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domenica 5 giugno 2016

QUANDO IL 31° IN CAMPO E’ DONNA

Seconda e ultima parte dove parliamo di arbitri.
Non solo uomini: spazio anche alle donne.
La vicenda di Alan Falzone, assolto con doppia sentenza dopo la "finale dei veleni".
(Seconda parte - fine)


Prima di concludere il discorso aperto con gli arbitri di Eccellenza, un po’ di spazio al “gentil sesso”.     
Infatti, anche in uno sport con predominanti caratteristiche “maschili” la figura dell’arbitro-donna si sta via via maggiormente affermando.
Questo, anche merito dei media che, ultimamente, hanno dato molto spazio alle donne impegnate nei campi di rugby.
Una questione pubblicitaria o effettivo interesse per i fischietti femminili?
Sta di fatto che accostare in televisione la graziosa presenza femminile di Maria Beatrice Benvenuti (in tacchi alti), a quella rude di (un elegante) Mauro Bergamasco e Paul Griffen (con gli inconfondibili basettoni incolti e gli immancabili shorts) ha avuto il suo effetto.
In Eccellenza le donne non sono ancora arrivate, mentre le abbiamo già viste nelle serie minori. Tuttavia, ritengo che il momento di vederle col fischietto in mano a dirigere un incontro del massimo campionato, non sia poi così lontano.
Come accennavo, la più famosa è sicuramente la romana 22enne Maria Beatrice Benvenuti,(foto a sx) che ha frequentato l’Accademia Arbitrale di Tirrenia, chiamata a rappresentare i fischietti italiani alle prossime Olimpiadi di Rio De Janeiro, dove il rugby (nella versione Seven) ritorna dopo una lunghissima assenza.
Altro arbitro balzato agli onori della recente cronaca sportiva è Clara Munarini, 27enne di Parma (foto a sx). Ha esordito come direttore di gara nella serie A maschile, il 17 aprile scorso (Conad Reggio vs Rangers Vicenza, 52-12). Durante l’incontro ha dimostrato grinta e determinazione, per nulla intimorita, sventolando anche ben 3 cartellini gialli e raccogliendo i consensi positivi dei molti colleghi maschi presenti in tribuna, nonché il plauso dei due allenatori a fine gara. Entrambe sono accreditate nel “Gruppo Nazionale” con altre 8 colleghe, tra le quali Maria Giovanna Pacifico (Benevento) e Francesca Giuliani (Milano), considerate le migliori del gruppo con Benvenuti e Munarini.

Riprendo ora il discorso in sospeso con gli arbitri dell’Eccellenza, con la seconda parte.

Marius Mitrea, 34 anni, del gruppo arbitri di Udine. E’ nato in Romania ma si è trasferito in Italia nel 1999. Ha un passato da giocatore nel ruolo di estremo ed in Italia ha concluso la carriera tra le fila del Paese. E’ l’unico italiano rimasto tra gli internazionali ( prima gara nel 2010, test match Belgio vs Canada) ed ha tagliato il prestigioso traguardo delle 50 direzioni di gara in Pro12. Con il collega Rizzo, è l’unico ad avere un contratto ed è sicuramente il migliore tra i direttori di gara italiani.
Ultimo incarico di prestigio (e primo arbitro italiano) il 29 maggio scorso quando è stato designato a dirigere il test match tra l’Inghilterra ed il Galles (27-13) nel prestigioso stadio di Twickenham. E’ stata la prima volta per un arbitro italiano a dirigere una gara tra due Nazionali di prima fascia.
Ha diretto poco (5 gare) nell’Eccellenza in questa stagione (causa i tanti impegni internazionali). In 3 occasioni ha diretto il Rugby Calvisano, 2 volte Rovigo, Petrarca e San Donà.

Filippo Bertelli, 38 anni (foto a sx), della sezione di Brescia, arbitro con una buona esperienza ed affidabilità, durante questa stagione è stato impegnato perlopiù nei campi di serie A ed in Eccellenza ha diretto solamente 4 gare, per 2 volte i Lyons Piacenza.

Claudio Passacantando,(foto sotto a sx) 48 anni de L’Aquila, è alla conclusione della sua lunga carriera agonistica, chiamato ancora per la sua notevole esperienza, già internazionale.
Anche per lui 4 gare in questa stagione e, tra le prime della classe, ha arbitrato Rovigo, Petrarca e Mogliano.

Riccardo Angelucci, 24 anni di Livorno, proviene dall’Accademia Arbitrale di Tirrenia ed è uno degli esordienti in questo campionato. Arbitro emergente, lo abbiamo visto all’ultima giornata del campionato quando ha diretto la IMA Lazio e Rugby Viadana (10-41). In precedenza aveva diretto anche 2 gare del Trofeo Eccellenza (Petrarca vs L’Aqiila, 40-10 e Viadana vs Piacenza, 36-10)

Alan Falzone, 40 anni della sezione di Padova, già apprezzato arbitro internazionale, è stato al centro di una vicenda dovuta ad un “post” inviato ad un amico su Facebook, dove commentava la direzione di gara (di Carlo Damasco) nella finale scudetto del 2013-14 tra Calvisano e Rovigo (divenuta famosa come la “finale dei veleni”). Venne sospeso immediatamente, senza attendere il verdetto del giudice. Assolto dopo una doppia sentenza favorevole, Falzone ha di fatto scontato un anno di squalifica, dovendo rinunciare anche ad una gara internazionale già programmata. L’accanimento su di lui non ha avuto precedenti nella storia arbitrale italiana. Dovette sostenere le spese per la sua difesa e, dopo quel episodio, di fatto la carriera arbitrale di Falzone è praticamente terminata, così come quella internazionale di TMO.
In questa stagione ha diretto solo 2 gare in Campionato e una nel Trofeo Eccellenza, sempre con Viadana sul terreno di gioco.

Federico Meconi, 27 anni della sezione di Roma, ha frequentato l’Accademia Arbitrale di Tirrenia ed era uno degli arbitri emergenti (con Rizzo, Tomò e Rossi), ma il suo percorso arbitrale sembra essersi fermato (pare per motivi di lavoro). In Eccellenza ha diretto 3 gare, 2 con L’Aquila. Nell’incontro tra gli abruzzesi contro il Petrarca, ricordo di aver contato 10 “reset” consecutivi di una mischia nei 22 del Petrarca, conclusasi con una punizione contro la squadra allenata da (un inferocito) Mercier.

Boaretto Simone, 42 anni di Rovigo, (foto a lato) arbitro impegnato spesso nelle serie minori, per ciò che riguarda l’Eccellenza quest’anno ha diretto 2 sole gare, entrambe con i Lyons Piacenza sul campo.

Andrea Palladino, 29 anni della sezione di Torino, ha frequentato l’Accademia Arbitrale e il suo futuro sembrava promettente. Pare che gli impegni di lavoro abbiano fermato la sua carriera. Una direzione in Eccellenza e una in Trofeo in questa stagione.

Stefano Roscini, (foto a sx) 42 anni della sezione di Milano, due soli incontri in Eccellenza per il direttore di gara che lavora per diventare “TMO”.

Gabriel Chirnoaga, 25 anni della sezione di Roma, condivide con Mitrea le origini rumene. Ha frequentato l’Accademia Arbitrale ed è inserito nel gruppo degli emergenti. Più spesso arbitra incontri di Serie A. In questa stagione ha diretto una sola gara nel Trofeo Eccellenza (L’Aquila vs Petrarca, 22-42)

Andrea Spadoni, 28 anni della sezione di Padova. Ha frequentato l’Accademia Arbitrale di Tirrenia ed è esperto internazionale di Rugby Seven. In questi giorni impegnato a Mosca, Spadoni ha una storia che, per certi versi, assomiglia a quella di Falzone ed in Eccellenza non viene praticamente mai utilizzato. In questa stagione per lui una sola direzione di gara nel Trofeo Eccellenza (IMA Lazio vs L’Aquila, 24-15)







(Fine seconda e ultima parte)

Enrico DANIELE


sabato 4 giugno 2016

IL 31° UOMO, QUELLO CHE COMANDA

Parliamo di arbitri di Eccellenza.
Chi sono, chi ha arbitrato di più, chi meno, e in quali gare nella stagione appena conclusa.
Fanno parte del C.N.Ar.
(Prima parte)


Terminato l’86° campionato d’Eccellenza con la vittoria della Femi CZ Rovigo, meritata, quanto sospirata e per anni bramata da una città intera, stilate le classifiche dei giocatori (dove è ancora un rodigino, Stefan Basson, a primeggiare), nominati i migliori giocatori del Petrarca, credo sia giunto il momento di parlare anche del 31° uomo in campo.
Figura amata e odiata, rispettata e temuta, spesso criticata (anche se l’etica del rugby vieta giudizi sugli arbitri), l’arbitro è il “Direttore di Gara” e, a tutti gli effetti, è quello che in campo “comanda”.
Nel senso che deve far rispettare le regole. E tutti sanno che, nel rugby, le regole sono tante, continuano ad evolversi, ma a decidere se chi gioca lo fa in assoluto rispetto delle regole è solo una persona: l’arbitro.
Un compito non facile per un uomo solo, tutt’altro. In tempo reale deve decidere situazioni di gioco anche molto complesse. Sì, è vero, ci sono anche i giudici di linea in suo aiuto e, negli incontri più importanti, nelle azioni più complesse l’arbitro può usufruire dell’aiuto di un TMO (Television Match Official): un collega che, a richiesta, verifica le immagini alla moviola rispondendo ad un quesito ben preciso posto dal Direttore di Gara. Tuttavia, indipendentemente da questo, la decisione finale spetta solo ed esclusivamente all’arbitro, giusta o sbagliata che sia.
Negli anni la figura dell’arbitro ha assunto via via più importanza, vuoi per la diffusione mediatica che il nostro sport ha avuto in questi anni, vuoi per episodi che hanno coinvolto alcuni Direttori di Gara, diventati popolari e amati quasi (se non più) dei giocatori stessi.
Su tutti, uno degli arbitri oggi più in vista perché è bravo, certamente, ma anche per alcuni aspetti che lo distinguono da altri quando è sul terreno di gioco.
Parlo ovviamente di Nigel Owens, gallese classe 1971, probabilmente l’arbitro più famoso di questi anni. Noto per le sue “battute” rivolte ai giocatori in campo (una delle più famose è “L’arbitro sono io, non tu. Tu fai il tuo lavoro e io penso al mio. Questo non è calcio”), ma anche per il suo “coming out” di qualche anno fa che, a dispetto di un gioco maschio e rude qual è il rugby, gli ha procurato più popolarità che altro, oltre ad averlo “liberato” da un fardello che, per poco, non gli costava la vita.

Nigel Owens, considerato il miglior arbitro in attività
(foto tratta dal suo profilo Facebook)
Arbitri bravi, del recente passato, sono stati il sudafricano Jonathan Kaplan (classe 1966) considerato in assoluto il più esperto tra i Direttori di Gara, e l’irlandese Alain Rolland (classe 1966) che è stato anche il supervisore dello sviluppo degli arbitri di alto livello della Federazione Italiana Rugby.
Tra gli italiani, Carlo Damasco, internazionale dal 2002 e primo direttore di gara professionista italiano (primo contratto nel 2007), che proprio quest’anno ha concluso la sua carriera; altro internazionale italiano è stato Giulio De Santis, designato come TMO della finale della Coppa del Mondo di rugby 2011, la sua ultima partita.
Ma veniamo ai nostri giorni o, meglio, ai Direttori di Gara che hanno arbitrato nell’ultimo campionato appena concluso.
Prima, però, è d’obbligo una premessa, per i meno informati.
Gli arbitri fanno parte del C.N.Ar. (Commissione Nazionale Arbitri), organismo interno alla F.I.R. che aveva una propria autonomia. In sostanza, il Presidente C.N.Ar. era membro di una Commissione Tecnica Federale dove poteva discutere i propri progetti, le proprie proposte e confrontarsi con glia altri membri. Una volta trovato il consenso, gestiva il tutto in assoluta indipendenza. Da qualche anno, di fatto, questo non avviene più. Tramite una non ben definita "ristrutturazione", la Commissione non è più attiva, il settore arbitrale è stato riveduto, con notevoli modifiche di ordine tecnico e dirigenziale che hanno disorientato gli arbitri e gli addetti ai lavori. Questo fatto ha suscitato molte perplessità dentro e fuori dell’ambiente arbitrale. Molti ritengono minata l’autonomia degli arbitri, causandone addirittura una sorta di divisione interna. Un episodio che non è sfuggito ai telespettatori più attenti, è stata l’esternazione di Elia Rizzo fatta a “microfono aperto”, durante una pausa dell’incontro di semifinale tra la Femi CZ Rovigo e il Marchiol Mogliano. Il giovane Direttore di Gara ferrarese, aveva polemicamente ringraziato i colleghi “…anche quelli che oggi dovevano essere qui, ma hanno preferito non venire…” . 
Premesse a parte, veniamo prima ai numeri, poi alle considerazioni.
Nella tabella riportata sotto, sono indicati tutti gli arbitri che hanno diretto una gara in questa stagione, suddivise tra Campionato, Trofeo, Semifinali e Finale; il numero di gare dirette rispettivamente con le 10 squadre che componevano il panel dell’Eccellenza. In rosso, sono evidenziate le gare dirette da ogni arbitro con la medesima squadra in campo. Nelle ultime due righe della tabella, sono riportati anche i due arbitri che non fanno parte del C.N.Ar. ma che hanno diretto gare di Eccellenza (Sam Growe White e Thomas Charabas).
Tra Campionato, Trofeo Semifinali e Finale, sono due gli arbitri che hanno diretto il maggior numero di gare (11): Claudio Blessano e Matteo Liperini.

Claudio Blessano, 36 anni, fa parte della sezione arbitri di Treviso. Serio e preparato, in un’ipotetica graduatoria meritocratica, è uno degli arbitri di prima fascia, essendo già stato internazionale (aprile 2012, Lettonia vs Lituania ed esordio in Pro 12 nel febbraio del 2013, ”Rodney Parade”, Newport Dragons vs Glasgow Warriors).
Nelle 9 gare dirette in Eccellenza ha potuto dirigere tutti i club. In particolare per ben 4 volte ha diretto incontri con il Rugby Calvisano in campo, tra i quali anche l’ultima sfida, prima della finale, con la Femi CZ Rovigo. E' l'unica gara diretta da Blessano che registra una sconfitta dei vice campioni d’Italia (al Battaglini, 30-10). Le altre tre gare sono state tutte vinte dai calvini, compresa la gara di semifinale (al “Peroni Stadium”, contro il Petrarca, 33-7). In stagione ha diretto anche una gara del Trofeo Eccellenza (Rugby Viadana-Lafert San Donà, 24-17).

Matteo Liperini, 34 anni, della sezione di Livorno, ha frequentato l’Accademia Arbitrale di Tirrenia uscendone con ottime valutazioni. Aveva esordito in Pro 12 il 5 ottobre 2012 (“Murrayfield Stadium”, Edimburgh Rugby vs Benetton Rugby). Come Blessano, anche Liperini fa parte degli arbitri di prima fascia. Ha diretto 11 gare in Eccellenza, tra le quali la finale scudetto, incontrando tutte le squadre del panel. In particolare: 3 volte Femi CZ Rovigo, Petrarca Rugby e Rugby Viadana; 2 volte Rugby Calvisano, Marchiol Mogliano, Lafert San Donà, Lyons Piacenza e L’Aquila Rugby Club (quest’ultime anche nello scontro diretto al “Fattori”, vinto dai Lyons 25-23).

Vincenzo Schipani, 29 anni, della sezione di Benevento. Diplomatosi all’Accademia Arbitrale di Tirrenia nel 2013, in questa stagione ha diretto 9 incontri, tra i quali spicca la finale del Trofeo Eccellenza giocata a Bologna tra il Petrarca Rugby e Rugby Viadana, vinta da quest’ultima 22-15. Non ha mai diretto la Femi CZ Rovigo e nemmeno i Lyons Piacenza, mentre per 4 volte ha fischiato incontro con la IMA Lazio e L’Aquila Rugby Club. Nome “nuovo”, fa parte del gruppo degli arbitri giovani ed emergenti, nell’ottica di una completa maturazione tecnica, cui affidare direzioni di gara gradualmente più importanti.

Giuseppe Vivarini, 37 anni, della sezione di Padova. Non ha frequentato l’Accademia Arbitrale, tuttavia è uno degli arbitri italiani con maggior esperienza. Ha esordito in Pro 12 nel marzo del 2012 (Newport Dragons vs Connacht), tuttavia depennato dal Board come i suoi colleghi Blessano e Liperini (il solo Mitrea ne fa ancora parte). In questa stagione ha diretto 8 gare in Eccellenza (tra le quali la semifinale tra Marchiol Mogliano e Femi CZ Rovigo, 10-13). Per ben 5 volte ha diretto una gara con i trevigiani in campo, mentre non ha mai diretto una gara del Petrarca, della IMA Lazio, dei Lyons Piacenza e de L’Aquila Rugby Club. Non esplicitamente, è stato lui ad essere chiamato in causa dal suo collega Elia Rizzo durante lo “sfogo” ai microfoni nella semifinale tra Femi CZ Rovigo e Marchiol Mogliano.

Stefano Bolzonella, 33 anni, della sezione di Cuneo, nonostante il suo cognome tradisca le sue origini venete (è nato a Padova). Ha un passato di tallonatore nel Valsugana Rugby in serie B. In questa stagione, tra Eccellenza e Trofeo, ha diretto 7 incontri. Per 3 volte Rugby Viadana e Lyons Piacenza. Non ha mai diretto una gara della Femi CZ Rovigo e del Marchiol Mogliano.
Anche lui, come il collega Schipani, ha frequentato l’Accademia Arbitrale e fa parte della fascia “emergenti”, con buone prospettive di crescita professionale.

Stefano Penné, 46 anni, della sezione arbitri di Milano, è tra i più anziani del gruppo. Arbitro dal 1995, a livello internazionale ha diretto incontri nella Magners League (ora Pro12) e Amlin Challenge Cup. Di lui i padovani ricordano la direzione della finale scudetto del 2011, con le richieste al TMO (Mauro Dordolo) sottolineate dalla musica de “Lo Squalo” di Spielberg.
In questa stagione Penné, che di professione è veterinario, ha diretto 7 gare di Eccellenza e, guarda caso, per ben 4 volte ha fischiato incontri del Petrarca Rugby.

Emanuele Tomò, 30 anni, della sezione di Roma, ha frequentato l’Accademia Arbitrale e, nelle ultime stagioni, lo si è visto spesso nei campi di Eccellenza.
Anche per lui, 7 gare dirette nel campionato appena concluso, dove non ha mai diretto una partita con Mogliano, mentre lo abbiamo visto impegnato con tutte le altre squadre. I petrarchini lo ricorderanno per l’episodio occorso nella gara del “Peroni Stadium” tra Calvisano e Petrarca: si accorse della “tresca” messa in piedi da Salvatore Costanzo & C. a pochi minuti dal termine (il pilone di Calvisano voleva rientrare in campo - era già stato sostituito in precedenza - assieme agli altri tre compagni di prima linea), rimettendo le cose a posto (ovvero rispedendo Costanzo in panchina). Qualche tempo dopo ebbe l’occasione di dirmi che, se non fosse intervenuto, sicuramente il Petrarca avrebbe vinto la gara “a tavolino”. Onesto e bravo ad accorgersi dell’episodio.
Fa parte degli “emergenti” e lo vedremo sicuramente arbitrare match importanti.

Luca Trentin, (foto a lato) della sezione di Milano, ha frequentato l’Accademia Arbitrale di Tirrenia ed è uno degli arbitri considerati in ascesa. In questo campionato ha arbitrato per 3 volte il Petrarca ed i Lyons Piacenza. L’unica squadra mai diretta è la Lafert San Donà.

Elia Rizzo (foto sotto a sx), 26 anni, della sezione di Ferrara. E’ il più giovane degli arbitri, ha frequentato l’Accademia Arbitrale ed è l’unico, con Mitrea, ad avere un contratto con il C.N.Ar. Sarà uno degli arbitri del Mondiale Under 20 di Manchester, dopo esserlo stato anche nell’edizione 2015. Ha esordito il 22 gennaio di quest’anno in Challenge Cup, dirigendo in Francia, allo Stadio “Marcel Deflandre”, la gara tra La Rochelle e i Worcester Warriors.  Dal carattere piuttosto deciso e diretto, a dispetto della sua età, in campo è molto professionale e si fa rispettare tantissimo. E’ al centro delle polemiche per le esternazioni a “microfono aperto” nella semifinale al Battaglini e segnalato alla procura sportiva direttamente per ordine del Presidente Gavazzi, senza che da parte del C.N.Ar. sia stata fatta alcuna verifica. C’è attesa del pronunciamento del giudice che, in caso di sanzioni, potrebbe compromettere la partecipazione di Rizzo ai prossimi Mondiali U20 (fonti non ufficiali mi informano che sia partito ieri per Manchester).
La sua rapida ascesa dai campi delle serie minori a quelli dell’Eccellenza e nelle direzioni dei Mondiali Under20 e in Challenge, potrebbe essere il preludio a palcoscenici ancora più importanti (Pro12), ma ciò dipenderà molto dal come saprà gestire la sua personalità e come il C.N.Ar. lo guiderà nel suo percorso di crescita professionale, già buono, ma con ancora tanto lavoro da svolgere.
Quest’anno ha arbitrato solamente 5 gare dell’Eccellenza oltre alla citata semifinale (a causa degli impegni universitari), dirigendo 3 volte Calvisano e Lyons Piacenza.
(Fine prima parte)

Nella seconda parte parleremo di: Marius Mitrea, Filippo Bertelli, Claudio Passacantando, Riccardo Angelucci, Alan Falzone, Federico Meconi, Simone Boaretto, Andrea Palladino, Stefano Roscini, Gabriel Chirnoaga, Andrea Spadoni,


Enrico DANIELE


giovedì 29 gennaio 2015

ECCELLENZA 10a GIORNATA: LE CURIOSE COINCIDENZE DELLE DESIGNAZIONI ARBITRALI

L’arbitro Stefano Pennè al Plebiscito.
Nell’altro derby veneto, a San Donà dirige l’inglese Kirby Fergus.

L'arbitro Stefano Pennè, ritratto da Elena Barbini nella finale scudetto 2011 al "Battaglini".
Il direttore di gara lombardo, con domenica, sarà alla terza direzione
 in questa stagione di una gara del Petrarca.
La prima giornata del girone di ritorno dell’Eccellenza, propone i due derby veneti che avevano caratterizzato, a inizio stagione, il 3° Veneto Derby Day nella grande cornice di pubblico del “Battaglini” di Rovigo.
Per chi se ne fosse dimenticato: tra Marchiol Mogliano e Lafert San Donà (dirigeva il sig. Vivarini di Padova) finì con un salomonico pareggio (16-16), mentre il 153° Derby d’Italia (direzione di gara affidata a Marius Mitrea) andò ai bersaglieri (23-16).
Particolare attenzione all’evento, l’aveva messa anche il CNAr (in questi giorni “sotto osservazione”, causa la “presunta sudditanza” alla FIR del Comitato Arbitrale, avanzata da qualche internauta), che aveva designato due arbitri d’Elite, nonché da tempo “internazionali”.
Sabato 31 gennaio, al “Mario e Romolo Pacifici”, per l’incontro tra Lafert San Donà (4° posto in classifica generale – 25 punti) e Marchiol Mogliano (2° posto – 35 punti) a dirigere l’incontro sia il sig. Kirby Fergus, un arbitro della federazione inglese.
Domenica 1 febbraio, allo “Stadio del Plebiscito”, che torna teatro per il 154° Derby d’Italia (dove si gioca per l’unica volta in questa stagione una partita di Eccellenza - ndr) a dirigere Petrarca vs Femi CZ Rovigo è stato designato il sig. Stefano Pennè di Casalpusterlengo (LO). Una sorta di “amarcord scudetto”: fu lo stesso Pennè, infatti, a dirigere la gara di finale al “Battaglini” nel 2011. Molti ricorderanno i ripetuti interventi chiesti dall’arbitro lombardo al TMO (era il sig. Mauro Dordolo, di Udine), con tanto di sottofondo musicale dello speaker dello stadio, che per l’occasione rispolverava la “lugubre” colonna sonora del film “Lo squalo”. Domenica, ad affiancare nell’impegnativo compito il sig. Pennè, ci saranno i sigg. Claudio Blessano e Vittorio Favero (G.d.L.) del comitato di Treviso, mentre il quarto uomo sarà il sig. Matteo Giacomini Zaniol, giovane arbitro del comitato della marca trevigiana.
Coincidenza (?) vuole che il sig. Pennè, con domenica, sia alla terza direzione di una gara del Petrarca. Le precedenti, alla 2a di campionato nella sconfitta alla Guizza contro Viadana (24-27) e nella vittoria esterna a Prato (5a di campionato, 0-34) quando dovette sostituire all’ultimo momento Claudio Blessano (impossibilitato a dirigere la gara per motivi personali).
Le altre direzioni di gara.

I CAVALIERI PRATO vs FIAMME ORO
Per la sfida tra I Cavalieri Prato (ultima in classifica – zero punti) e le Fiamme Oro (5° posto – 25 punti) è stato designato il sig. Claudio Passacantando de L’Aquila. Una “curiosa coincidenza”: l’arbitro abruzzese aveva diretto anche l’incontro di andata (1° giornata, vinto dalle Fiamme Oro 56-0) e, con sabato, in questa stagione avrà arbitrato un incontro delle Fiamme Oro per la terza volta ( l’ultima era stata nella semifinale del Trofeo Eccellenza persa in casa dalle Fiamme oro contro Mogliano 26-27). Affiancheranno il direttore di gara i G.d.L Meconi e Pier’Antoni, quarto uomo Rosamilia, tutti del comitato laziale.

IMA LAZIO vs RUGBY VIADANA
Tra i laziali (8° posto – 16 punti) e i mantovani (6° posto – 24 punti) è stato designato il sig. Vincenzo Schipani di Benevento, coadiuvato da una terna di Napoli: i sigg. De Martino e Commone di Napoli (G.d.L.), quarto uomo il sig. Fioretti. Altra “curiosa coincidenza”: Schipani alla terza direzione di una gara della IMA Lazio. In precedenza aveva diretto la prima gara del Trofeo Eccellenza (derby perso in casa con le Fiamme Oro 10-22) e la 6a di campionato, sempre all’Acqua Acetosa, vinta dai laziali contro I Cavalieri 36-0).

CAMMI CALVISANO vs L’AQUILA RUGBY CLUB
Al “Peroni Stadium”, nel testa coda tra la prima in classifica generale (36 punti) e la penultima (5 punti) è stato designato il sig. Tomò di Roma, che sarà affiancato dai sigg. Russo (MI) e Bono (BS), quarto uomo il sig. Pretoriani del comitato lombardo. L’arbitro romano, in questa stagione, non ha mai diretto una gara dei Campioni d’Italia, mentre è alla seconda direzione con gli abruzzesi (6a di campionato, L’Aquila vs Marchiol Mogliano 9-38). 
  
   

Enrico DANIELE 

martedì 2 dicembre 2014

DEL GAVAZZI, IL CALVISANO E IL CONFLITTO D’INTERESSI

E’ uno dei temi più discussi fuori dal campo di gioco.

L’argomento di cui parliamo in questo post è uno dei temi più discussi da quando è diventato Presidente della Federazione Italiana Rugby Alfredo Gavazzi.
Con questo post proviamo a parlarne anche noi, in modo equilibrato, tenendo conto della carica che lo vorrebbe “super partes”.
Il dibattito è aperto a chiunque voglia dire la sua.
(E.D.)

Alfredo Gavazzi, discusso Presidente FIR, alla presentazione di Italia - Sudafrica
(ph. Enrico DANIELE)
…
La questione "conflitto di interessi" Gavazzi-Fir-Calvisano non è nata ieri, bensì va avanti da parecchi mesi. In pratica da subito dopo l'elezione di Gavazzi a presidente federale. Il Boccaccio Rugby News ne ha dato conto in diverse occasioni in passato. Ma, da domenica, è ritornato prepotentemente di attualità per l'uscita di Marzio Innocenti (Presidente del Comitato Regionale Veneto), a proposito dei Mondiali Junior e per il fattaccio del "tenuto" in Petrarca-Calvisano. Più si va avanti e più ci si rende conto di quanto ingarbugliata sia la vicenda e di che tipo di danni possa portare. In estate sembrava che addirittura fosse pronto un esposto-denuncia alla magistratura per denunciare la situazione e bloccare tutto. Ma chi ne fosse l'artefice e chi si prendesse la briga di perseguire le vie legali non si è mai saputo. Della questione, ad un certo punto, non se ne è saputo più nulla. Ignavia, cambio di rotta, timore di rappresaglie...? Mah.
E’ una situazione logorante, che mina la credibilità di tutto il sistema-rugby, perché insinua il dubbio. E il dubbio è infido, lavora sempre, a volte alla luce del sole, più spesso sottobanco e in silenzio, senza sosta. A cominciare, per esempio, da un fischio discutibile di un arbitro (Passacantando nel match Petrarca-Calvisano di domenica), all'assegnazione dei Mondiali U20 alla Lombardia. Dal destrutturare il CnAR (Comitato nazionale Arbitri di Rugby) levandogli autonomia e indipendenza per farlo passare sotto il diretto controllo federale, all'ampliamento dello stadio di Calvisano con una spesa prevista di oltre un milione di euro.
Ma le voci di dissenso anti-Gavazzi non si levano solo dal Veneto (che non lo ha votato alle elezioni e ne paga le conseguenze...), ma anche dalla stessa Lombardia. Già, perché quando si privilegia sfacciatamente Calvisano e l'area del bresciano, automaticamente e inevitabilmente si deludono le aspettative di altre componenti lombarde. Per esempio Monza e Milano, realtà rugbystiche in grande espansione.

Arbitri: non sono più un organismo autonomo e indipendente (CnAR) come lo aveva voluto e costruito anno dopo anno Paolo Celon, con abnegazione e tanto lavoro certosino di diplomazia in un ambiente di pescecani. Facile e inevitabile ad ogni fischio non pensare che, forse anche solo in maniera inconscia, un arbitro non sia condizionato e succube di sudditanza psicologica verso il datore di lavoro. Cioè la Fir, cioè Gavazzi. L'episodio di Padova è esemplare sotto questo aspetto. Un possibile e plausibile errore arbitrale (come tanti altri) si trasforma inevitabilmente in un fischio sospetto di piaggeria. Tanto più quando risulta così determinante come è stato. Bene ha fatto il Presidente Toffano a non intraprendere la strada del ricorso. In una Federazione super controllata non sarebbe servito a nulla, se non a sollevare ulteriori polveroni di polemiche. Meglio abbozzare tra i denti e ricorrere al Maalox. E magari la prossima volta vincere sul campo, in barba a tutti e a tutto. Sarà una vittoria che varrà doppio e col Maalox si impasticcherà qualcun altro...

Claudio Passacantando: molto criticata la sua direzione arbitrale di Petrarca vs Calvisano
(ph. Johan Meersman)
Mondiali junior: i Romani, quelli antichi con la “R” maiuscola, avevano già capito tutto. "Divide et impera!" Una regola che va sempre bene. Dispensa favori e non comportarti in maniera equanime; metti gli uni contro gli altri. Prima o poi, dopo le proteste, i contestatori torneranno a più miti consigli e nel frattempo chi detiene il potere avrà fatto i suoi intrallazzi. Nella vicenda dell'assegnazione dei Mondiali Junior 2015 è fin troppo facile non vedere un disegno siffatto. Si sceglie Calvisano come sede di oltre metà degli incontri; si attesta la non conformità dell'impianto di gioco; si provvede all'ampiamento. “Et voilà, les jeux sont faits!”. Risultato: alla fine dei giochi, cioè del mondialino, Calvisano si ritroverà con un impianto nuovo di zecca, ampliato e rimodernato. Minimo sforzo, massimo risultato.
Grazie Gavazzi.

Naturalmente tutte queste sono solo ipotesi e congetture. Opinioni, e come tali vanno considerate. Sta alla sensibilità dei singoli la valutazione nello specifico. E forse anche al tempo che, si sa, è galantuomo.

Angelo Volpe
...

Alle considerazioni di Angelo, aggiungo che, sempre per motivazioni legate ad un possibile “conflitto d’interessi” al sig. Roberto Zanovello, Presidente del CUS Padova (che ai sensi dello statuto federale avrebbe potuto ricoprire la carica di Consigliere Federale FIR, in quanto primo dei non eletti - il diritto era sopravvenuto data la scomparsa del consigliere Roberto Besio), è stato vietato di ricoprire la carica perché sussisteva incompatibilità tra la carica elettiva e qualsiasi carica sociale in ambito FIR.
Nel luglio scorso, Alfredo Gavazzi, dopo le notizie del “fantomatico ricorso”, dalle pagine del Gazzettino dichiarava: “Ho verificato la mia posizione 6-7 anni fa quando sono diventato vice presidente della Fir. Secondo il Coni è tutto in regola. La carica federale è compatibile con la proprietà di un club. È il mio caso. Mi ero ripromesso di cedere comunque le quote del Calvisano e del Rugby Brescia che possiedo, ma mi sono dimenticato di farlo. Lo farò, a Gianluigi Vaccari o a qualcun’altro, quando la vicenda del conflitto d’interessi sarà finita. Non prima, altrimenti sembra che abbia qualcosa da nascondere. Di avere il 20% del Calvisano non mi frega niente”.

Quanto agli arbitri e alle “presunte” direzioni di gara favorevoli al Calvisano, non sono ancora sopite del tutto le polemiche sull'arbitro Carlo Damasco in occasione della finale scudetto ss. 2013-14
Il dibattito è aperto.

Enrico DANIELE