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giovedì 7 settembre 2017

Serie A: l’intervista a Rocco Salvan prima dell’imminente inizio del nuovo campionato

Dopo la “stagione dei record” il tecnico ci parla della sua Cadetta

Rocco Salva: dopo aver guidato con Pietro Monfeli la squadra Cadetta dalla serie B
alla promozione in A, si accinge ad affrontare la nuova stagione con uno staff rinnovato.
di Alberto Mantovani
(foto di Corrado Villarà)
Nel primo weekend di ottobre (1/10/2017) inizierà anche il campionato di Serie A.

sabato 18 marzo 2017

SERIE B GIRONE 3: PETRARCA VS GRUPPO PADANA PAESE, SFIDA AD ALTA QUOTA

Domenica alla Guizza per una sfida che vale come grossa ipoteca ai play off
A sx Rocco Salvan (ph Corrado Villarà) e a dx Pietro Monfeli (ph Riccardo Callegari)
I due tecnici della Serie B del Petrarca hanno come obiettivo la promozione in Serie A

Il girone 3 della Serie B avrà come match clou della XVI giornata la sfida al “Memo Geremia” tra il Petrarca Rugby e il Gruppo Padana Paese.
A sette giornate dalla fine della stagione regolare, prima e seconda in classifica si sfidano per mettere una grossa ipoteca ai play off, appannaggio esclusivo appunto alle prime due classificate di ogni girone.
Prima di presentare le due squadre un breve ripasso alla formula del campionato. 

domenica 3 gennaio 2016

UN ANNO COL PETRARCA

L’analisi del 2015 bianconero.
Il confronto con le tre stagioni precedenti.
E’ lo scudetto l’obiettivo del capitano Federico Conforti.

Con la settima giornata disputata il 5 dicembre u.s. è terminato l’anno solare giocato, riferito al solo Campionato d’Eccellenza.
Un 2015 che ha registrato la fine del ciclo triennale di Moretti e Salvan ed ha visto l’avvicendarsi sulla panchina del Petrarca il nuovo staff tecnico, guidato da Andrea Cavinato.
In gennaio il Petrarca si ripresentava in campionato dopo la 5° sconfitta stagionale su 7 incontri (9-15 al Memo Geremia contro la Lafert San Donà), con un inaspettato 8° posto in classifica generale e soli 13 punti (-9 dalla zona play off). Sino ad allora le partite vinte erano state solamente due (contro Mogliano e I Cavalieri) e, alla ripresa del campionato, le vittorie contro la IMA Lazio (6-11 a Roma) e con L’Aquila (29-12 in casa) erano da considerarsi poco più di una formalità, perché giocate contro due formazioni di fondo classifica.
Infatti, al primo ostacolo importate, il Petrarca cade ancora. Stavolta succede al Plebiscito, in occasione del 154° derby d’Italia contro la Femi CZ Rovigo (6-24), cui farà seguito un’altra sconfitta, quella contro Viadana allo “Zaffanella” (22-10).
Ai primi di marzo il Petrarca rialza la testa e lo fa contro una rivale storica, le FFOO, allenate da un “petrarchino D.O.C.”, Pasquale Presutti, vincendo in casa 32-10. Ciò nonostante la classifica è sempre deludente col 7° posto e i play off lontani 7 lunghezze. Perde ancora con le grandi (a Mogliano 21-15 e a Calvisano 16-6) con in mezzo la vittoria contro I Cavalieri (24-0) ormai già condannati alla retrocessione.
In aprile il Petrarca contro San Donà riscatta la sconfitta subita all’andata e vince fuori casa (19-22) ma capitola malamente tra le mura domestiche contro la IMA Lazio (27-28) alla penultima di campionato.
In maggio la stagione 2014-15 si chiude con l’inutile vittoria a L’Aquila (14-28), mettendo fine ad uno dei più brutti campionati degli ultimi anni, concluso al 7° posto in classifica, con 43 punti (-9 dalla zona play off).
Una fine ingiusta, sia per il buon lavoro fatto da Moretti e Salvan nei tre anni alla guida tecnica del Petrarca, sia per quanto aveva saputo esprimere la giovane squadra bianconera, specie nelle due precedenti stagioni, quando i play off erano stati solamente sfiorati, persi per uno-due punti.
Un campionato 2014-15 costellato da molti infortuni e, probabilmente, da scelte poco felici sul mercato di inizio stagione, che aveva visto arrivare alla Guizza giocatori poco più che mediocri e assolutamente non in grado di fare la differenza rispetto alla media disponibile in Italia.


Ed è così che, con un inusuale abbondante anticipo, il Presidente Enrico Toffano, già a maggio, annuncia a sorpresa l’arrivo del nuovo allenatore bianconero, Andrea Cavinato. E’ uno dei tecnici più quotati e titolati nel panorama ovale nazionale (2 scudetti con Calvisano, un passato di tecnico federale con le Under Nazionali), ma anche molto chiacchierato per via del suo temperamento piuttosto sanguigno e diretto. Fresco di esonero dalla panchina di Pro12 con le Zebre (per via di un litigio con il suo direttore sportivo) l’annuncio del suo arrivo ha immediatamente suscitato discussioni tra gli addetti ai lavori e nella tifoseria, divisa piuttosto equamente tra favorevoli e contrari.
Andrea Cavinato
(ph Corrado Villarà)
Inizialmente Cavinato avrebbe dovuto essere affiancato da Zane Ansell per gli “avanti”. Di fatto, l’ex terza linea sudafricana non inizierà mai la stagione con il tecnico trevigiano e verrà sostituito da Augusto Allori che, solo l’anno prima, aveva concluso la carriera da giocatore a Mogliano, dopo una lunga militanza tra le fila della Benetton Treviso. Insieme a lui, viene annunciato anche il nome di Andrea Marcato (come allenatore degli “skills”) che con Cavinato aveva vinto uno scudetto e un Trofeo Eccellenza a Calvisano.
A settembre è grande la curiosità di tutti nel vedere all’opera il nuovo Petrarca, cambiato sia sotto il profilo tecnico, ma rinnovato anche nel roster. Hanno lasciato il club 3 dei 4 stranieri della stagione precedente (Eru, Woodhouse e Rocchia, rimane solo Jeremy Su’a), ma va via anche tutta la prima linea. Piermaria Leso è uno di questi che, dopo una lunga militanza in bianconero, sceglie di trasferirsi in Francia. Dopo una sola stagione lasciano il Petrarca anche Zani, Garfagnoli, e Bigi. Se ne va anche Lorenzo Innocenti, anche lui protagonista di molte stagioni al Petrarca.
Il mercato in entrata registra il ritorno di Romulo Acosta, dalla Benetton Treviso con Giovanni Maistri, di Luigi Ferraro e Jacopo Salvetti (da Calvisano), di Luigi Milani (da L’Aquila), di Patrick Bigoni (da I Cavalieri), di Travis Larsen (dai Lyons Piacenza), di Jody Rossetto (dall’Accademia Federale) ed i rientri di alcuni giovani mandati a maturare nelle squadre dell’hinterland patavino (Mercanzin, Belluco). Però l’arrivo più prestigioso è senz’altro quello di Miah Nikora, apertura neozelandese, in precedenza al Connacht, nel Pro 12 dalla ss. 2009-10. Al gruppo, in novembre, si aggiungerà anche Ed Gower, terza linea da Sydney.
Un gruppo di 37 giocatori con una età media di 24,41 anni.   
In pre-campionato il Petrarca dimostra già di essere ben affiatato e fa bella figura negli incontri preparatori alla stagione che comincerà con il Quarto Veneto Derby Day.
Nell’intento di dare ampio risalto all’inizio del massimo campionato, ancora una volta la Federazione, in accordo con le società, decide per far disputare i due derby veneti nella stessa giornata. Stavolta, però, la sede prescelta è Treviso, nello stadio di Monigo, dove il Benetton gioca le partite del campionato celtico Pro 12. La giornata si rivelerà un fiasco (in termini di affluenza di pubblico) e da dimenticare per Petrarca e Mogliano. I trevigiani, pur vincendo sul campo, si vedranno aggiudicare partita persa e 4 punti di penalizzazione per un’infrazione al regolamento, mentre per la squadra di Cavinato l’esordio contro la Femi CZ Rovigo sarà piuttosto deludente. Il Petrarca uscirà sconfitto 20-13 mostrando gravi lacune in prima linea e risultando oltremodo falloso.
Alla prima partita che conta, il Petrarca fa “cilecca” e in 80 minuti butta al vento tutto ciò che di buono si era visto in pre-campionato.
Immediatamente suona il campanello d’allarme.
La tifoseria è preoccupata per la paura di dover assistere ad un’altra stagione di sofferenza, come la precedente.
Ma il Petrarca c’è.
Dopo una settimana, nella trasferta de L’Aquila, complice un avversario abbordabile, arriva la prima vittoria (39-10), non senza qualche preoccupazione, sempre dalla prima linea.
Ma chi vince ha sempre ragione e la prova del nove arriva subito alla terza di campionato, quando alla Guizza sono attesi i Campioni d’Italia in carica di Calvisano.
Andrea Cavinato affronta per la prima volta da avversario la squadra con la quale aveva vinto due scudetti e un Trofeo d’Eccellenza e prepara la partita in maniera certosina.
E il XV bianconero non delude il suo tecnico che, a fine gara, potrà dare sfogo alla sua gioia perché il Petrarca uscirà vincente, pur di misura (12-11) e con la mischia a farla da padrone sul campo.
La vittoria contro i Campioni d’Italia dà il “la” ad un filotto di altre quattro vittorie in campionato: in casa delle Fiamme Oro (10-26), contro San Donà (39-18), a Piacenza (9-26) e in casa contro la Ima Lazio (34-15) nell’ultima gara dell’anno.
Con le tre vittorie nel Trofeo d’Eccellenza, il Petrarca è imbattuto da 9 incontri ufficiali e chiude l’anno 2015 con il primo posto in classifica a 29 punti, pur condiviso con Femi Cz Rovigo e Calvisano, oltre a comandare la classifica del proprio girone nel Trofeo d’Eccellenza, di fatto ipotecandone la finale.
In campionato il distacco dalla 5^ in classifica (Viadana) è di 12 punti.
Un vantaggio piuttosto rassicurante, in vista della ripresa del campionato che vedrà arrivare alla Guizza proprio la squadra mantovana.
L’ultima del girone di andata sarà a Mogliano, l’unica squadra tra le più titolate delle ultime stagioni, ad essere affrontata fuori casa nella prima parte di stagione.
Pertanto, per il Petrarca, si preannuncia un girone di ritorno molto più impegnativo e, per dipiù, da giocare in buona parte durante la stagione invernale, dove serviranno gambe, polmoni, nervi saldi e, soprattutto, tanto cuore.
Ma il Petrarca di Andrea Cavinato sin qui ha dato prova di averne tanto ed il simbolo è senz’altro rappresentato dal suo capitano, Federico Conforti, che ad ogni partita fa valere il suo indomito carattere combattivo.
Al Petrarca da quando aveva 10 anni, “Chicco” non nasconde la sua voglia di scudetto e lo esterna apertamente sulle pagine della stampa, con sincerità e grande convinzione.

Federico Conforti. Il capitano del Petrarca ha un solo obiettivo: lo scudetto
(ph Corrado Villarà)
In fondo è quello che tutti ci aspettiamo, pur nella consapevolezza che sarà un risultato molto difficile da ottenere, ma non impossibile.
Forza Petrarca. Sempre!


Enrico DANIELE

martedì 24 febbraio 2015

PREMIATO ROCCO SALVAN

Consegnato il “Sigillo d’Argento” della Città di Padova

Rocco Salvan: premiato col "Sigilllo d'Argento" della città di Padova per il suo gesto eroico.
(ph Corrado Villarà)
Un gesto coraggioso, istintivo, lucido, fulmineo.
E’ quello che, il 3 gennaio scorso alla stazione di Padova, ha salvato la vita ad una giovane donna intenzionata a farla finita gettandosi sotto il treno in arrivo.
A compierlo era stato Rocco Salvan, allenatore del Petrarca e poliziotto di professione, che per quel gesto oggi ha ricevuto il “Sigillo d’Argento” della città di Padova, consegnatoli direttamente dal Sindaco di Padova, Massimo Bitonci.
Per chi non crede agli angeli custodi…


Enrico DANIELE

domenica 4 gennaio 2015

IL PETRARCA INIZIA BENE IL 2015: IMA LAZIO SCONFITTA IN CASA

Impennata di orgoglio della squadra di Moretti e Salvan,che vince anche contro la sfortuna.
Fa rumore l’assenza della dirigenza.
Alla partenza da Padova, il gesto coraggioso di Rocco Salvan salva la vita ad una ragazza brasiliana.


Nella prima gara del 2015 il Petrarca ritrova l’impennata d’orgoglio e porta a casa una vittoria in trasferta, ai danni della Ima Lazio battuta 11-6.
Una partita non bella, con tanti errori da ambo le parti, ma con la squadra di Moretti e Salvan capace di sfruttare l’unica vera azione degna di nota della giornata: la meta di Woodhouse, al 34’ del primo tempo, che per un attimo ha fatto rivedere il gioco veloce e incisivo del Petrarca dei tempi migliori.
Vincono anche contro la sfortuna i bianconeri che, in allenamento lunedì scorso perdevano anche Jeremy Su’à: per lui sospetta frattura al malleolo.
Decisamente più che buono l'esordio in gara di Alberto Benettin (all’apertura) e Riccardo Michieletto (in seconda linea), entrambi al rientro dopo una lunghissima sosta e rimasti in campo per tutti gli 80 minuti.
Ma è stata la forza di volontà del gruppo a determinare il successo del Petrarca, a significare che, per ora, ancora nulla è perduto e ciò che sembra impossibile, forse non lo è.

Un'azione di gioco nello scatto di Pino Fama
(Ufficio Stampa Lazio)
Spiace non aver visto a Roma nessuno della dirigenza del Petrarca, mentre al seguito della squadra c’erano alcuni tifosi padovani. Un brutto segno, che contrasta e stride con il successo odierno della squadra.  
In stazione, alla partenza da Padova, il coraggioso gesto di Rocco Salvan che, al sopraggiungere del treno, con fredda lucidità e prontezza di riflessi, non ha esitato a portare in salvo, trascinandola nel binario opposto, una ragazza brasiliana nel tragico tentativo di suicidarsi. Un gesto istintivo e fulmineo per l’allenatore del Petrarca (che di professione è poliziotto), ma che poteva costargli veramente caro, se solo non avesse calcolato i tempi, tanto il treno in arrivo era così vicino. Un’azione talmente rapida che la maggior parte delle persone presenti sulla banchina, me compreso, manco si è accorta del fatto, immortalato però dalle telecamere di sicurezza. Arrivati a Roma la notizia ci aveva già preceduto e, dopo la partita, sono state innumerevoli le telefonate a Rocco dalle varie testate giornalistiche. Tuttavia, la chiamata più gradita, quella del Comandante della Polizia, che si congratulava per l’eroico gesto.

Rocco Salvan, al telefono con i giornalisti delle testate nazionali: il suo gesto eroico 
ha salvato la vita ad una ragazza
(ph Enrico Daniele)
La cronaca del match, come detto, non ha riservato molte emozioni. La maggior parte del gioco si è sviluppato nella parte centrale del campo, con entrambe le squadre che hanno provato invano a guadagnare la linea del vantaggio.
Passano per primi i padroni di casa, che nella prima frazione di gioco hanno avuto più possesso palla. E’ l’apertura sudafricana Durandt Gerber a doppiare dalla piazzola al 5’ e all’8’, per il 6-0 parziale.
La replica del Petrarca arriva al 25’ dal piede di Fadalti, che dimezza lo svantaggio calciando tra i pali una punizione comminata da Rizzo per un placcaggio non rilasciato su Favaro, dentro i 22 della Lazio: 6-3.
Al 34’ l’azione che porterà in meta Woodhouse, parte dalla metà campo. E’ Innocenti che trova uno spunto per saltare l’avversario e dare la palla al centro australiano. La sua diagonale lo portava dritto sulla bandierina di destra, eludendo un paio di tentativi di placcaggio. Calcio piazzato per i bianconeri. Fadalti, da posizione molto angolata, non riusciva a trasformare, ma il Petrarca passava avanti nel punteggio: 8-6. Prima dello scadere, il Petrarca potrebbe allungare, ma stavolta Fadalti è sfortunato (centra il palo) da un piazzato sulla linea dei 22, leggermente spostato sulla sinistra.
Chiusa la prima frazione di gioco con un (inesistente) cartellino giallo a Luca Nostran, scontratosi in volo con l’avversario, la ripresa si apre con il Petrarca arrembante nella metà campo avversaria.
Solo qualche minuto, però, ed ancora cartellini gialli: stavolta tocca a Leso e Pietrosanti, giudicati entrambi fallosi in mischia chiusa. Fadalti, da poco meno di metà campo, calcia con la giusta direzione, ma il pallone è troppo corto. Nulla di fatto.
Al 12’, dalla piazzola, anche Gerber fallisce un calcio: il pallone colpisce l’incrocio dei pali.
Un gioco concitato e piuttosto confuso, caratterizza buona parte del secondo tempo. Il Petrarca è superiore per possesso e territorialità, abile nelle rimesse laterali (in ascensore bene sia Rocchia che Michieletto). Gioca anche 14-15 fasi senza tuttavia riuscire a bucare la difesa di casa.
Al 29’ Fadalti ha sul piede tre punti, che non si lascia sfuggire: il suo calcio, abbastanza centrale e in prossimità dei 22, va dentro per l’11-6.
Il Petrarca potrebbe chiudere il match a dieci minuti dalla fine, quando prima Riedi e poi Pepoli vengono rispediti nella panca puniti dal sig. Rizzo.
Tuttavia, in doppia superiorità numerica, il Petrarca sembra andare in affanno, concedendo terreno all’avversario che però non muoverà il tabellino sino alla fine del match.
Il triplice fischio del direttore di gara chiude la gara ancora con il Petrarca ancora nei 22 avversari.
Vittoria, 4 punti in classifica, e morale risollevato, in attesa delle tre partite di domenica che chiuderanno l’ottava giornata.
Si torna a casa con la sensazione che le cose possano andare bene anche il 10 gennaio, quando a Padova salirà L’Aquila in attesa (dopo la doppia pausa per le coppe) del 154° Derby d’Italia contro Rovigo, a fine mese.
Nell’altro anticipo di giornata, facile vittoria di Viadana contro I Cavalieri Prato 46-0.
Il tabellino del match.
IMA LAZIO RUGBY 1927  - PETRARCA RUGBY 06 -11  (6-8)
Marcatori: pt. 5' c.p. Gerber, 8' c.p. Gerber, 27' c.p. Fadalti, 34' meta Woodhouse; st. 29' c.p. Fadalti.
IMA Lazio Rugby: Sepe (64' Nathan), Di Giulio, Lamaro, Vatubua (61'  Bruni), Iacolucci, Gerber, Bonavolontà, Padrò, Riccioli(cap)(61' Ventricelli), Filippucci, Devodier (76' Riedi), Damiani, Pietrosanti (68' Pepoli), Daniele (66' Lupetti), Vannozzi (44' Vagnoni). All. De Angelis-Mazzi
Petrarca Rugby: Menniti Ippolito (68' Capraro), Innocenti, Favaro, Woodhouse, Fadalti, Benettin, Francescato, Giusti, Nostran, Conforti, Rocchia, Michieletto, Leso (71'Garfagnoli), Delfino (20' Bigi), Zani (69' Vento). All. Moretti.
Arbitro: signor Elia Rizzo di Ferrara.
Cartellini gialli: 39' Nostran, 43' Leso e Pietrosanti, 74' Riedi e Pepoli.
Note: campo in ottime condizioni, spettatori 500 circa.
Man of the match: Damiani (IMA Lazio Rugby).
Punti conquistati: IMA Lazio 1, Petrarca Rugby 4.

Enrico DANIELE 

martedì 30 dicembre 2014

PETRARCA RUGBY: UN ANNO DIFFICILE, DA DIMENTICARE PRESTO

Una crisi partita da molto lontano.
Anno nuovo, vita nuova per il Petrarca?
E’ quello che ci auguriamo.

Quello che finirà domani, sicuramente non può essere considerato un anno da incorniciare per il Petrarca Rugby.
Infatti, la fotografia della squadra, che solo poco più di 3 anni fa si era laureata Campione d’Italia, oggi è piuttosto sfuocata rispetto a quelle, nitide, che ricordano la fantastica impresa tricolore del 2011. Un successo che, purtroppo, tutti abbiamo dimenticato troppo in fretta.
Fa male, oggi, quel “13” in fondo alla classifica.
Non fosse che, per altre due “nobili decadute” che stanno sotto, per il Petrarca significherebbe ultimo posto.

Vittorio Munari, tra Banzato e Toffano, con Zorzi (ultimo a dx): solo oggi apprendiamo che il Direttore Generale del Petrarca si sta occupando del settore giovanile
(ph Enrico DANIELE) 
E, di certo, non consola leggere le parole del Presidente Toffano che, alla stampa (Il Gazzettino del 29-12-2014), dichiara “ il fallimento” (dopo solo 7 giornate di campionato) assumendosene la responsabilità, salvo poi distribuirla in egual modo tra tutti i protagonisti.
A mio parere, una crisi partita da lontano, a cominciare da quell’estate del 2011, a pochi giorni dalla finale scudetto.
A tener viva l’attenzione dei tifosi, già assorbiti da ben altri pensieri (balneari), fu l’insolito (e imbarazzante?) rimpallo sulla stampa tra il presidente bianconero ed un attonito allenatore che aveva appena vinto lo scudetto, ma che sembrava aver già le valigie in mano.
La “caduta di stile”, impennò le vendite dei giornali, con il risultato che, alla fine, le cose non cambiarono. L’allenatore rimase al suo posto, dovendosi però accontentare di una squadra (probabilmente) decisa da altri e che, alla fine, non riuscirà a qualificarsi ai play off.
Finita l’era Presutti, messo nel cassetto dei ricordi un successo storico, inizia quella di Moretti e Salvan.
Nell’estate 2012 il rinnovamento del Petrarca parte, infatti, dalla panchina, affidata a due giovani tecnici che, nel recente passato, avevano indossato la maglia bianconera.
A loro viene affidato il “Progetto Giovaninome, che dietro all’effettivo ringiovanimento del parco giocatori, segue una ben precisa scelta della società: la “linea di sobrietà”.
Il progetto parte bene (ben oltre le migliori aspettative) e a fine stagione, la mancata qualificazione ai play off verrà attribuita alla “gioventù” del gruppo che “avrà il tempo di rifarsi nella stagione successiva”.   
Il campionato del 2013 vedrà in campo un Petrarca ancora molto rinnovato: via 14 giocatori (compresi gli ultimi senatori), nel corso della stagione ne arriveranno altri 16 nuovi. Il Petrarca partirà in maniera meno scoppiettante rispetto alla stagione precedente. All’andata vincerà solo con le più deboli e contro Viadana, ma perderà con le più forti e contro le Fiamme Oro (nell’occasione quasi sfiorando “l’incidente diplomatico”).
La sconfitta che farà più male sarà quella del derby contro Rovigo al Battaglini (39-0). Seguirà quella, in casa, contro il Calvisano (19-29), con tanto di polemiche (e squalifica per Toffano) a causa di un arbitraggio, parso ai più, nettamente di parte.
Due sconfitte che avrebbero potuto lasciare un indelebile segno negativo.
Invece, nel girone di ritorno, il Petrarca saprà inanellare ben sette vittorie consecutive, incappando nella sconfitta contro Mogliano, ma riscattandosi nel “Derby Day” contro Rovigo (17-14), dando la netta impressione che i play off siano alla propria portata.
Ebbene, il destino aveva già scritto un disegno diverso: l’ultima, infausta, giornata a Calvisano terrà fuori il Petrarca dalle semifinali per un solo, maledettissimo punto, mentre un’eccessiva tensione nel dopo partita lascerà intendere, purtroppo, che “qualche ingranaggio” si era già rotto.
Il resto è cosa recente.
Il mercato estivo del Petrarca 2014-15 parte in sordina: poche le notizie diffuse, rispetto a quelle che arrivavano dagli altri club.
I primi acquisti non fanno clamore e bisognerà attendere quasi l’inizio del campionato perché siano annunciati i “colpi grossi” del mercato con addirittura 4 nomi stranieri, in barba alla “linea di sobrietà”. Piuttosto fa clamore il ritorno al Petrarca di Vittorio Munari, in qualità di “Direttore Generale”, annunciato alla stampa dallo stesso Presidente (a conferma di insistenti voci estive di corridoio).
Eppure, proprio ieri, alla domanda (diretta) del giornalista sull’esito della “funzione” di Vittorio Munari (mai apparso pubblicamente in qualità di Direttore Generale), il presidente Toffano afferma: “…per quest’anno il suo impegno non prevedeva un impiego nella prima squadra…sta riorganizzando il settore giovanile”.
E (puntuale) la replica del giornalista: “Non sarebbe il caso che Munari si occupasse immediatamente della prima squadra?”
“Gli parlerò – risponde Toffano – per vedere se sarà possibile accelerare i tempi”.
E qui, forse, avremmo tutti voluto avvertire una maggiore incisività nella risposta, quale segno di "tempi di reazione" già in atto, non di mera previsione sul possibile.
Con ancora 11 gare da disputare, a 10 punti dalla zona play off e con 55 teorici ancora in palio, per il Petrarca si parla già di stagione da dimenticare, come alle ultime, rassegnate parole di Toffano: “A meno di miracoli, siamo fuori dai play off. E’ obbligatorio, anche per questioni di dignità, terminare la stagione in maniera decorosa, e nel frattempo programmare un rilancio per la prossima stagione”. 
Intanto, il Petrarca si prepara alla prossima di campionato, sabato 3 gennaio, che lo vedrà impegnato nella difficile trasferta a Roma contro la Ima Lazio, che in classifica ha un solo punto in più dei bianconeri.
Sarà già il 2015.
Auguriamo al Petrarca, a Moretti, Salvan, a tutto lo staff e a tutta la squadra, che diventi un anno da incorniciare.


Enrico DANIELE

lunedì 22 dicembre 2014

PETRARCA: CALMA E SANGUE FREDDO, NIENTE CAPRI ESPIATORI…

Angelo Volpe auspica serenità, pur nel momento difficile del Petrarca e fa gli auguri a tutti.
Elogia l’incitamento del pubblico alla squadra in difficoltà.
C’è chi sta peggio, ma anche chi sta meglio: l’elogio a Pressutti.
Lo ringrazio pubblicamente per la “graditissima sviolinata” degna del miglior Uto Ughi.

La crisi del Petrarca: probabilmente solo ansia da prestazione, niente più

Sabato, dopo il fischio finale dell’arbitro Blessano che sanciva la disastrosa sconfitta interna del Petrarca contro il San Donà, è successa una cosa curiosa. Amici, ma anche sconosciuti, mi hanno fermato negli spazi antistanti al “Memo Geremia” per chiedermi cosa avrei scritto a commento dell’incontro appena terminato.  A margine del curioso episodio, questo indica come il blog di Enrico Daniele –Boccaccio Rugby News- che gentilmente ospita le mie elucubrazioni rugbystiche, sia molto seguito e apprezzato dagli appassionati petrarchini. Una bella soddisfazione per Enrico. Che con tutta la passione e l’entusiasmo che ci mette, proprio se la merita.

Peccato non ci sia molto da commentare sulla sconfitta di sabato.
Il Petrarca ha probabilmente messo una pietra tombale sull’obiettivo dei play off. Difficile, anche se non impossibile, colmare i 10 punti che separano i bianconeri dai rossoblu rovigotti che attualmente occupano la quarta posizione. Certo, il prosieguo del campionato è ancora tutto da scrivere e prima di fasciarsi la testa è meglio aspettare di rompersela…, tuttavia l’eventualità, al momento, è abbastanza teorica. Ma lo è ancora di più se invece dei numeri si va a considerare la crisi che colpisce attualmente il Petrarca.
Una crisi a 360° che va dal dare la netta sensazione di non sapere cosa fare con la palla in mano, all’incapacità ormai quasi cronica di saper concludere a punti le azioni di gioco imbastite con tanta fatica, alla enorme fatica nel conquistare terreno sui punti di incontro e, per contro, alla estrema facilità con cui si perde terreno attaccando.
Può bastare?
Probabilmente un buon tecnico e conoscitore di rugby potrebbe tirar fuori altri difetti o limiti al Petrarca attuale. Io invece credo di più ad una motivazione psicologica piuttosto che tecnico-tattica. In fin dei conti i giocatori della rosa di quest’anno sono in buona parte quelli delle stagioni precedenti che hanno fatto bene pur mancando l’obiettivo play of di un soffio. Anzi in alcuni settori i nuovi arrivi si sono rivelati anche migliori dei loro predecessori. E allora, in virtù di questo ragionamento, tenderei a escludere l’improvvisa “broccaggine” dei nostri, quanto piuttosto ad una specie di “ansia da prestazione” che attanaglia tutti. Intendo dire che se i primi 15-20 minuti della partita non vanno come devono andare, se invece qualcosa va storto o non secondo il piano di gioco studiato in settimana, ecco che la squadra perde la testa e incomincia sentirsi in dovere di porre rimedio alla situazione con iniziative personali o facendosi prendere dalla concitazione. In altre parole subentra la paura di sbagliare e di non fare bene. Il che porta al risultato esattamente opposto. La squadra si imbolsisce, perde lucidità, smette di ragionare e finisce col perdere la testa. E il rugby, come per gli scacchi, non si gioca senza ragionare o senza la dovuta tranquillità mentale.
Non saprei cosa altro pensare nel tentativo di individuare i motivi dei risultati deludenti (eufemismo?) del Petrarca in questi primi tre mesi di campionato.
A mia memoria non ricordo una posizione di classifica così deficitaria. Forse qualcosa del genere successe ai tempi in cui –mi pare fosse la fine degli anni 90- il campionato passò dal girone unico al doppio girone con play off e play out.
Ma poco importa. Importa molto di più pensare al da farsi.
A tal proposito inutile nascondere che in giro ci sia tanta voglia di un capro espiatorio. Non è da ieri che in tribuna si ascoltano mugugni contro i due tecnici Moretti e Salvan. Quelli che “sanno tutto” li vedono come i principali responsabili della disastrosa stagione petrarchina. Premesso che tutti possono sbagliare e che il Moro e Rocco non hanno mai avuto la pretesa di essere esenti da errori, credo che per il Petrarca sarebbe la cosa peggiore imbarcarsi in un eventuale infausto cambio di allenatori. Intanto perché significherebbe addossare loro delle responsabilità che invece vanno ripartite equamente tra tecnici e giocatori, senza escludere nemmeno la dirigenza ( a questo proposito torna alla mente l’intervista del presidente Toffano: “sono stati sbagliati i nuovi stranieri”…). Chi si ritiene esente da errori scagli la prima pietra, possibilmente dopo un attimo di riflessione e di un esame di coscienza. Cercare il capro espiatorio sarebbe liberatorio per tutti gli altri, il che non sarebbe giusto ed equo. Uno dei princìpi base del rugby è il sostegno. A mio modestissimo avviso in questo momento il vero sostegno in piena aderenza con lo spirito del rugby è quello di rimboccarsi le maniche tutti insieme e, tutti insieme, cercare di uscire da questa crisi nera. Analizzare la situazione e cercare di porvi rimedio senza vittime sacrificali, ma puntando sulle capacità e la voglia di riscatto di chi la baracca bianconera la porta avanti tutti giorni e di chi mette la faccia nel fango sul campo da gioco. Dirigenti, staff e giocatori. E senza escludere nessuno, contorno di appassionati e tifosi compresi.
Sabato scorso dalle tribune della Guizza, dopo che il Petrarca è rimasto in 14 in seguito all’espulsione di Eru, si sono sentiti cori di incitamento. Con la squadra in difficoltà, con l’assillo di non farcela, con il punteggio che impietosamente stava condannando la squadra, il pubblico ha sentito il bisogno e il dovere di incitare i giocatori con una sequenza di Petrarca-Petrarca-Petrarca addirittura commovente. Forse è il mio cuore petrarchino che è troppo tenero, ma la mia sensazione in quel momento è stata proprio di commozione. Soprattutto considerando la proverbiale freddezza del pubblico padovano. Una freddezza che spesso rasenta quasi l’algida indifferenza. Invece sabato no. I sostenitori bianconeri hanno spontaneamente gridato più e più volte il loro affetto e il loro sostegno alla squadra proprio nel momento di maggior crisi. Bel gesto. Bello ed encomiabile perché gratuito, spontaneo e sincero. Io non so se nella testa del Presidente Toffano o di altri dirigenti ci sia l’idea di intervenire allontanando i tecnici Moretti e Salvan (con atteggiamento tipicamente baeonaro). Credo di no, spero di no. Voglio pensare di no.  Proprio in virtù di quei cori Petrarca-Petrarca che si sono sentiti sabato. Che sono incitamento e attestato di fiducia al tempo stesso. Non contro qualcuno, ma per qualcuno. Un qualcuno chiamato Petrarca, nella sua interezza. Con i suoi ragazzi e i suoi tecnici, con il loro pregi e i loro difetti. Mi auguro che tutto ciò non passi inosservato a chi di dovere e venga preso in considerazione in Guizza, laddove si decide la gestione petrarchina.
Se il Petrarca piange, gli altri non ridono… Basta guardare in casa rossoblu degli amati rovigotti. Zambelli spende ogni estate fior di quattrini per allestire uno squadrone che deve (dovrebbe) spaccare il mondo e poi si ritrova a prendere oltre 40 punti dal Mogliano. Non a caso questa pesante sconfitta arriva proprio dopo il passo falso dell’annuncio del cambio di allenatore. Frati fatto fuori anticipatamente a favore di Brunello. “Ars diplomatica” vai a farti benedire….. salvo poi la smentita e l’accusa alla stampa di aver travisato le parole del presidente. Ma a Rovigo quando le cose vanno male bisogna sempre dare in pasto all’opinione pubblica un responsabile.
 Chi invece gioisce, e pure tanto, è Pasquale Presutti, nobile e inveterato condottiero delle Fiamme Oro che a questo punto del campionato si trova addirittura al terzo posto in classifica. Lasciatemi autoincensarmi, ma dopo Fiamme-Petrarca avevo scritto che sul campo dei poliziotti in tanti ci avrebbero lasciato le penne quest’anno. E la classifica attuale va letta proprio in questo senso, assegnando alle Fiamme di Pasquale la palma della rivelazione assoluta della stagione in corso. Congratulazioni e forza Fiamme!
Pasquale Presutti (premiato da Giovanni Pedrini all'ultimo torneo dedicato alla memoria del padre): le sue Fiamme Oro sono al terzo posto in classica generale.
Non succedeva dagli anni settanta. (ph. Paolo Aguzzoni)
Siamo a Natale, il campionato si ferma e riprenderà il 4-5 gennaio con la trasferta a Roma contro la Lazio.
Mesta sfida di bassa classifica oppure rilancio delle martoriate velleità del Petrarca? Secondo voi…?

Buon Natale a tutti.


Angelo Volpe

lunedì 30 giugno 2014

PETRARCA RUGBY: MORETTI E SALVAN A CANBERRA

I due tecnici bianconeri con i Brumbies per aggiornamenti tecnici.

Dall’ Australia, dove sono arrivati una settimana fa, i due tecnici del Petrarca sono ospiti dei Brumbies, la franchigia del Super 15 con base a Canberra, la capitale politica della più grande tra le nazioni australi (nella foto sotto con lo staff della squadra australiana)
Prossima settimana tappa a Sydney, la capitale economica, terra natia di Phil Mathers, Steven Bortolussi e Tim Walsh (per citare gli ultimi “canguri” che hanno vestito la maglia bianconera).
Nel comunicato stampa gli aggiornamenti del loro viaggio di lavoro.

Enrico DANIELE


Padova, 29 giugno 2014
PROSEGUE L’AGGIORNAMENTO TECNICO DI MORETTI E SALVAN I due tecnici del Petrarca impegnati con i Brumbies

Andrea Moretti e Rocco Salvan sono ormai da una settimana in Australia, per seguire gli allenamenti e confrontarsi con gli staff tecnici di alcune franchigie del Super 15. In questi giorni Andrea e Rocco sono a Canberra, ospiti della franchigia dei Brumbies, che schierano ad esempio i nazionali Moore, Toomua e Pocock.
Ecco il diario di Andrea e Rocco: “Ciao a tutti, stiamo vivendo un'esperienza interessante e appagante. Lo staff e la squadra dei Brumbies ci hanno accolto molto bene, ci hanno fatto assistere alle loro riunioni video e agli allenamenti sul campo e in palestra. Oggi, nel loro giorno libero, abbiamo discusso per due ore con gli allenatori Laurie Fisher e Stephen Larkham di metodologie di tecnica individuale e di organizzazione generale. Sono stati molto disponibili e questo ci ha fatto molto piacere”.
Fisher è considerato il massimo esperto in circolazione per i punti di incontro, Larkham è stato uno dei più apprezzati mediani di apertura del mondo.

La prossima settimana Andrea e Rocco saranno a Sydney.

sabato 9 novembre 2013

FIAMME ORO vs PETRARCA: QUESTIONI DI CUORE?

Quasi derby, perché sono molte le affinità.


Fossimo negli anni ’70, quella di domani tra Fiamme Oro e Petrarca sarebbe stato un derby stracittadino. In quegli anni, infatti, Santa Giustina faceva ombra al Tre Pini, la casa del Petrarca, e poco mancava che lo facesse anche alle caserme della polizia di via d’Acquapendente, situate appena poco più a sud della basilica di Prato della Valle.
Un frame della Domenica Sportiva anni '70
E un po’ derby lo è ancora, perché molti sono i collegamenti che tutt’oggi accomunano le due squadre.
Da un paio d’anni Pasquale Presutti e Rocco  Salvan si sono scambiate le panchine e tra i poliziotti sono schierati Sutto, Naka e Rosa, che in recente passato hanno vestito i colori bianconeri.
L’allenatore dei cremisi ha iniziato la sua carriera nelle Fiamme Oro, ma fu al Petrarca che diventò famoso, prima da giocatore e poi da allenatore. Ha ancora la sua famiglia a Padova e, non appena gli è possibile, se ne torna nella sua città adottiva.
Rocco Salvan (ph E. Daniele)
Salvan, invece, è poliziotto a tutti gli effetti e lavora in via d’Acquapendente. Ha allenato le Fiamme Oro, ma al Petrarca ha giocato negli anni 2000 indossando anche i gradi di capitano. Ora è assistente di Moretti, capo allenatore al Petrarca.
Quella di domani, allora, oltre che una normale partita di rugby, per le due squadre riveste un significato agonistico maggiore. Sarà una sorta di rievocazione di dure battaglie tra due squadre che sono tra le più blasonate del panorama ovale italiano, ma anche una “questione di cuore”.
Le Fiamme Oro hanno conquistato 5 scudetti, prima di un periodo di oblio, finito con il trasferimento del gruppo sportivo da Padova a Roma. Il Petrarca è sostanzialmente erede delle Fiamme Oro padovane e nel tempo ha prima eguagliato e poi superato il palmares dei poliziotti, anche grazie al contributo di molti ex giocatori cremisi.
Il Petrarca la scorsa stagione ha battuto sia all’andata che al ritorno le Fiamme Oro, al debutto in Eccellenza, e domani si presenterà a Roma con il primato nella classifica provvisoria. I poliziotti, dal canto loro, hanno avuto un avvio complicato, dato che su cinque incontri, in almeno tre hanno affrontato squadre titolate per la vittoria finale. Poi si sono aggiudicate il derby casalingo con la IMA Lazio e, la scorsa domenica, hanno tenuto stretto un risultato giù acquisito nel primo tempo, resistendo alla rimonta, non completata, di Reggio. Un trend di crescita positivo per i cremisi, che sul sintetico della “Gelsomini” danno sempre filo da torcere a tutti.
Presutti alla finale scudetto 2010-11,
in una bella immagine di Elena Barbini
Presutti: Per me –dice il coach delle Fiamme Oro – quello contro il Petrarca è sempre un match particolare dal punto di vista dei sentimenti. Domenica sarà una partita difficile perché loro vengono da un ottimo inizio stagione. Ma, e lo ripeto per l’ennesima volta, per noi quest’anno non esistono partite facili”.

Moretti: “Ci apprestiamo a giocare su un campo difficile. La settimana scorsa è stata una partita non facile, e nonostante alcuni momenti delicati, siamo riusciti a portare a casa una vittoria con grande carattere e spirito di sacrificio. Le Fiamme Oro hanno un buon pacchetto di avanti, che fa della potenza fisica un punto di forza, e trequarti ben disposti in campo. Ci vorrà un Petrarca disciplinato, con personalità e grande attitudine. Il 70% dei punti dei nostri avversari vengono dal piede di Benetti, per cui dovremo essere bravi a concedergli meno opportunità possibili”.
Andrea Moretti (ph E. Daniele)

Cauti entrambi gli allenatori, anche nell’annunciare le formazioni che, lasciano intendere, potranno variare sin poco prima dell’inizio dell’incontro.
Fiamme Oro Roma: 15 Gasparini; 14 Valcastelli, 13 Sapuppo, 12 Massaro, 11 Sepe; 10 Canna, 9 Benetti; 8 Balsemin, 7 Vedrani, 6 Zitelli; 5 Mammana, 4 Sutto; 3 Pettinari (Di Stefano), 2 Vicerè, 1 Naka.
Petrarca Rugby: 15 Jordaan; 14 Bellini, 13 Favaro, 12 Bertetti, 11 Innocenti; 10 Marcato, 9 Billot; 8 Sarto, 7 Targa, 6 Giusti; 5 Middleton, 4 Tveraga; 3 Leso, 2 Mercanti, 1 Novak.
A disp.: 16 Furia, 17 Delfino, 18 Caporello, 19 Nostran, 20 Mainardi, 21 Menniti-Ippolito, 22 Bettin, 23 Francescato.


Enrico DANIELE