il 2° Veneto Derby Day e lo “Zaffanella”, dove Viadana tenterà di entrare nel gruppo delle quattro che contano.
Fervono i preparativi a Padova per l’evento che catalizzerà le attenzioni di tutte le tifoserie del Veneto (e non solo) e che è destinato a diventare una vera e propria vetrina espositiva dei “Dogi”, il progetto di franchigia veneta (ndr. di cui fa parte anche la Benetton) fortemente voluto dalle società di Eccellenza e caldeggiato dal Comitato Regionale Veneto, in primis nella persona del suo Presidente, Marzio Innocenti.
E la dimostrazione di quanto sia importante il progetto Dogi per la massima autorità del rugby in Veneto e del sostegno che l’ente federale ha voluto dare all’iniziativa, sta nel fatto che coordinatore delle 4 squadre partecipanti al Derby Day, è un uomo dell’Ufficio Stampa CRV, Gianluca Galzerano.
Si inizierà con M-Three San Donà e Marchiol Mogliano (ore 15;00) per poi finire con il 152° Derby d’Italia tra Petrarca e Vea Femi CZ Rovigo (ore 17:00 diretta Rai Sport 1).
Il primo incontro, diretto dall’internazionale sig. Falzone di Padova, sarà di estrema importanza per la squadra della marca trevigiana che può riconfermare la 3^ posizione conquistata sabato scorso a scapito del Petrarca, che riposava.
Il secondo, invece, vale per entrambe le contendenti, sia ai fini della classifica generale, sia per ciò che riguarda la sfida in sé. Infatti sarà la 152^ volta che saranno di fronte due eterne rivali, Petrarca e Rovigo, nel “derby” per eccellenza. Il compito di mettere mano al fischietto per dirigere un incontro mai facile da gestire, vuoi per la grande carica agonistica in campo, ma anche per l’enorme pressione mediatica e per le aspettative dei sostenitori, è stato affidato al sig. Blessano di Treviso, che il Petrarca ha visto in campo, di recente alla Guizza, contro San Donà e, più in là nel tempo, sempre alla Guizza, contro Viadana. Due vittorie su due della squadra di Moretti e Salvan.
Per sabato non sono però ipotizzabili pronostici: qualsiasi risultato è buono, anche se il Petrarca deve riscattare in qualche modo la secca sconfitta all’andata (39-0). Nei due anni della gestione Moretti-Salvan, il Petrarca ha vinto una sola volta in campionato (ndr. 33-9 proprio al Plebiscito alla 3^ di campionato).  In questa stagione, la squadra di Frati e De Rossi ha sempre vinto, sia in campionato che nel Trofeo d’Eccellenza.
Riflettori puntati sul Plebiscito dove, oltre alle partite, ci sarà modo di passare un’intera giornata di festa dedicata al rugby, con l’apertura delle biglietteria e della grande area hospitality alle 12:00.
Il tempo pare non promettere nulla di buono, ma le aspettative degli organizzatori vanno oltre e a Padova sono attese oltre 5.000 persone.
Nelle altre gare di giornata, la Rugby Reggio affronta la IMA Lazio sotto la direzione di gara del sig Roscini di Milano, mentre a Roma, le Fiamme Oro ricevono la capolista Cammi Calvisano con l’internazionale sig. Liperini di Livorno designato a fischiare l’incontro.
Alla stessa ora del derby tra Petrarca e Rovigo, allo Zaffanella il Viadana affronta I Cavalieri Estra, con l’arbitro milanese sig. Pennè chiamato a certificare il rispetto del regolamento.
A riposo, in questa penultima giornata della regular season, la UR Capitolina.


Enrico DANIELE