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domenica 5 giugno 2016

QUANDO IL 31° IN CAMPO E’ DONNA

Seconda e ultima parte dove parliamo di arbitri.
Non solo uomini: spazio anche alle donne.
La vicenda di Alan Falzone, assolto con doppia sentenza dopo la "finale dei veleni".
(Seconda parte - fine)


Prima di concludere il discorso aperto con gli arbitri di Eccellenza, un po’ di spazio al “gentil sesso”.     
Infatti, anche in uno sport con predominanti caratteristiche “maschili” la figura dell’arbitro-donna si sta via via maggiormente affermando.
Questo, anche merito dei media che, ultimamente, hanno dato molto spazio alle donne impegnate nei campi di rugby.
Una questione pubblicitaria o effettivo interesse per i fischietti femminili?
Sta di fatto che accostare in televisione la graziosa presenza femminile di Maria Beatrice Benvenuti (in tacchi alti), a quella rude di (un elegante) Mauro Bergamasco e Paul Griffen (con gli inconfondibili basettoni incolti e gli immancabili shorts) ha avuto il suo effetto.
In Eccellenza le donne non sono ancora arrivate, mentre le abbiamo già viste nelle serie minori. Tuttavia, ritengo che il momento di vederle col fischietto in mano a dirigere un incontro del massimo campionato, non sia poi così lontano.
Come accennavo, la più famosa è sicuramente la romana 22enne Maria Beatrice Benvenuti,(foto a sx) che ha frequentato l’Accademia Arbitrale di Tirrenia, chiamata a rappresentare i fischietti italiani alle prossime Olimpiadi di Rio De Janeiro, dove il rugby (nella versione Seven) ritorna dopo una lunghissima assenza.
Altro arbitro balzato agli onori della recente cronaca sportiva è Clara Munarini, 27enne di Parma (foto a sx). Ha esordito come direttore di gara nella serie A maschile, il 17 aprile scorso (Conad Reggio vs Rangers Vicenza, 52-12). Durante l’incontro ha dimostrato grinta e determinazione, per nulla intimorita, sventolando anche ben 3 cartellini gialli e raccogliendo i consensi positivi dei molti colleghi maschi presenti in tribuna, nonché il plauso dei due allenatori a fine gara. Entrambe sono accreditate nel “Gruppo Nazionale” con altre 8 colleghe, tra le quali Maria Giovanna Pacifico (Benevento) e Francesca Giuliani (Milano), considerate le migliori del gruppo con Benvenuti e Munarini.

Riprendo ora il discorso in sospeso con gli arbitri dell’Eccellenza, con la seconda parte.

Marius Mitrea, 34 anni, del gruppo arbitri di Udine. E’ nato in Romania ma si è trasferito in Italia nel 1999. Ha un passato da giocatore nel ruolo di estremo ed in Italia ha concluso la carriera tra le fila del Paese. E’ l’unico italiano rimasto tra gli internazionali ( prima gara nel 2010, test match Belgio vs Canada) ed ha tagliato il prestigioso traguardo delle 50 direzioni di gara in Pro12. Con il collega Rizzo, è l’unico ad avere un contratto ed è sicuramente il migliore tra i direttori di gara italiani.
Ultimo incarico di prestigio (e primo arbitro italiano) il 29 maggio scorso quando è stato designato a dirigere il test match tra l’Inghilterra ed il Galles (27-13) nel prestigioso stadio di Twickenham. E’ stata la prima volta per un arbitro italiano a dirigere una gara tra due Nazionali di prima fascia.
Ha diretto poco (5 gare) nell’Eccellenza in questa stagione (causa i tanti impegni internazionali). In 3 occasioni ha diretto il Rugby Calvisano, 2 volte Rovigo, Petrarca e San Donà.

Filippo Bertelli, 38 anni (foto a sx), della sezione di Brescia, arbitro con una buona esperienza ed affidabilità, durante questa stagione è stato impegnato perlopiù nei campi di serie A ed in Eccellenza ha diretto solamente 4 gare, per 2 volte i Lyons Piacenza.

Claudio Passacantando,(foto sotto a sx) 48 anni de L’Aquila, è alla conclusione della sua lunga carriera agonistica, chiamato ancora per la sua notevole esperienza, già internazionale.
Anche per lui 4 gare in questa stagione e, tra le prime della classe, ha arbitrato Rovigo, Petrarca e Mogliano.

Riccardo Angelucci, 24 anni di Livorno, proviene dall’Accademia Arbitrale di Tirrenia ed è uno degli esordienti in questo campionato. Arbitro emergente, lo abbiamo visto all’ultima giornata del campionato quando ha diretto la IMA Lazio e Rugby Viadana (10-41). In precedenza aveva diretto anche 2 gare del Trofeo Eccellenza (Petrarca vs L’Aqiila, 40-10 e Viadana vs Piacenza, 36-10)

Alan Falzone, 40 anni della sezione di Padova, già apprezzato arbitro internazionale, è stato al centro di una vicenda dovuta ad un “post” inviato ad un amico su Facebook, dove commentava la direzione di gara (di Carlo Damasco) nella finale scudetto del 2013-14 tra Calvisano e Rovigo (divenuta famosa come la “finale dei veleni”). Venne sospeso immediatamente, senza attendere il verdetto del giudice. Assolto dopo una doppia sentenza favorevole, Falzone ha di fatto scontato un anno di squalifica, dovendo rinunciare anche ad una gara internazionale già programmata. L’accanimento su di lui non ha avuto precedenti nella storia arbitrale italiana. Dovette sostenere le spese per la sua difesa e, dopo quel episodio, di fatto la carriera arbitrale di Falzone è praticamente terminata, così come quella internazionale di TMO.
In questa stagione ha diretto solo 2 gare in Campionato e una nel Trofeo Eccellenza, sempre con Viadana sul terreno di gioco.

Federico Meconi, 27 anni della sezione di Roma, ha frequentato l’Accademia Arbitrale di Tirrenia ed era uno degli arbitri emergenti (con Rizzo, Tomò e Rossi), ma il suo percorso arbitrale sembra essersi fermato (pare per motivi di lavoro). In Eccellenza ha diretto 3 gare, 2 con L’Aquila. Nell’incontro tra gli abruzzesi contro il Petrarca, ricordo di aver contato 10 “reset” consecutivi di una mischia nei 22 del Petrarca, conclusasi con una punizione contro la squadra allenata da (un inferocito) Mercier.

Boaretto Simone, 42 anni di Rovigo, (foto a lato) arbitro impegnato spesso nelle serie minori, per ciò che riguarda l’Eccellenza quest’anno ha diretto 2 sole gare, entrambe con i Lyons Piacenza sul campo.

Andrea Palladino, 29 anni della sezione di Torino, ha frequentato l’Accademia Arbitrale e il suo futuro sembrava promettente. Pare che gli impegni di lavoro abbiano fermato la sua carriera. Una direzione in Eccellenza e una in Trofeo in questa stagione.

Stefano Roscini, (foto a sx) 42 anni della sezione di Milano, due soli incontri in Eccellenza per il direttore di gara che lavora per diventare “TMO”.

Gabriel Chirnoaga, 25 anni della sezione di Roma, condivide con Mitrea le origini rumene. Ha frequentato l’Accademia Arbitrale ed è inserito nel gruppo degli emergenti. Più spesso arbitra incontri di Serie A. In questa stagione ha diretto una sola gara nel Trofeo Eccellenza (L’Aquila vs Petrarca, 22-42)

Andrea Spadoni, 28 anni della sezione di Padova. Ha frequentato l’Accademia Arbitrale di Tirrenia ed è esperto internazionale di Rugby Seven. In questi giorni impegnato a Mosca, Spadoni ha una storia che, per certi versi, assomiglia a quella di Falzone ed in Eccellenza non viene praticamente mai utilizzato. In questa stagione per lui una sola direzione di gara nel Trofeo Eccellenza (IMA Lazio vs L’Aquila, 24-15)







(Fine seconda e ultima parte)

Enrico DANIELE


sabato 30 gennaio 2016

IL PETRARCA NE FA TRE, MA MOGLIANO PASSA…CANTANDO

Il “Quaggia” resta sempre un campo difficile per il Petrarca, sconfitto di misura all’ultimo minuto 19-17.
Direzione arbitrale pressoché unidirezionale e contestatissima.



Il Petrarca chiude la prima parte della stagione con una sconfitta che lascia l’amaro in bocca.
Infatti, ad un minuto dal fischio finale del contestatissimo Claudio Passacantando, la squadra di Cavinato è avanti, pur di un solo punto (17-16). Pressato nella propria metà campo dai padroni di casa (che cercano il sorpasso), Menniti-Ippolito effettua un calcio di liberazione lungo l’out di destra. L’ovale viene raccolto da Onori che, scaltro, mette il piede oltre la linea laterale. E’ rimessa dal punto di battuta dell’estremo petrarchino, appena fuori i 22. La touche viene giocata bene da Mogliano, ma il Petrarca commette fallo e Passacantando assegna la punizione che Onori mette tra i pali: sorpasso e vittoria della squadra di Galon e Properzi (19-17).
Finisce così un incontro molto “sentito” da entrambe le squadre, che si sono sostanzialmente equivalse, con il Petrarca che avrebbe legittimato la vittoria grazie alle tre mete marcate (tutte di Luca Nostran), contro l’unica marcatura di Mogliano (Riccioli). Tuttavia, a mente fredda, c’è da osservare che i bianconeri sono stati letteralmente “graziati” nel primo tempo da tre calci (non impossibili) falliti da Odiete e da una “quasi meta” di Buondonno (per “in avanti” al momento di schiacciare).
Inoltre, il Petrarca sbaglia la “lettura” delle decisioni arbitrali (anche se molto discutibili, specie in mischia ordinata) e reitera troppi errori nelle rimesse laterali (soprattutto nella prima frazione). Il ritmo frammentato della partita per le continue interruzioni di Passacantando, non ha permesso al Petrarca di esprimersi al meglio, come nelle ultime 11 gare vinte.
Il Marchiol Mogliano legittima la vittoria per aver ripreso grande vigore nell’ultima parte di gara, dopo un vistoso calo fisico (la terza meta subita col Petrarca in inferiorità numerica per il giallo a Targa) e per una performance nettamente migliore nelle rimesse laterali, tutte eseguite alla perfezione.
In classifica il Petrarca scende al terzo posto (34), sorpassato dalla Femi CZ Rovigo (35, seconda, grazie alla vittoria contro i Lyons Piacenza), prossima avversaria dei bianconeri nel 156° derby. Con i quattro punti della vittoria, il Marchiol Mogliano rafforza la quarta posizione, rispetto a Viadana (vittorioso nell’anticipo del venerdì contro la IMA Lazio) ma che è dietro ai trevigiani di sei lunghezze. 
   
La cronaca.
Parte con una sbavatura di Su’à nella ricezione dell’ovale dal kick-off di Renata ed è subito la prima mischia che il Petrarca perde commettendo fallo. Però, la prima occasione di muovere il tabellino per Mogliano viene fallita malamente da Odiete che spedisce la punizione alla destra dei pali. Ancora una mischia, due minuti dopo. Stavolta è il Petrarca a guadagnare il fallo. Nikora manda il calcio in touche, giocata male dal Petrarca.
Al 7’ ancora mischia e altro fallo fischiato da Passacantando ai danni del Petrarca. Odiete, in evidente giornata no dalla piazzola, calcia corto e la palla cade nelle braccia di Gower.
Altra grossa occasione per il Mogliano al 10’ che, da una ripartenza con un calcio rasoterra appena fuori i propri 22 arriva fin sulla linea di meta con Odiete e Buondonno. L’ala (ex Viadana) è il più lesto, ma nello schiacciare è disturbato da un avversario e commette fallo in avanti. Il Petrarca perderà la mischia a favore di Mogliano.
Al 16’ Passacantando non vede un vistoso “tenuto a terra” ai danni del Petrarca, ma assegna una mischia per Mogliano. Ancora un fallo del Petrarca e ancora un errore dalla piazzola di Odiete (0/3).
Al 23’ un episodio dubbio, costa a Bellini un cartellino giallo. Passacantando fischia un “mani in ruck” all’ala del Petrarca, ma non vede un precedente fallo di Mogliano. Da sotto i pali Odiete porta i primi tre punti alla sua squadra.
Al 29’ dopo una mischia vinta dal Petrarca sulla 3/4 campo avversaria, Rossi commette “in avanti” appena fuori i 22 di Mogliano. Il Petrarca perde ancora una volta la mischia ordinata.
Al 33’ ancora una decisione controversa di Passacantando: su una bellissima presa aerea di Mennti-Ippolito, l’arbitro fischia punizione per un presunto “velo” ai danni di Mogliano. Odiete mette in mezzo ai pali la punizione del massimo vantaggio per la squadra di casa: 6-0.
Altra bordata di fischi in direzione dell’arbitro al 40’ quando viene fischiato un “in avanti” al Petrarca invece di un netto fuori gioco di Mogliano.
Ancora una mischia assegnata contro al Petrarca da parte dell’arbitro che, appena dopo, manda tutti negli spogliatoi, sommerso dai fischi del pubblico di parte bianconera.
Al rientro in campo la terna arbitrale è leggermente attardata da una discussione con un contrariato Andrea Cavinato.
Il Petrarca parte subito alla carica e vince due rimesse laterali. Nella seconda al 4’, la rolling-maul risulta decisiva per la meta di Luca Nostran. Nikora centra la trasformazione ed il Petrarca sorpassa Mogliano: 6-7.
E’ più tonico il Petrarca in questo secondo tempo, mentre Mogliano mostra i primi segni di affaticamento. Tuttavia, continuano gli errori in rimessa laterale ed in mischia ordinata.
Luca Nostran: le sue tre mete non sono bastate per dare la vittoria al Petrarca
(ph dalla pagina Facebook del Petrarca Rugby)
All’11’ ancora una punizione fallita da Odiete.
Ci riprova il Petrarca al 17’, sempre da touche, stavolta lanciata bene da Delfino (subentrato a Ferraro) e la rolling-maul risulta ancora una volta vincente, con Luca Nostran che cala l’ovale per la seconda volta oltre la linea di meta. Stavolta Nikora non centra i pali: 6-12.
Mogliano rialza la testa e va in meta al 26’ dopo una prolungata azione nei 22 del Petrarca con Riccioli. Onori mette dentro la trasformazione ed è sorpasso sul Petrarca: 13-12.
Al 30’ Passacantando fischia un fallo a Targa che prende cartellino giallo e deve uscire dal campo. Onori marca la punizione e porta a +4 le distanza: 16-12.
Il Petrarca non si perde d’animo, anzi, al 36’ manda ancora in meta Luca Nostran sostenuto dalla maul avanzante. Anche stavolta Nikora non trasforma, ma il Petrarca va comunque davanti, anche se solo di un punto: 17-16. Nell’occasione resta a terra, infortunato, Vincenzo Delfino, che viene rimpiazzato da Ferraro.
Le ultime fasi di gara sono concitate, con il piazzato allo scadere di Onori che dà la vittoria a Mogliano e che gli fa guadagnare il premio di “Man of the Match”.
Nelle altre gare, la Femi CZ Rovigo, al Battaglini ha ragione di Lyons Piacenza 33-10. L’Aquila viene sconfitta al Fattori, di misura, dalla Lafert San Donà 25-28. Le Fiamme Oro perdono ancora una volta in casa contro Calvisano, 13-20. Nell’anticipo di venerdì, Rugby Viadana aveva battuto la IMA Lazio 18-19.

Alessandro Onori, premiato Man Of The Match
(ph Alfio Guarise)
Il tabellino e la classifica generale aggiornata.
   
Mogliano Veneto, Stadio "Maurizio Quaggia" - sabato 30 gennaio 2016
Eccellenza, IX giornata
MARCHIOL MOGLIANO v PETRARCA RUGBY 19 - 17 (6-0)
Marcatori: p.t.25'cp. Odiete D. (3-0); 35'c.p.Odiete D.(6-0); s.t.: 43' m. Nostran tr. Nikora (6-7); 60'meta Nostran(6-12); 66'meta Riccioli tr Onori (13-12); 70' c.p. Onori (16-12); 76' meta Nostran (16-17); 80' cp. Onori (19-17).
Marchiol Mogliano: Odiete; Buondonno (62' Onori), Ceccato E., Pavan, Guarducci; Renata, Endrizzi(41' Semenzato); Halvorsen, Filippucci (Cap.), Riccioli; Van Vuren (76'Bocchi), Saccardo (76' Maso); Rouyet (53' Koroi), Gatto (53'Makelara), Zani (62' Buonfiglio)
Allenatore: Ezio Galon
Petrarca Rugby: Menniti-Ippolito; Rossi, Favaro (66' Bettin), Benettin, Bellini (58'Fadalti); Nikora, Su'A; Targa, Conforti, Nostran (76'Salvetti); Trotta (51' Tveraga), Gower, Iacob (54' Rossetto), Ferraro (58' Delfino), Acosta (58' Furia)
Allenatore: Andrea Cavinato
Arbitro: Claudio Passacantando
GdL: Lorenzetto (TV) e Toneatto (UD)
Quarto Uomo: Crivellini (UD)
Cartellini: 24' giallo a Bellini (Petrarca Rugby); 70' giallo a Targa (Petrarca Rugby)
Calciatori: Odiete (Marchiol Mogliano) 2/6; Onori 3/3 (Marchiol Mogliano); Nikora 1/3 (Petrarca Rugby)
Note: Spettatori circa 800, campo in buone condizioni ma appesantito da una leggera pioggia prima dell'avvio.
Punti conquistati in classifica: Marchiol Mogliano 4, Petrarca Rugby 1
Man of the match: Onori (Mogliano)


 

Enrico DANIELE

martedì 2 dicembre 2014

DEL GAVAZZI, IL CALVISANO E IL CONFLITTO D’INTERESSI

E’ uno dei temi più discussi fuori dal campo di gioco.

L’argomento di cui parliamo in questo post è uno dei temi più discussi da quando è diventato Presidente della Federazione Italiana Rugby Alfredo Gavazzi.
Con questo post proviamo a parlarne anche noi, in modo equilibrato, tenendo conto della carica che lo vorrebbe “super partes”.
Il dibattito è aperto a chiunque voglia dire la sua.
(E.D.)

Alfredo Gavazzi, discusso Presidente FIR, alla presentazione di Italia - Sudafrica
(ph. Enrico DANIELE)
…
La questione "conflitto di interessi" Gavazzi-Fir-Calvisano non è nata ieri, bensì va avanti da parecchi mesi. In pratica da subito dopo l'elezione di Gavazzi a presidente federale. Il Boccaccio Rugby News ne ha dato conto in diverse occasioni in passato. Ma, da domenica, è ritornato prepotentemente di attualità per l'uscita di Marzio Innocenti (Presidente del Comitato Regionale Veneto), a proposito dei Mondiali Junior e per il fattaccio del "tenuto" in Petrarca-Calvisano. Più si va avanti e più ci si rende conto di quanto ingarbugliata sia la vicenda e di che tipo di danni possa portare. In estate sembrava che addirittura fosse pronto un esposto-denuncia alla magistratura per denunciare la situazione e bloccare tutto. Ma chi ne fosse l'artefice e chi si prendesse la briga di perseguire le vie legali non si è mai saputo. Della questione, ad un certo punto, non se ne è saputo più nulla. Ignavia, cambio di rotta, timore di rappresaglie...? Mah.
E’ una situazione logorante, che mina la credibilità di tutto il sistema-rugby, perché insinua il dubbio. E il dubbio è infido, lavora sempre, a volte alla luce del sole, più spesso sottobanco e in silenzio, senza sosta. A cominciare, per esempio, da un fischio discutibile di un arbitro (Passacantando nel match Petrarca-Calvisano di domenica), all'assegnazione dei Mondiali U20 alla Lombardia. Dal destrutturare il CnAR (Comitato nazionale Arbitri di Rugby) levandogli autonomia e indipendenza per farlo passare sotto il diretto controllo federale, all'ampliamento dello stadio di Calvisano con una spesa prevista di oltre un milione di euro.
Ma le voci di dissenso anti-Gavazzi non si levano solo dal Veneto (che non lo ha votato alle elezioni e ne paga le conseguenze...), ma anche dalla stessa Lombardia. Già, perché quando si privilegia sfacciatamente Calvisano e l'area del bresciano, automaticamente e inevitabilmente si deludono le aspettative di altre componenti lombarde. Per esempio Monza e Milano, realtà rugbystiche in grande espansione.

Arbitri: non sono più un organismo autonomo e indipendente (CnAR) come lo aveva voluto e costruito anno dopo anno Paolo Celon, con abnegazione e tanto lavoro certosino di diplomazia in un ambiente di pescecani. Facile e inevitabile ad ogni fischio non pensare che, forse anche solo in maniera inconscia, un arbitro non sia condizionato e succube di sudditanza psicologica verso il datore di lavoro. Cioè la Fir, cioè Gavazzi. L'episodio di Padova è esemplare sotto questo aspetto. Un possibile e plausibile errore arbitrale (come tanti altri) si trasforma inevitabilmente in un fischio sospetto di piaggeria. Tanto più quando risulta così determinante come è stato. Bene ha fatto il Presidente Toffano a non intraprendere la strada del ricorso. In una Federazione super controllata non sarebbe servito a nulla, se non a sollevare ulteriori polveroni di polemiche. Meglio abbozzare tra i denti e ricorrere al Maalox. E magari la prossima volta vincere sul campo, in barba a tutti e a tutto. Sarà una vittoria che varrà doppio e col Maalox si impasticcherà qualcun altro...

Claudio Passacantando: molto criticata la sua direzione arbitrale di Petrarca vs Calvisano
(ph. Johan Meersman)
Mondiali junior: i Romani, quelli antichi con la “R” maiuscola, avevano già capito tutto. "Divide et impera!" Una regola che va sempre bene. Dispensa favori e non comportarti in maniera equanime; metti gli uni contro gli altri. Prima o poi, dopo le proteste, i contestatori torneranno a più miti consigli e nel frattempo chi detiene il potere avrà fatto i suoi intrallazzi. Nella vicenda dell'assegnazione dei Mondiali Junior 2015 è fin troppo facile non vedere un disegno siffatto. Si sceglie Calvisano come sede di oltre metà degli incontri; si attesta la non conformità dell'impianto di gioco; si provvede all'ampiamento. “Et voilà, les jeux sont faits!”. Risultato: alla fine dei giochi, cioè del mondialino, Calvisano si ritroverà con un impianto nuovo di zecca, ampliato e rimodernato. Minimo sforzo, massimo risultato.
Grazie Gavazzi.

Naturalmente tutte queste sono solo ipotesi e congetture. Opinioni, e come tali vanno considerate. Sta alla sensibilità dei singoli la valutazione nello specifico. E forse anche al tempo che, si sa, è galantuomo.

Angelo Volpe
...

Alle considerazioni di Angelo, aggiungo che, sempre per motivazioni legate ad un possibile “conflitto d’interessi” al sig. Roberto Zanovello, Presidente del CUS Padova (che ai sensi dello statuto federale avrebbe potuto ricoprire la carica di Consigliere Federale FIR, in quanto primo dei non eletti - il diritto era sopravvenuto data la scomparsa del consigliere Roberto Besio), è stato vietato di ricoprire la carica perché sussisteva incompatibilità tra la carica elettiva e qualsiasi carica sociale in ambito FIR.
Nel luglio scorso, Alfredo Gavazzi, dopo le notizie del “fantomatico ricorso”, dalle pagine del Gazzettino dichiarava: “Ho verificato la mia posizione 6-7 anni fa quando sono diventato vice presidente della Fir. Secondo il Coni è tutto in regola. La carica federale è compatibile con la proprietà di un club. È il mio caso. Mi ero ripromesso di cedere comunque le quote del Calvisano e del Rugby Brescia che possiedo, ma mi sono dimenticato di farlo. Lo farò, a Gianluigi Vaccari o a qualcun’altro, quando la vicenda del conflitto d’interessi sarà finita. Non prima, altrimenti sembra che abbia qualcosa da nascondere. Di avere il 20% del Calvisano non mi frega niente”.

Quanto agli arbitri e alle “presunte” direzioni di gara favorevoli al Calvisano, non sono ancora sopite del tutto le polemiche sull'arbitro Carlo Damasco in occasione della finale scudetto ss. 2013-14
Il dibattito è aperto.

Enrico DANIELE

lunedì 1 dicembre 2014

ECCELLENZA: PETRARCA VS CALVISANO, ALL’ULTIMO SECONDO, LA BEFFA…

La legge di Murphy in soccorso del Calvisano: non bastava Passacantando?
Controproducenti gli insulti del pubblico all’arbitro: maleducazione e vezzo antisportivo, contrario ai principi del rugby.
Il commento di Angelo Volpe.

À bout de souffle (All’ultimo respiro), era il titolo di un famoso film degli anni ‘60 diretto dal maestro del cinema francese Jean-Luc Godard. Un thriller-drammatico che fa parte di diritto della storia del cinema. E ieri all’ultimo respiro è terminata la partita tra Petrarca e Calvisano. Che non passerà alla storia del rugby, ma che resterà indigesta a lungo per come è stata maturata. Incerta fino in fondo e persa dal Petrarca (o vinta dal Calvisano) quando ormai non c’erano che solo una manciata di secondi alla fine del tempo.
Uno sconsolato Andrea Moretti: ieri il Petrarca non meritava di perdere così.
(ph Corrado Villarà)
Se fossi superstizioso, e non lo sono, penserei al malocchio. Il Petrarca in questo inizio di stagione è stato bersagliato dalla sfortuna che ha lasciato in infermeria a ripetizione fior di giocatori. Come per la famosa legge di Murphy, se c’è qualcosa che teoricamente può andare storto, stiamone certi che succederà… Ieri contro il Calvisano, quando la squadra era quasi del tutto al completo e con tutti i quattro gli stranieri finalmente schierati in campo, è arrivata la meta della disperazione nell’ultima azione all’ultimo secondo a sbarrare nuovamente la strada della vittoria al Petrarca,  consegnando i quattro punti al Calvisano che gentilmente ha ringraziato passando alla cassa.
Vediamo di ricapitolare cosa è successo in quei maledetti minuti finali a beneficio di chi non avesse visto la partita. Il Petrarca conduceva per 15-9 una partita quasi perfetta sul piano tattico. Con la pioggia e un terreno viscido, difficile fare grandi giocate, per cui il gioco di entrambe le squadre è stato utilitaristico cercando di avanzare di più rischiando di meno. Una fiera dei calci tattici di spostamento e uno scontro fra mischie. Se non fossimo stati sull’ottimo terreno della Guizza, avremmo assistito al più classico degli incontri di fango e sudore come ai vecchi tempi.  La possente e temibile mischia del Calvisano è stata spesso ridicolizzata da quella del Petrarca. Questo va detto a onore dei ragazzi che hanno dato l’anima. Abbiamo visto alcune mischie nelle fasi topiche del match (specie nel secondo tempo, giocato alla grande dal Petrarca) vinte di prepotenza e stappate di forza dai tuttoneri. Abbiamo visto carrettini di decine di metri in moule avanzante. Abbiamo visto la touche funzionare a dovere gestendo palloni su palloni in sicurezza. Roba che fa brillare gli occhi e inorgoglire il cuore. Il punteggio è stato in equilibrio per oltre un’ora, arrivando al massimo a sei punti di gap quando il Calvisano ha immagazzinato due calci di vantaggio portandosi sul 6-0. Gap recuperato dal precisissimo Fadalti (5 su 5 alla fine!). Finché non si arriva al 15-9 a circa un quarto d’ora dalla fine. In tribuna ci crediamo e volano occhiate d’intesa silenziosa, ma speranzose e fiduciose. L’arbitro Passacantando sta arbitrando piuttosto bene per i suoi standard (per il passato ho ricordi da brividi dei suoi arbitraggi). Tutto questo fino a pochi minuti dalla fine. Non più di un paio. C’è un placcaggio (di Giusti o Bettin (?), entrambi col caschetto) sui 22. La palla non esce e l’azione è convulsa. Tutti si aspettano il fischio dell’arbitro per il tenuto a terra. Il fischio arriva puntualmente ma – sorpresa! - è contro il Petrarca perché il placcatore non avrebbe liberato la presa sull’uomo. Onestamente sfido chiunque dalla tribuna a poter dire scientemente che la decisione dell’arbitro fosse sbagliata. Sensazioni, passione, intuito, ma sicurezze assolutamente no. Pare, invece, che le sicurezze abbondino e parte una salva di fischi misti a insulti a carico di Passacantando. Le decisioni arbitrali vanno rispettate, ma su questo torneremo dopo. La punizione a favore del Calvisano viene giocata con un calcio in touche sui cui sviluppi (l’arbitro chiama “l’ultima azione” col tempo di gioco ormai scaduto) arriva la meta che decide la partita e la susseguente trasformazione. Per farla breve, se quel tenuto in mischia non fosse stato fischiato a favore del Calvisano staremmo qui a festeggiare una splendida vittoria sulla capolista. Invece…

Braham Steyn: la meta allo scadere del sudafricano (trasformata da Seymour)
ha tolto la vittoria al Petrarca
(ph Corrado Villarà) 
Invece succede che, chi ha visto il filmato della partita faccia sapere che il fallo non c’era e c’era invece il tenuto a favore del Petrarca. Il che (col senno di poi) cambia tutto! Nel dopo partita ho chiesto direttamente ai giocatori la loro versione. Bettin e Conforti mi hanno assicurato che il tenuto non c’era e che il giocatore era stato regolarmente liberato. Dall’altra sponda, l’ex di turno Augustin Cavalieri mi ha detto esattamente il contrario e cioè che la decisione dell’arbitro sarebbe stata corretta. L’istinto mi suggerisce a chi dare più retta fra le due versioni, ma non lo dico… Insomma ne sappiamo quanto prima e resteremo col dubbio se quella di ieri sia stata una vittoria scippata dal Calvisano con la gentile collaborazione dell’arbitro Passacantando oppure no.
E qui si apre tutta una serie di considerazioni spinose a proposito della situazione del Calvisano nei confronti del presidente federale Gavazzi e il ruolo subalterno e non più indipendente degli arbitri. E’ storia ormai dibattuta quotidianamente, anche perché il Gavazzi non lascia passare giorno senza fare o dire qualcosa che alimenti la polemica. Leggere i giornali o i blog specializzati per aggiornarsi sulla vicenda. In pratica si parla apertamente di sudditanza psicologica di tutto l’apparato federale, arbitri compresi, nei confronti di Gavazzi, padre-padrone e proprietario semi occulto del Calvisano. Il piede in due staffe, squadra di club e presidenza federale, proprio è una cosa ributtante (anche se pare che formalmente sia ineccepibile), anche perché getta una brutta luce su qualunque episodio o avvenimento. A cominciare da un fischio di Passacantando che assegna una punizione al Calvisano invece che al Petrarca. Pensar male è peccato, ma a volte (ahimè) ci si azzecca…
Un ultimo accenno, che mi sta molto a cuore, per una questione di forma, che è anche di sostanza. Ieri dalla tribuna sono partiti insulti a guardalinee e arbitro già dopo pochi minuti di gioco, senza che fosse accaduto nulla di particolare che giustificasse (ammesso che sia giustificabile) la sequela di offese. A cosa serve insultare e offendere? A nulla, se non a innervosire la terna arbitrale. E’ puro autolesionismo, oltre che maleducazione e vezzo antisportivo contrario ai principi del rugby. L’arbitro si rispetta e le sue decisioni si accettano. Il che non significa non criticare, ma senza fare ricorso a becere offese. Per non parlare del tormentone di commenti su ogni decisione dell’arbitro. Sempre tutto sbagliato, sempre tutto visto o non visto a seconda delle situazioni. Chissà perché chi ha più fiato e voce altisonante degli altri è sempre chi di regolamento ne capisce poco o nulla. La stragrande maggioranza degli improperi a carico dell’arbitro si basa sul nulla, dimostrando solo che non si conosce il rugby e le sue regole. Però si urla forte a squarciagola. Imbarazzante e avvilente per una piazza rugbystica e un pubblico di tradizione tra le più importanti d’Italia. Ma queste intemperanze sono in fin dei conti lo specchio dei tempi che viviamo oggi. Se non insulti e non offendi non sei nessuno…. I latini forse direbbero “Insulto ergo sum”…

L’Eccellenza riprenderà il 20 dicembre con il San Donà ospite alla Guizza. Purtroppo una sfida fra due deluse per cercare di uscire dalla bassa classifica. Un mese di pausa nel corso del quale (il 14 dicembre) si disputerà la semifinale del Trofeo Eccellenza (ex Coppa Italia) a cui dovrebbe partecipare il Petrarca, salvo sorprese dell’ultimo istante, mancando ancora una giornata alla fine della prima fase. Per ora prendiamoci una pausa per digerire la sconfitta di ieri che è molto, ma molto indigesta…


Angelo Volpe