sabato 20 dicembre 2014

ECCELLENZA: PETRARCA E ROVIGO, NATALE SENZA PANETTONE.

Entrambe sconfitte nei derby veneti.
Il Petrarca cede alla Lafert San Donà, che conquista una vittoria “storica”.
Crollo dei bersaglieri a Mogliano.
Fiamme Oro sugli scudi: terzo posto in solitaria.

Il più azzardato degli scommettitori non avrebbe puntato un euro sugli esiti finali delle gare giocate oggi negli anticipi della 7a giornata di campionato (domani il posticipo tra I Cavalieri Estra e L’Aquila Rugby Club, diretta Rai Sport 1 ore 15:00).
Infatti, se poteva essere piuttosto scontata la vittoria casalinga del Cammi Calvisano contro la IMA Lazio (così è stato, in effetti), era difficile prevedere gli altri risultati, per certi versi molto sorprendenti.
A cominciare dal derby del “Quaggia” dove il Marchiol Mogliano ha battuto la Femi CZ Rovigo 42-17. Se la vittoria ci poteva stare, non era prevedibile un divario così netto nel punteggio finale (25 punti), vuoi per il medesimo livello qualitativo delle due squadre, vuoi per l’ambizione tricolore dei rodigini. Una secca battuta d’arresto per i bersaglieri, ora relegati in coda al quartetto di testa, cui corrisponde un salto in avanti dei trevigiani, ora seconda forza del campionato, a soli 3 punti dalla vetta.
Suscita un certo clamore, soprattutto per il punteggio finale, anche il successo delle Fiamme Oro contro il Viadana Rugby 1970, 45-27. Risulta fatale anche per la squadra di Regan Sue la trasferta a Ponte Galeria, dove quest’anno non ha ancora vinto nessuno. Tuttavia, i poliziotti di Pasquale Presutti mettono la “testa a posto” nel secondo tempo (parziale di 22-7), dopo che nella prima frazione di gioco si erano fatti rimontare un vantaggio di 14 punti. Possono quindi festeggiare il Natale con il terzo posto in classifica generale (miglior posizione da quando sono in Eccellenza) di fatto aprendo la forbice tra le prime quattro in classifica e le altre.


Sorprende il risultato finale del “Memo Geremia”, dove la Lafert San Donà conquista una vittoria storica, battendo il Petrarca per 15-9. Dalla risalita in Eccellenza, mai la squadra di Wright e Dal Sie aveva battuto quella di Moretti e Salvan e difficilmente, andando indietro negli annali, se ne potrà trovare un’altra.
Trentacinque minuti abbondanti del primo tempo passati nella metà campo avversaria non sono bastati al Petrarca per concretizzare un significativo vantaggio. Due sole volte gli avversari si sono presentati al limite dei 22 dei bianconeri, e per entrambe le volte conquistavano i calci di punizione che mettevano in pari il risultato alla fine del primo tempo (6-6): le marcature al 10’ e 17’ cp Fadalti, al 21’ e 37’ cp Cornwell, con un errore per parte dalla piazzola.
Un perfetto equilibrio nel punteggio, ma un divario enorme in termini di possesso e territorialità, nettamente favorevoli ad un Petrarca, tuttavia inconcludente e senza l’uomo–meta.
Degne di nota, tre azioni del Petrarca.
Al 6’ un’iniziativa personale di Capraro sulla metà campo mette in condizione Bellini di fiondarsi sulla bandierina di sinistra, eludendo la difesa avversaria, tuttavia calpestando la linea del fallo laterale. Al 24’ quella di Woodhouse, dalla parte opposta, abile a spingersi sin dentro i 22 di San Donà. Nel cambio di fronte la palla passa di mano in mano ai giocatori del Petrarca che non attaccano la linea del vantaggio, ritrovandosi di nuovo a metà campo. Al 29’ ancora il centro australiano in un’azione simile, stavolta con l’intesa di Fadalti, e palla che finisce in rimessa laterale.
Per il resto solo attacchi sterili, con poco sostegno al giocatore portatore di palla in fase offensiva, facile preda della difesa ospite, piuttosto aggressiva nei punti d’incontro.
A 31’ una brutta tegola per il Petrarca che perde il suo capitano, Enrico Targa, toccato duro alla spalla, già in precarie condizioni. Lo rimpiazza Andrea Trotta.
La prima frazione di gioco si chiude con un tenuto a terra di Giusti che l’arbitro punisce con il piazzato che Cornwell manderà a lato di poco.
La ripresa inizia con uno spunto personale di Iovu che dalla metà campo si spinge sin dentro i 22 del Petrarca, creando apprensione. Al 7’ un fallo in mischia determina il calcio di punizione al limite dei 22 che Cornwell non sbaglia portando in vantaggio i suoi: 6-9.
Al 10’ ancora fallo del Petrarca: entrata laterale di Trotta in raggruppamento, (poco fuori i 22). Da posizione centrale il piede preciso di Cornwell centra ancora una volta i pali: 6-12.
Al 12’ veloce azione di Eru, con Rocchia e Trotta, che si porta dentro i 22 di San Donà. Il contatto con Bernini non risulta gradito al gigante neozelandese del Petrarca che pensa di regolare i conti a suo modo con l’avversario. Ne nasce un parapiglia, assolutamente indecoroso e poco lodevole per i protagonisti che, una volta quietati, si devono accomodare fuori dal campo: l’uno (Eru) definitivamente, l’altro (Bernini) per 10 minuti.
Il Petrarca resta in quattrodici e la Lafert acquista in vigore: due le azioni pericolose, con protagonista Iovu (uno dei migliori tra i suoi, con Cornwell man of the match a fine gara), in combinazione con Sala, Damo e Furlan.
Al 23’ é il pacchetto di mischia del San Donà a conquistare fallo per il solito Cornwell che, dalla piazzola, ne approfitta per dare il massimo vantaggio ai suoi: 6-15.

Bodgan Iovu contrastato da Jacob Woodhous
(ph Ottavia Da Re, Ufficio Stampa San Donà)
Al 25’ un irriconoscibile Su’a, rispetto all’ottimo trend abituale, lascia il posto allo scalpitante Curtolo. Al 30’, dopo gli sviluppi da una rimessa laterale del Petrarca all’altezza dei 22 avversari, Blessano concede un fallo per offside della linea dei trequarti di San Donà (a fine gara, molto onestamente, il direttore di gara riconoscerà qualche svista nella lettura del fuori gioco dei veneziani, giustificandola con un avanzamento a “banana” non sempre facile da valutare).
Fadalti si dimostra altrettanto preciso di Cornwell (ex compagno di squadra nel Mogliano), centrando il suo terzo calcio piazzato, quello che regalerà il punto di bonus difensivo al Petrarca: 9-15.
Prima della fine, il Petrarca proverà a dare un colpo di coda al match, nel tentativo di tentare il bersaglio grosso. La mischia di San Donà, rinnovata al 35’, perde di qualità e quella bianconera é in netta superiorità, ma ogni tentativo del Petrarca risulta vano e alla fine il match si chiude con la vittoria degli ospiti.
Una gara definita alla vigilia da “ultima spiaggia” per la perdente, che ha caricato di tensione un match non bello sotto il profilo dello spettacolo. Il campo, molto appesantito, ha reso ancor più duro l’incontro facendo affiorare anche le tensioni che hanno determinato i due cartellini comminati a Bernini ed Eru.  
Un triste finale d’anno per il Petrarca che trascorrerà un mesto Natale, con una classifica generale che lo vede davanti solo alle due cenerentole (L’Aquila e Prato).
Nel ponte della Befana (5-01-2015) la trasferta a Roma, contro la IMA Lazio, e poi la sfida casalinga contro L’Aquila, che concluderà un girone d’andata avaro di gioie per il Petrarca.
A ragion veduta, a Moretti e Salvan non resterà che raddrizzare una stagione storta, recuperando il terreno perduto. Infatti, con l’obiettivo iniziale praticamente sfumato, c’è da salvare l’onore, dando battaglia e filo da torcere a tutte.
In fondo è la missione di sempre del Petrarca.


Enrico DANIELE

CIAO A TUTTO IL RUGBY BADIA GROUP!

Finisce in anticipo la mia avventura con voi.


Carissimi,
avete già saputo della conclusione anticipata della mia collaborazione con il Rugby Badia Group (in largo anticipo rispetto alla naturale scadenza di fine luglio 2015).
Non vi ho potuto salutare personalmente (e me ne scuso) lo faccio adesso.
Le nostre strade si sono divise, probabilmente, i tempi non erano maturi. Tengo cari i momenti belli vissuti a Badia, quanto di utile e costruttivo è stato fatto insieme e quella sensazione di “sentirmi a casa” che ho provato, arrivando da Voi, la prima volta.
Vi auguro un sereno Natale e che l’anno nuovo sia ricco di soddisfazioni personali e sportive.
Un abbraccio e un arrivederci!

Enrico DANIELE

Il comunicato stampa della società badiese.


AMATORI RUGBY BADIA
Stagione sportiva 2014-15
Comunicato stampa 38
Badia Polesine, 20 dicembre 2014

La lista dei convocati per Rangers Vicenza - Amatori Badia  del 21 dicembre 2014, dichiarazione del ds Matteo Equisetto e altro.
Per l’ultima partita della prima fase e tenuto conto dei diversi indisponibili, l’allenatore Roberto Pedrazzi ha convocato: Badocchi (estremo), ali Zulato e Sgarbi, centri Braghin e Marco Ferro, mediano d’apertura Fratini, mediano di mischia Davin, terze linee Fabio Michelotto, Chimera e Cecchetti, seconde linee Pavan e Bressello, piloni Bordonaro e Tellarini, tallonatore Zorzetto. A disposizione: Colombo, Maccan, Alberto Ferro, Diego Michelotto, Cecchetto, Canato, Brogiato e Bellettato.
Dice il ds Matteo Equisetto: “Sfruttiamo quest’ultima partita della prima fase per far ruotare tutta la rosa a disposizione dell’allenatore Roberto Pedrazzi tenuto conto anche dei tanti indisponibili per la trasferta di Vicenza. Sono sicuro che chi scenderà in campo confermerà i miglioramenti manifestati nelle ultime tre giornate anche se contro i Rangers sarà una partita difficile”.
E’ tempo di incontri conviviali per il rugby badiese nella house dello stadio di via Martiri di Villamarzana con inizio alle 20.30: stasera, sabato 20 dicembre, tocca ai ragazzi delle under 16 e 18; domani, domenica 21 dicembre, sarà protagonista la prima squadra di ritorno da Vicenza e lunedì 22 dicembre chiusura con le “Birbe” under 14 e under 16.
Enrico Daniele lascia il rugby badiese e lo precisa in una nota la società: “L’Amatori Rugby Badia comunica la risoluzione anticipata del rapporto con il responsabile della comunicazione sig. Enrico Daniele, la Società ringrazia sentitamente Enrico per il prezioso lavoro svolto sino ad oggi, auspicando in un prossimo futuro che si possano maturare le condizioni per continuare a lavorare insieme”.

venerdì 19 dicembre 2014

ULTIMA ORA: SERIE C GIRONE B NAZIONALE, RINVIATA LA GARA A OSPITALETTO

Per evitare una serie di concomitanze al ritorno.

E’ notizia dell’ultima ora il rinvio al 15 febbraio prossimo della gara contro l’Ospitaletto CPR, prevista domenica prossima nella cittadina della provincia di Brescia. Ad informarci lo staff della squadra Cadetta del Petrarca.
Il posticipo, che prevede anche l’inversione di campo (si giocherà al Memo Geremia) si è reso necessario perché la gara di ritorno (domenica 26 aprile) avrebbe coinciso con la gara interna della Prima Squadra (contro la IMA Lazio). Inoltre, il giorno precedente, ci sarà il “Torneo XXV Aprile”, preludio del “Bottacin”, riservato alle Under 14. Il torneo prevede una folta partecipazione e l’impiego di tutti gli spogliatoi e dei due campi da gioco principali. Di fatto, il giorno successivo non sarebbe sufficiente al personale addetto per rimettere in ordine campi e gli spogliatoi, necessari alle 4 squadre. Ecco motivato il posticipo e l’inversione di campo: il 26 aprile la squadra Cadetta andrà in trasferta a Ospitaletto.


Enrico DANIELE

PETRARCA E SAN DONA’: ULTIMA SPIAGGIA?

Domani potrebbe essere la sfida del “dentro o fuori”
Il Petrarca è favorito dalle statistiche.

Il 7° turno del campionato d’Eccellenza propone la sfida tra il Petrarca Rugby e la Lafert San Donà. Il primo dei due derby veneti di sabato (l’altro sarà tra Marchiol Mogliano e Femi CZ Rovigo) potrebbe costituire una sorta di “ultima spiaggia” per la squadra che uscirà sconfitta.
Petrarca e San Donà, infatti, oltre all’amarezza per un campionato sin qui al di sotto delle più rosee aspettative, dividono anche l’ultima piazza virtuale (ottavo posto, 12 punti, -7 dalla quarta) di una classifica che riguarda solo 8 delle 10 partecipanti.
Non me ne vogliano, infatti, gli amici de L’Aquila e Prato. Sta di fatto che i due club (ultimi in classifica a zero punti) stanno disputando un campionato a parte, basato esclusivamente sui due scontri diretti stagionali (il primo proprio nel posticipo di domenica prossima).
Dicevo di Petrarca e San Donà.
Entrambe sono state protagoniste di una campagna acquisti che le ha sostanzialmente rinnovate. I veneziani, oltretutto, hanno cambiato anche l’assetto dirigenziale, mantenendo però il medesimo staff tecnico, come del resto ha fatto il Petrarca.
Tanti gli elementi nuovi in entrambe le squadre (almeno 16-17 per parte) che hanno costretto i tecnici ad un riadattamento del gioco in funzione dei nuovi arrivi.
Al Petrarca i nuovi innesti dovevano garantire più qualità per i palloni destinati alla giovane e veloce linea dei trequarti: un potenziale sfruttare maggiormente.
A San Donà, gli addii di alcuni giocatori in prima linea, hanno abbassato la qualità di un reparto “fiore all’occhiello” che dava filo da torcere a tutti.
I risultati, per entrambe le squadre, sono fin’ora piuttosto deludenti.
L’unica meta marcata da un trequarti nel Petrarca in 8 incontri di campionato è quella contro Viadana di Mattia Bellini, alla seconda giornata.

Mattia Bellini, in una gara contro San Donà al Pacifici: l'unico trequarti  del Petrarca
ad aver marcato una meta in questa stagione
(ph Massimo Sardena) 
La “proverbiale potenza” della prima linea sandonatese, quest’anno è solo un lontano ricordo e i veneziani hanno la peggior difesa ed il peggior attacco del campionato (L’Aquila e Prato a parte), con un bilancio negativo di 14 punti (il Petrarca è a +17).
Le statistiche degli scontri diretti delle ultime due stagioni, favoriscono il Petrarca con 4 vittorie su 4 incontri di campionato, mentre la classifica finale è stata la medesima per entrambe: il Petrarca ha concluso le stagioni al 5° posto, come il San Donà che si è classificato sempre al 9° posto.
Più recentemente, nella prima partita del Trofeo d’Eccellenza 2014-15, il Petrarca ha nettamente battuto San Donà al “Pacifici” 41-24.
Per entrambe, sabato, c’è in palio (forse) l’ultimo biglietto utile per tentare una rincorsa alla quarta posizione.
E’ triste dirlo a questo punto della stagione, soprattutto perché le premesse non lo lasciavano intendere ma domani il “dentro o fuori” è ragionevolmente più che una probabilità.  


Enrico DANIELE

giovedì 18 dicembre 2014

SERIE A 10° TURNO: TUTTI I GIOCHI SONO GIA’ FATTI, O QUASI

Giornata ininfluente in tre dei quattro gironi.
Nel Girone 4: le due toscane ancora in lizza.

Domenica prossima si giocano le ultime gare della fase territoriale della Serie A. Per i meno informati, al termine di questa prima fase ne seguirà una seconda, divisa in due poule: le prime tre nella classifica di ogni girone territoriale, passeranno alla Poule Promozione e le rimanenti tre alla Poule Retrocessione.
Entrambe le poule saranno ulteriormente divise in due gironi (con partite di andata e ritorno).
Le prime due classificate della Poule Promozione disputeranno semifinali e finale per l’unica promozione in Eccellenza. Le ultime due di ciascun girone della Poule Retrocessione, passeranno direttamente in Serie B.
Tutte le altre manterranno la permanenza in Serie A per la prossima stagione.
Vediamo nel dettaglio di fare il punto della situazione nei 4 gironi.

Girone 1
Un'immagine della Sitav Lyons Piacenza
(dal sito ufficiale)
Pronostici della vigilia di inizio stagione pienamente confermati. Sitav Lyons Piacenza, Reggio Rugby e Pro Recco sono gìà matematicamente nella Poule Promozione che disputeranno con le prime tre del girone 4.
Il divario è di soli 5 punti: comandano i Lyons con 30 punti, frutto di 6 vittorie, 1 pareggio e 2 sconfitte.
Nessun scontro diretto domenica prossima, con le migliori che se la vedranno con le peggiori. Tra quest’ultime il Piacenza Rugby e il Cus Genova domenica giocheranno per cercare di abbandonare, platonicamente, l’ultimo posto in classifica, ora condiviso con 13 punti a testa. Tra l’altro, entrambe sono ancora in grado di sopravanzare il Cus Torino, al comando del terzetto con 16 punti.

Girone 2
Un'immagine di repertorio del HBS Colorno contro l'Acacdemia Nazionale Francescato
(dal sito dell'HBS Colorno)
A farla da padrona il Colorno con l’ en plain di 9 vittorie su altrettante gare e 42 punti in classifica, seguita dal F&M Cus Verona a 31 punti e dalla Junior Rugby Brescia a 27 punti. Lumezzane, ASD Milano e Valpolicella già nella Poule Retrocessione con le peggiori squadre del girone 3.

Girone 3
Un'immagine di Tarvisium vs Amatori Badia, gicata al Monigo di Treviso
(ph Mely - Ufficio Stampa Travisium)
E’ forse il girone che ha mostrato le maggiori sorprese. In positivo quelle che danno la Volteco Ruggers Tarvisium, neopromossa nella categoria, in testa alla classifica (31 punti) con 7 vittorie e 2 sconfitte (l’ultima, piuttosto umiliante, domenica scorsa a Udine, persa per 40-0). In negativo quelle che arrivano da Badia Polesine, dove l’Amatori Rugby (vincitrice dello scorso campionato di A2) è riuscita ad abbandonare il fondo classifica solo domenica scorsa, nella vittoria contro il Roccia Rubano. Successo inutile ai fini della classifica, ma di notevole importanza per la squadra che, quanto a gioco espresso, ha fatto ricordare le prodezze della stagione scorsa. Un buon cordiale per la Poule Retrocessione che, con Rubano e Vicenza (altra delusa, dopo un rafforzamento dell’organico nel mercato estivo), l’Amatori disputerà assieme alle peggiori tre del girone 2: Lumezzane, ASR Milano e Valpolicella.
Ottimo il campionato del Valsugana, condotto sempre nelle parti alte della classifica, e buono il “recupero in corsa” di Udine, dopo una prima fase piuttosto altalenante. La netta vittoria di domenica scorsa contro Tarvisium, ha ridato tono alla squadra friulana che affronterà la Poule Promozione contro Colorno, F&M Cus Verona e Junior Rugby Brescia, oltre a Tarvisium e Valsugana.

Girone 4
La maglia del Gran Sasso
Prime due a parte, Accademia Federale e Gran Sasso già qualificate, lotta per la terza posizione tra le toscane del gruppo. Prato Sesto e Firenze Rugby 1931 hanno rispettivamente 23 e 22 punti e domenica prossima affronteranno le prime due, con Prato Sesto svantaggiata dalla trasferta a l’Aquila.
In buona sostanza, quest’ultima partita unitamente a quella tra Firenze 1931 vs Accademia Federale, sono le uniche a contare effettivamente per la classifica.
In questo girone la delusione più grande è quella dell’Unione Capitolina, retrocessa dall’Eccellenza, e relegata al penultimo posto nel girone. L’ultimo è occupato dal Cus Perugia che, in corso di stagione, ha provato a dare uno scossone all’ambiente cambiando tecnico (ora sulla panchina siede Luca Martin), ma la situazione era probabilmente già troppo compromessa e il club universitario perugino punterà tutto nella Poule Retrocessione che gicherà contro le peggiori tre del girone 1 (Cus Torino, Cus Genova e Piacenza) e una delle due tra Prato Sesto e Firenze. 



Enrico DANIELE

mercoledì 17 dicembre 2014

GAVAZZI: ORA VUOLE UNA SEDE MILIONARIA

Continua la “personalissima” gestione della FIR.
Una sede milionaria e un “bando” fasullo.
“Io guardo agli affari”.

Non smette di far parlare di sè il nr. 1 della FIR, Alfredo Gavazzi.
Stavolta, a tener banco sulle colonne dei quotidiani nazionali, la decisione di spostare la sede degli uffici federali, ora sistemati nello stadio Olimpico della Capitale e a totale carico del Coni. Dovrebbero traslocare in una palazzina di 4 piani in zona Ponte Milvio.
Costo dell’operazione stimato nella “modica cifra” di 25 milioni di euro, coperti da un mutuo che si estinguerà nel 2040.
E’ Massimo Calandri, giornalista de La Repubblica, a rendere noti i dettagli di un’operazione che lascia più di qualche dubbio e perplessità.
Non si capisce, ad esempio, come la FIR, che ha un bilancio di 45 milioni (attualmente in rosso), possa prendersi il lusso di spenderne 25 per la sede. Per di più in un contesto di piena recessione economica.
“Tutto a posto”, rassicura Gavazzi a chi gli chiede, ad esempio, se ci sia il benestare del Coni e del Credito Sportivo. Pare persino che l’operazione abbia la “benedizione” del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi.
Poi, a giudicare da come si è svolta tutta la faccenda, c’è più di qualche elemento che fa pensar male.
A partire, ad esempio, dall’annuncio apparso su due quotidiani nazionali il 29 novembre scorso, con il quale la FIR dichiara di cercare un immobile (termine di scadenza per le offerte 15 dicembre). Un annuncio confezionato ad arte, sulle precise caratteristiche dell’immobile in questione. Per ammissione dello stesso Gavazzi, la FIR aveva già individuato e peritato il palazzo nel 2013, e la pubblicazione dell’annuncio sembra essergli stata consigliata prudenzialmente dai legali della FIR…
Così, tanto per non dare sospetti che l’affare fosse già combinato in precedenza.
Nelle intenzioni di Gavazzi, c’era anche l’idea di affittare due piani del palazzo allo sponsor tecnico della Federazione (n.d.r. Adidas) con la “discutibile” trovata pubblicitaria di colorare le facciate a strisce bianche e azzurre. Tuttavia, pare che lo sponsor, all’ultimo, si sia tirato indietro. Ma, il nostro, non si è perso d’animo: ora pare che voglia affittare i due piani al Coni (che li destinerebbe al basket), in cambio di 600.000 euro l’anno, oltre ad un contributo di altri 230.000. In buona sostanza, spiega Gavazzi, Malagò pagherebbe quasi tutta la rata del mutuo.
C’è da che fregarsi le mani!
Nei nuovi uffici “Potremo dedicarci a tutti quei business che oggi sono sacrificati: merchandising, cartellonistica, i pacchetti hospitality. Un’agenzia di viaggi, che ci farebbe risparmiare tanti soldi”, dichiara orgoglioso Gavazzi.
E poi rilancia, con la candidatura dell’Italia per i Mondiali del 2023 (n.d.r c’è anche l’Irlanda che l’ha fatto, figuriamoci se li danno a noi!) e con le Olimpiadi di Rio (n.d.r. dove esordirà il Seven).
Gavazzi sembra più interessato al business che al rugby, come se i risultati in campo (piuttosto deludenti) fossero priorità di qualcun altro. “So come funziona un’azienda”, risponde ai suoi detrattori.
Ecco, appunto, arrivare puntuale il primo di questi (n.d.r che finora sembra anche il solo, unico, vero antagonista di Gavazzi, o per lo meno quello che si espone pubblicamente), Marzio Innocenti: “Tra due anni ci saranno nuove elezioni e, comunque vada il rugby italiano, si troverebbe a pagare un mutuo assurdo per un quarto di secolo”.
A questo proposito, e alle voci che vorrebbero il Veneto alleato a Roma alle prossime elezioni per detronizzare Gavazzi, circola un nome (che lo stesso Presidente FIR ha portato alla ribalta qualche giorno fa per via della provvigione percepita per la sponsorizzazione di Cariparma): Diego Dominguez.
A sx, Diego Dominguez: si parla di lui come candidato alla prossima presidenza FIR.
A dx: Alfredo Gavazzi, in un'espressione che non lascia dubbi a interpretazioni sul fatto.
“Non mi interessa – dichiara sprezzante Gavazzi – Io guardo ai fatti. Agli affari”.
E al rugby?...
Ci pensi qualcun altro!


Enrico DANIELE

7a ECCELLENZA: DESIGNAZIONI ARBITRALI

Sarà Damasco a dirigere la sfida salvezza  Cavalieri vs l’Aquila.
Claudio Blessano per Petrarca vs Lafert San Donà

Per la sfida salvezza tra I Cavalieri Estra e L’Aquila Rugby Club, posticipo televisivo (diretta su Rai Sport 1 ore 15:00) della 7a giornata del campionato d’Eccellenza è stato designato il sig. Carlo Damasco di Napoli, tra i più esperti fischietti nostrani e internazionale dal 2002.
Il derby veneto tra la padovana Petrarca Rugby e la veneziana Lafert San Donà è stato affidato al trevigiano di Montebelluna Claudio Blessano, arbitro qualificato tra i migliori fischietti dell’Eccellenza e direttore di gara anche in Guinnes Pro 12.

Claudio Blessano: l'arbitro di Montebelluna, figlio di Sergio, colonna della Metalcrom Treviso
 e nipote di Fiorenzo, azzurro, anche capitano, tra il '75 e il '79
L’altro derby veneto, quello tra Marchiol Mogliano e Femi CZ Rovigo, importante ai fini dell’alta classifica, sarà diretto dal livornese Matteo Liperini, visto sabato scorso al Peroni Stadium in occasione di Calvisano vs Petrarca. Liperini proviene dall’Accademia arbitrale di Tirrenia ed è già annoverato tra gli arbitri internazionali, avendo esordito nel Guinnes Pro 12.
Sarà, invece, Elia Rizzo di Ferrara a fischiare l’incontro valido per il quarto posto assoluto tra Fiamme Oro Roma e Viadana Rugby 1970. Una gara importante per entrambe le squadre affidata ad uno degli arbitri di prima fascia.
Infine, il lodigiano di Casalpusterlengo Stefano Pennè dirigerà l’incontro del Peroni Stadium tra Cammi Calvisano e IMA Lazio.



Enrico DANIELE

ECCELLENZA: LA 7a E POI SARA’ NATALE, MA QUANTE COSE SON SUCCESSE IN SETTIMANA

Nel weekend le ultime gare dell’anno.
Definite le finaliste del Trofeo Eccellenza.
Zambelli prima “licenzia” Frati, poi corre ai ripari.
Nel posticipo, primo scontro salvezza tra I Cavalieri e L’Aquila.

Torna, nel prossimo fine settimana, il campionato d’Eccellenza per il 7° turno, ultime gare dell’anno prima della sosta per le festività natalizie.
Il doppio stop è servito principalmente per definire le due finaliste del Trofeo Eccellenza, una sorta di riempitivo ai vuoti del campionato per la disputa delle coppe europee. Il 22 febbraio prossimo saranno, infatti, Marchiol Mogliano e Cammi Calvisano a contendersi il Trofeo che era nella bacheca delle Fiamme Oro. La squadra di Presutti, concentrata a far bene in campionato (è al 4° posto con Viadana), non è riuscita ad imporsi contro quella di Properzi e Galon, ai quali ha ceduto il posto in finale.
Nell’altra semifinale, quella al “Peroni Stadium” (chissà come lo chiameranno dopo il make up milionario cui sarà presto oggetto lo stadio di Calvisano), bruttissimo tonfo di un pur generoso Petrarca che le ha provate tutte per cercare di conquistarsi una finale (l’unica?) in questo magro inizio di stagione. La squadra di Moretti e Salvan ci mette il cuore contro quella di Guidi, ma non è sufficiente: il 25-0 finale fa male, soprattutto al morale, ritrovato solo qualche settimana fa, proprio contro i Campioni d’Italia. Sabato il Petrarca proverà a risollevarsi contro la Lafert San Donà, alla Guizza, nel derby veneto tra due deluse del campionato, appaiate all’ottavo posto.  
Per ciò che riguarda l’Eccellenza, l’unica rappresentante in Europa è stata la Femi CZ Rovigo che, nel ritorno al “Battaglini”, ha addirittura sfiorato la vittoria contro la più quotata Grenoble, alla fine cedendo solo di 3 punti.
Peccato che all’euforia per una vittoria sfumata della squadra di Frati, abbiano fatto seguito le dichiarazioni (anticipate, incaute, inopportune…fate un pò voi) del Presidente Zambelli. Il nr. 1 di via Alfieri, nel contesto del “Julien Saby Day” dopo la gara di coppa, dichiara candidamente che il “dopo Frati” avrebbe già un nome: quello di Massimo Brunello, ora head coach dell’Accademia Federale Under 18 di Rovigo ed ex titolare della panchina del primo XV rossoblu. Questo per dare il “la” ad un ritorno alla “rodiginità” del club, come in passato, unitamente allo sviluppo del Progetto Polesine (n.d.r. già in cantiere, ma non ancora pienamente condiviso da tutte le società interessate).
Ci pensa l’Ufficio Stampa del club rossoblu a riparare la “gaffe” dell’appassionato Presidente dei bersaglieri (degna del miglior Mike Buongiorno). Il comunicato stampa, emesso nella tarda serata di ieri, si preoccupa di informare che “I riferimenti a Frati e Brunello, erano accademici e sono stati fraintesi”.
Per buona pace di Frati, e di quelli che l’avevano già visto in partenza con le valige in mano, abbondantemente in anticipo rispetto alla scadenza contrattuale (2016).

Francesco Zambelli premia Emiliano Caffini dopo la gara contro Grenoble.
"Solo accademiche" le affermazioni del nr. 1 rossoblù sul "dopo Frati"
(ph Ufficio Stampa Femi Cz Rovigo)
Tornando al campionato, il tabellone della settima giornata propone come “match clou” la prima sfida salvezza tra I Cavalieri Prato e L’Aquila Rugby Club. E’ un eufemismo chiamarlo “match clou”, ma tale è, visto anche che “mamma Rai” lo seguirà in diretta da Rai Sport 1.
Simpaticamente: vinca il migliore!
Da non sottovalutare, oltre alla già citata sfida tra Petrarca e San Donà, le gare che interessano l’alta classifica.
La prima, a Roma, dove le Fiamme Oro ricevono il casa il Viadana Rugby 1970, con la quale si contenderanno la quarta piazza. Salvo un quantomai poco probabile pareggio, sabato sera sarà occupata esclusivamente da una delle due.
La seconda al “Quaggia” dove di fronte saranno il Marchiol Mogliano e la Femi CZ Rovigo, nell’altro derby veneto più interessante, rispetto a quello di Padova, ai fini della classifica generale.
Chiude la sequenza degli incontri, Cammi Calvisano vs IMA Lazio: la “corazzata” del campionato contro l’ “eterna incompiuta”.
Abbastanza scontato il pronostico.
Poi sarà Natale, e il campionato riprenderà ai primi di gennaio (il 4 e 5) con la penultima del girone d’andata.
 

Enrico DANIELE

lunedì 15 dicembre 2014

CALVISANO-PETRARCA, LA DIFESA PRIMA DI TUTTO

Difesa granitica di Calvisano, nonostante gli innumerevoli tentativi del Petrarca.
Il regalo di Babbo Natale? Via subito dall’ottavo posto!

Il Cammi Calvisano si aggiudica nettamente questo match di semifinale del Trofeo Eccellenza che, checchè se ne dica, valeva come rivincita morale della partita persa inopinatamente due settimane fa in casa dal Petrarca all'ultimo secondo di gioco.
Inutile girarci intorno. E' vero, ogni partita fa storia a sé, ma con un punteggio del genere difficile continuare a prendersela con l'arbitro e quel fallo fischiato contro il Petrarca che è stato la chiave di volta dell'incontro di quindici giorni fa. Ma, anche in quest'ottica, vale comunque la pena di fare qualche riflessione per come è andata la partita di sabato.
Sia ben chiaro, lo ripeto e lo ripeterò fino alla noia, non sono un tecnico e non ho competenze specifiche, se non decenni di rugby amato e vissuto col cuore. Lungi da me l'idea di atteggiarmi a saccente e competente. Prego i miei "dodici lettori" di prendere queste mie riflessioni come pensieri a voce alta di un semplice appassionato.
Santiago Rocchia: ultimo arrivato in casa bianconera, è uno dei punti di forza del Petrarca. Sabato ha ingaggiato una sfida "maschia" contro Ferraro, un ex tra i più duri
(ph. Corrado Villarà) 
A leggere il risultato, 25-0, sembrerebbe che ci sia stata una sola squadra in campo nel match tra Calvisano e Petrarca. 
Non è così. 
Il Petrarca c'era e si è battuto alla grande. Ma questa non è una notizia, perché nel corso della stagione i ragazzi non si sono mai tirati indietro quanto a impegno, coraggio e volontà di onorare la maglia bianconera. Il tema della partita è stato duplice: 
a) lo strapotere della difesa del Calvisano, un vero muro invalicabile;
b) l'incapacità di progredire sui punti d'incontro da parte del Petrarca.
Punto primo: le difese.
La partita è stata dominata dalle difese. Discorso valido per tutto il rugby moderno, a mio avviso. La regola è quella aurea "primo, non prenderle". Il Calvisano ha fatto la partita perfetta sotto il profilo difensivo. Una barriera granitica che ha resistito ad ogni assalto e da tutte le posizioni. Il Petrarca le ha provate davvero tutte per fare breccia, ma non c'è stato nulla da fare. Lo zero del punteggio si spiega così, ma anche con la scelta del Petrarca di non piazzare nessuna delle punizioni a favore assegnate dall'arbitro. La scelta è stata quella di andare in touche per tentare di piazzare il colpo da 5-7 punti e rientrare in partita. Succede che le touche il Petrarca le ha anche vinte e bene, ma poi al momento di impostare un drive con la mischia, di avanzare in moule e conquistare terreno, insomma di concretizzare la scelta della touche in qualcosa di tangibile in termini di punteggio, ogni tentativo si è infranto di fronte alla capacità del Calvisano di sgretolare ogni tentativo. Schieramenti di moule sbreccati come fossero di coccio, nessuna coesione per concentrare i vettori della spinta e tentativi tutti falliti. Tutti.
Ecco come si spiega lo zero del punteggio.
Nel solo secondo tempo (una mezzora passata nei 22 del Calvisano a ridosso dei 5 metri) sono state  5 o 6 le touche vinte dal Petrarca a ridosso della linea di meta e poi sbriciolate dai difensori calvini. Viene da domandarsi se non fosse il caso, dopo il secondo-terzo tentativo, di cambiare scelta e piazzare qualche punizione che avrebbe almeno mosso il punteggio. Sul 18-0 con 2-3 calci si poteva forse cambiare qualcosa nell'andamento della partita. Ma "del senno di poi" son piene le fosse...
Punto secondo: l'attacco.
Il Petrarca ha attaccato a testa bassa per tutto l'incontro, con caparbietà e testardaggine. In mischia si sono battuti tutti come leoni con l'argentino Rocchia a fare da mattatore senza esclusione di colpi. Di grande spessore agonistico il duello imbastito con Ferraro, tallonatore ex Petrarca, notoriamente ruvido e baruffante, spesso oltre il limite della correttezza. Nel confronto con la possente mischia giallonera, quella petrarchina non ha affatto sfigurato, anzi molto spesso in chiusa ha preso il sopravvento. Il primo tempo si è chiuso sul 10-0 con un sostanziale equilibrio, rotto soltanto dall'infortunio difensivo di Bellini che è costato la meta di Di Giulio allo scadere. Palla alta e presa al volo a braccia tese sopra la testa della giovane ala petrarchina, palla che sfugge all'indietro catturata da Di Giulio che schiaccia in meta. Un infortunio, un errore deprecabile (succede anche nelle migliori famiglie), ma che è costato una meta. Per di più allo scadere del tempo e quindi senza possibilità di replica bianconera. La difesa del Petrarca fino a quel momento si era comportata bene. Meno rocciosa di quella del Calvisano, più duttile e malleabile, ma sostanzialmente solida. La differenza visibile era che nei punti d’incontro i nostri raramente riuscivano a guadagnare un vantaggio in termini di metri, mentre il Calvisano riusciva sempre a prendere quei maledetti 2-3 metri col quale tenere vivo il gioco. Ma, tuttavia, nessuno era passato fino al 39' del primo tempo. Nel secondo tempo, alla meta iniziale di Steyn schierato all'ala e frutto di una disattenzione difensiva (un colpo di mona...) con buco creato da Seymour (potrei sbagliarmi sul nome) e palla che viaggia al largo, segue una volitiva reazione petrarchina che per 20-25 minuti schiaccia il Calvisano nei 22 difensivi. Ed è qui che si è giocata la partita. Un attacco che non riusciva a sfondare da una parte e una difesa di granito dall'altra. Il Petrarca ha attaccato a ridosso dei 5 metri e pur attaccando retrocedeva regolarmente fino ai 22. Il che costringeva a ricominciare tutto daccapo. Della scelta di giocare in touche le punizioni a favore si è già detto. Non è la prima volta che succede. Forse, ripeto forse, quando le cose si imbarcano male e si è ancora su un punteggio "stretto", varrebbe la pena di cercare la via della piazzola invece dello scontro a tutti i costi, muro contro muro. Non so se sia una scelta di Marcato (apertura e calciatore), del capitano in campo o di Moretti dalla panchina, ma resta il fatto che lo score lascia a zero il Petrarca inducendo a pensare che la partita sia stata a senso unico, quando in realtà la battaglia c'è stata e anche dura.
Ne ha fatto le spese Cavalieri col setto nasale a pezzi. Il Gazzettino scrive di un colpo ricevuto da un compagno di squadra, in realtà è stata una ginocchiata assolutamente fortuita ricevuta da un giocatore bianconero che gli è caduto involontariamente sopra in una fase di gioco aperto. In tema di infortuni, dispiace davvero per il povero Zago che, entrato nel secondo tempo per rilevare Eru, nel giro di cinque minuti, neanche il tempo di entrare in clima partita, si è probabilmente fatto fuori il legamento collaterale del ginocchio con prevedibile stop di uno-due mesi. Una grave perdita per il Petrarca. Auguri bocia.
Luigi Ferraro, tallonatore, uno degli ex: molto spesso discusso per i suoi comportamenti "sopra le righe", sabato ha trovato pane per i suoi denti contro Santiago Rocchia
(ph Corrado Villarà)
Insomma, alla fine dei discorsi il Petrarca da addio alla finale di Coppa Italia (alias Trofeo Eccellenza), che poteva essere uno degli obiettivi stagionali insieme ai play off. Rimane il campionato, a cui dedicarsi anima e cuore con il compito tassativo di riuscire ad agganciare il quarto posto. Impresa difficile, vista l'attuale classifica del Petrarca. Basterebbe una sfilza di risultati positivi da qui fino ad aprile? Chissà.
Quello attuale è un ottavo posto che equivale all'ultimo, considerando fuori competizione le due cenerentole Prato e L'Aquila. Piange il cuore nel fare questa constatazione, ma è la realtà. E di fronte alla realtà bisogna solo prenderne atto. Sabato prossimo (20/12) alla Guizza col San Donà sarà una gara allo spasimo fra due deluse, con in palio la possibilità di abbandonare l'ottavo posto in classifica.
Roba da non crederci.
Saremo a ridosso del Natale, chissà che un Babbo Natale dalla barba bianconera non ci faccia un bel regalo... Ci vorrebbe proprio.
Speriamo bene e FORZA PETRARCA!


Angelo Volpe

domenica 14 dicembre 2014

SERIE C GIRONE B NAZIONALE: PETRARCA, I VERI MOSTRI SIAMO NOI

Il XV cadetto bianconero inanella la sesta vittoria su sei incontri.

PETRARCA RUGBY – THE MONSTERS RUGBY 33-3 (14-3)
Continua la serie positiva del Petrarca di Monfeli e Lorigiola che oggi pomeriggio al “Memo Geremia”, risolve la pratica The Monsters, battutti 33-3.
“I veri mostri siamo noi”, potrebbero tranquillamente affermare i cadetti del Petrarca che confermano la bontà del proprio organico, oggi con un solo apporto (e di che spessore!) dalla prima squadra.
Sto parlando di Alessandro Furia, in panchina ieri – non utilizzato nel match contro Calvisano - e reso disponibile da Moretti per la partita odierna. Il pilone bresciano, ormai naturalizzato padovano, ripresosi ottimamente dopo una lunghissima sosta per infortunio, oggi ha sfoderato una prova magistrale, bissando quella di domenica scorsa a Rovato. Sono, infatti, 3 le mete marcate da Furia, con folate in attacco degne di un’ala, sul totale di 5 marcate dal Petrarca.
Alessandro Furìa, oggi una vera fùria in campo
(ph Stefano Delfrate)
Un gruppo che continua a crescere e che regala molte soddisfazioni ai tecnici e agli accompagnatori. Oggi anche un nuovo esordio (quanti ne abbiamo visti in questa stagione!). Stavolta si tratta di Romito, un ragazzo che viene dalla pallanuoto, sport che quanto a durezza nei contatti, non è da meno del rugby. Oggi ha giocato i suoi primi 10’ di partita, cosa che, come da tradizione, gli costerà una “serata di birra” nello spogliatoio bianconero.
Ecco la formazione del Petrarca e i marcatori:
Dalle Carbonare; Meneghetti, Nesello, Peruzzo, Zulian; Belluco, Banzato; Zampiron (cap), Galante, Capuzzo; Masiero,Longhin; Gallocchio, Gutierrez, Furia.
A disposizione: Polliero, Paolucci, Sattin, Lazzaro, Iachelini, Romito, Trambaiolo
Marcatori:
Pt 5’ meta Furia tr Meneghetti (7-0)
18’ meta Furia tr Meneghetti (14-0)
25’ cp The Monsters (14–3)
St 5’ meta Zampiron tr Meneghetti (21-3)
24’ meta Furia (26-3)
31’ meta Capuzzo tr Meneghetti (33-3)
Domenica 21 trasferta a Ospitaletto, ultima del girone di andata.

Gli altri incontri della 7a giornata:
Monselice Rugby – Borgo Poncarale 53-21
Rugby Rovato – Rugby Bassano 5-11
Riposo: Botticino Rugby, Ospitaletto CPR

Classifica generale (tra parentesi le gare disputate):
30 Rugby Bassano (7)
28 Petrarca Rugby (6)
21 Rugby Rovato (6)
18 Rugby Monselice (7)
13 Botticino Rugby (6)
7 The Monsters Rugby (6)
4 Opitaletto CPR (6)
2 Borgo Poncarale (6)

Prossimo turno: domenica 21 dicembre
Ospitaletto CPR - Petrarca Rugby
The Monsters – Rugby Rovato
Borgo Poncarale – Botticino Rugby
Riposano Rugby Monselice e Rugby Bassano.


Enrico DANIELE