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giovedì 4 dicembre 2014

GAVAZZI: SONO COME TAVECCHIO E VOGLIO I MONDIALI 2023

“Non mi dispiace essere paragonato a lui”
Nella conferenza stampa dopo i test match, il Presidente Federale affronta i temi caldi: conflitto d’interessi, i Mondiali U 20, gli arbitri, la candidatura ai Mondiali del 2023, giustificandoli alla sua maniera.
E non si risparmia il solito attacco a Innocenti.

In un incontro fiume con i giornalisti, una sorta di pranzo lavoro di tre ore, Gavazzi ha risposto, punto per punto, alle domande e alle numerose critiche che, specie in questi ultimi giorni, dopo l’annuncio del “make up” milionario per lo stadio di Calvisano, hanno montato una polemica destinata a non finire presto.
Affronta tutti i temi il nr. 1 della FIR e, come sempre più spesso accade, non si risparmia l’ennesima stilettata a Marzio Innocenti, tacciandolo apertamente di “attività politica” contro la sua persona. Il riferimento è al numero di praticanti della Lombardia che, secondo il Presidente del CRV, sono inferiori rispetto a quelli del Veneto.
Si attendono le repliche.
Sul conflitto d’interessi snocciola una serie di numeri e percentuali dichiarando di essere proprietario del Calvisano solo per l’ 1,33%, attraverso la Tecnofinanziaria e quote proprie. Secondo lui, quindi, nessun conflitto d’interessi.
Per la scelta della sede dei Mondiali U20, scarica la responsabilità al board organizzatore: Milano sarebbe stata una scelta ottimale, ma gli impianti non sono adeguati.
Quanto all’ammodernamento dello stadio di Calvisano sposta il baricentro sul 50% a fondo perduto che arriverà dalla Regione Lombardia, dimenticandosi che con quel mezzo milione avrebbe potuto sistemare un paio di strutture in Lombardia e dirottare la sede dei Mondali U20 a Viadana, dove c’è uno stadio che non ha bisogno di nulla, o direttamente a Parma.
Glissa velocemente sulle direzioni arbitrali, anche qui adducendo a meri attacchi alla sua persona.
E, sempre per restare in tema, chiama in causa un giornalista della Repubblica (Massimo Calandri) che lo aveva paragonato a Carlo Tavecchio: “Non mi dispiace essere paragonato a lui. Abbiamo caratteristiche simili, come la tenacia, la sintesi, l’essere diretti” dichiara convinto. Si dimentica l’altra peculiarità che lo accomuna al Presidente della F.I.G.C.: una certa dose di presunzione.
La bella coppia di "numeri uno" dell'Italia sportiva:
a sx Carlo Tavecchio (F.I.G.C.) e a dx Alfredo Gavazzi (F.I.R.)
(ph Getty Images)

Ciliegina sulla torta, la candidatura dell’Italia ai Mondiali del 2023.
Ma qui lascio la penna all’amico Angelo Volpe.

Enrico DANIELE

GAVAZZI PUNTA AI MONDIALI DI RUGBY 2023 PER L’ITALIA
Mentre ancora montano le polemiche sul conflitto d’interessi.
Ha lo stesso “stile” di un tribuno romano.

In un periodo di polemiche furiose intorno alla figura e all'operato di Gavazzi, ecco una nuova uscita del presidente Fir. L'organizzazione dei mondiali di rugby per il 2023, dopo Inghilterra 2015 e Giappone 2019. A sentir lui sarebbe già tutto pronto e tutto deciso a livello Coni e Governo. Ma è difficile non vedere in questa iniziativa una cortina fumogena per mischiare le carte e portare l'attenzione pubblica ovale su altri temi che non siano il suo conflitto di interessi, come co-proprietario del Calvisano e presidente della federazione. I latini dicevano "Panem et circenses" e in questo modo Roma ha governato il mondo per secoli e secoli...
Una sola domanda.
Non è che per caso, secondo la visione progettuale del Gavazzi, la finale dei Mondiali 2023 dovrebbe essere giocata a Calvisano...???
In fin dei conti basterebbe ampliare lo “stadietto” attuale portandolo a 60.000 posti.
Che problema sarà mai...??!


Angelo Volpe.

lunedì 27 ottobre 2014

TEST MATCH AUTUNNALI: ITALIA SUDAFRICA PRESENTATA A PALAZZO MORONI

Oggi la conferenza stampa alla presenza del Sindaco Bitonci.
Non sono mancate le stilettate tra Gavazzi e Innocenti.

Conferenza stampa di presentazione del test match autunnale della Nazionale Italiana di rugby contro il Sudafrica, nella Sala Palandrin di Palazzo Moroni, presenti i rappresentatnti delle società di rugby padovane e del Veneto.
Il Sindaco Massimo Bitonci e l’ Assessore allo Sport Cinzia Rampazzo, hanno illustrato per sommi capi il programma della settimana di preparazione che si concluderà domenica 22 novembre all’Euganeo con la gara tra le due Nazionali.
Attenzione particolare alla viabilità, nota dolente sei anni fa quando a Padova arrivò l’Australia. Il Sindaco ha precisato che con l’APS è allo studio un piano di intervento che prevede parcheggi e bus navetta (circa una quarantina in funzione già dalle 10:00 di domenica) e comunque in numero adeguato alla portata dell’evento (l’Euganeo può contenere 32.420 spettatori). Tuttavia l’invito a tutti e quello di arrivare allo stadio già in mattinata, dove ad accogliere il pubblico ci sarà un’ ampia area hospitality.
Le squadre arriveranno a Padova il 16 novembre.
Il Sudafrica effettuerà le sessioni di allenamento allo stadio del Plebiscito, mentre la Nazionale Azzurra sarà ospite del Petrarca Rugby alla Guizza. Una giornata sarà aperta anche al pubblico e i tifosi potranno ricevere gli autografi dei protagonisti.
Lunedì 17 l’inaugurazione della mostra delle maglie storiche del rugby, a Palazzo della Ragione, dove resteranno esposte per tutta la settimana.
Mercoledì 19 l’incontro delle due squadre a Palazzo Moroni con conferenza stampa al Caffè Pedrocchi, uno dei simboli della città. Una rappresentanza della Nazionale Azzurra si recherà anche in visita a Oncoematologia Pedriatica dell’Ospedale di Padova.

Alfredo Gavazzi (al centro) con a dx l'Assessore Rampazzo, a sx il Sindaco Bitonci con Innocenti
(ph Enrico DANIELE)
Parole di apprezzamento da parte del Presidente del Comitato Regionale Veneto Marzio Innocenti, che sottolinea l’ importanza dell’evento non solo per la Città di Padova, ma per tutto il Veneto.
Ha preso poi la parola il Presidente FIR Alfredo Gavazzi che, tra i saluti ai presenti, omette proprio Marzio Innocenti, confermando che tra i due non corre buon sangue. Un breve ringraziamento all’Amministrazione per aver accettato la proposta di ospitare l’evento e poi, a testa bassa, Gavazzi si tuffa come un kamikaze su un terreno minato, in qualche modo uscendo dal seminato: quello della presenza del rugby in Veneto - ma dell’attenzione che la FIR deve dare anche al resto del territorio - quello della formazione, spingendo il tasto sulle Accademie – ne vuole una Under 20 che giochi anche in Eccellenza. Argomenti, tutti, che sono il principale contrasto tra il nr. 1 federale e il Veneto, ricompattatosi ultimamente attorno Innocenti e al progetto Dogi. Non contento, il Presidente federale si mostra piuttosto audace nell’accusare apertamente i giornalisti veneti di parlare sempre male di lui (cercava Ivan Malfatto tra il pubblico, ma lui non c’era), e li ha invitati a fare domande, ora che ce l’avevano davanti. Getta il guanto di sfida anche a Zanovello, che molto elegantemente, rifiuta il confronto.
I giornalisti presenti, però, hanno abboccato volentieri all’amo lanciato dal Presidente Gavazzi, per stuzzicarlo sui temi caldi.
In particolare Zuccato (Il Gazzettino) lo stimola sul fatto che la Federazione, per l’evento, vuole tutto l’incasso, tutti i diritti televisivi e i proventi del terzo tempo, non lasciando nulla agli altri. Nella risposta Gavazzi parte lontano e si infila tra i numeri del bilancio della FIR, rispondendo che alle società arrivano circa 2 mil. di euro l’anno come contributo.
Tocca poi a Stefano Franceschi (Il Nero Il rugby) a mettere le mani sul vespaio, chiedendo perché altre federazioni vietino le esportazioni di giocatori, mentre l’Italia cerca di costituire una Accademia nelle isole del Pacifico per reclutare talenti che, secondo “Il Nero”, si potrebbero trovare ad es. in Veneto o in Lombardia.
Gavazzi risponde sempre coi numeri del grande investimento che la Federazione sta facendo sui giovani, rispetto al passato, e parla ancora di Accademie, convinto che per vincere in alto, bisogna prima vincere nelle giovanili. Sottolinea che i giocatori delle nostre Nazionali giovanili sembrano bambini a confronto degli altri. Si sente quindi il bisogno di fisicità e l’idea è quella di prendere dei soggetti esterni giovani da formare qui in Italia.
Punta il dito poi contro il Comitato Veneto e il suo Presidente (schierato contro alle ultime elezioni federali) evidenziando che i progetti federali non coincidono esattamente con le idee del Comitato Veneto.
A quel punto la risposta di Innocenti non tarda ad arrivare, diretta ma alquanto “trattenuta” più per dovere di ospitalità che per altro. Evidenzia che il progetto federale delle Accademie, in quanto tale, è rispettato dal Comitato Veneto, ma è altrettanto chiaro che sta creando notevoli problemi alle società, che vedono trascurate qualità importanti nella maggior parte dei loro atleti a favore di quelli iscritti alle Accademie. In merito a ciò, sono stati proposti una serie di correttivi da mettere in pratica per risolvere le criticità presenti sul territorio, utilizzando le risorse federali. E chiude il suo intervento di risposta con un laconico “…non vedo quali rapporti noi abbiamo con il sud Pacifico”.
L’ora tarda, i giocatori della Nazionale (Ghiraldini e Bortolami) che dovevano andare ad allenarsi a Treviso, e il ricco buffet che aspettava i convenuti, ha consigliato la rapida chiusura della conferenza stampa, sconfinata in argomenti che, poco avevano a che fare con il test match, ma che avranno sicuramente altri momenti di approfondimento e discussione.  

Bortolami, Ghiraldini, Troiani e Bernabò
(ph Enrico DANIELE)


Enrico DANIELE

lunedì 14 luglio 2014

I DOGI? LI HO INVENTATI IO!

Il Presidente Gavazzi come Pippo Baudo.
Ma io preferivo Mike.

Al Bano e Romina?...li ho inventati io!”, “Gigi Sabani: l’ho inventato io!”, “Laura Pausini: l’ho inventata io!”
Era il Pippo nazionale che, ad ogni nuovo volto televisivo, era solito ripetere il noto refrain “l’ho inventato io!”.
E, nel suo caso, beh, ci possiamo anche credere!
Ma la “sparata” del Presidente Gavazzi (ph Getty Image) sulle pagine del Gazzettino di oggi, solleticato dalle domande di Ivan Malfatto, beh, questa sì che ce la poteva anche risparmiare!
“E tutt’ d’èn tratto…” (giusto per citare un’altra famosa battuta, stavolta di Carlo Dapporto) scopriamo che il nr 1 federale è pure l’inventore della tanto discussa franchigia veneta!
Mah!
Una cosa è certa: a suon di “botta e risposta polemiche” tra Gavazzi e Zatta, con il primo che definisce “boutade” un progetto serio che vede coinvolti tutti i maggiori club veneti, ed il secondo che, invece, cerca di ricomporre le fila di un discorso chiuso in anticipo per il poco tempo a disposizione necessario a mettere in cantiere un progetto tanto impegnativo, non si va da nessuna parte.
Se poi, al ping-pong di polemiche tra i due Presidenti, ci aggiungiamo i “veti” di Gavazzi alla figura di Munari e all’ atavica idiosincrasia con Innocenti, allora la frittata è fatta del tutto.

Alla tracotanza di Pippo, scusate, io preferivo l’eleganza di Mike, comprese le sue esilaranti gaffes….e pure il suo “Allegria! Allegria!” era molto più benaugurante!
Al Presidente Gavazzi, un invito: qualche volta, faccia uno sforzo e assomigli un po’ più a Mike…che di cognome faceva “Bongiorno”!


Enrico DANIELE 

lunedì 24 giugno 2013

FULVIO LORIGIOLA RIABILITATO DALLA FIR

Era stato squalificato nel 2004

Com’è consuetudine nella società moderna, è molto più frequente leggere sui giornali di “Tizio e Caio” che hanno subito una condanna, molto spesso nel segno dello “sbatti il mostro in prima pagina”, piuttosto che le loro riabilitazioni.
Infatti, il ritorno all’acquisizione di diritti persi (qualunque ne siano state le motivazioni), non fa quasi mai notizia.
Come quella che è apparsa sul sito della FIR, nella sezione “Commissione d’Appello Federale” e che riguarda Fulvio Lorigiola, ex mediano di mischia (5 scudetti vinti tra il 1980 e il 1987), ex nazionale (34 presenze) e Presidente del Petrarca prima dell’era Toffano.
Lorigiola, che di professione fa l’avvocato, nel 2004 era stato squalificato per un anno per aver contestato con un ricorso al TAR Lazio, insieme ad altri tesserati, le elezioni all’epoca vinte da Giancarlo Dondi.
In applicazione di una norma statutaria, pertanto, Lorigiola era diventato ineleggibile a cariche elettive federali per 10 anni. Lo statuto federale, in questi casi, prevede che il tesserato possa chiedere la riabilitazione trascorsi 3 anni dalla sentenza di condanna a seguito di buona condotta.
Lorigiola di anni ne ha lasciati trascorrere 9.
Dopo essere stato Presidente del Petrarca per 6, per 4 Vice Presidente della LIRE e dopo aver sostenuto la candidatura di Andrea Rinaldo (nella corrente di Dondi) alle elezioni FIR del 2008, ha chiesto una prima volta la riabilitazione nel 2012, senza ricevere risposte dall’allora Presidente Dondi; su sollecitazione del nuovo Presidente Alfredo Gavazzi ha ripresentato la domanda nel 2013, che la Commissione d’Appello Federale ha accolto con sentenza nr. 22-2012.13 del 24 maggio scorso (v. allegato).
Ho aderito ad una richiesta dell’attuale Presidente ed amico, Alfredo Gavazzi – mi confida Lorigiola -  di richiedere la riabilitazione per chiudere una pagina del passato che non aveva molto più senso. Apprezzo molto che il nuovo corso federale abbia condiviso questo mio desiderio”.
L’augurio del Boccaccio a Fulvio Lorigiola è che questa sua riabilitazione lo stimoli a rinnovare il suo impegno nel movimento della palla ovale e, soprattutto, all’interno del Petrarca dove, nel corso della sua lunga militanza (prima da giocatore e poi da massimo dirigente) ha sempre saputo dare un grande contributo alla crescita della società bianconera.


Enrico DANIELE