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giovedì 8 gennaio 2015

MEMO GEREMIA: SOLO UN NOME ALL’INGRESSO DEGLI IMPIANTI DEL PETRARCA RUGBY

Passa inosservato il ventesimo anniversario della morte dell’uomo che ha fatto la storia del Petrarca.

Giusto qualche giorno fa, con amici, si ricordava l’imminente ventennale della scomparsa di Memo Geremia.
Ci si chiedeva quale sarebbe stata la sua reazione di fronte all'attuale posizione in classifica del Petrarca, mai così critica da almeno 15 anni.
E questo, anche rispetto alle dichiarazioni rese alla stampa dal Presidente Toffano - quasi con rassegnazione (pur in assenza di una “condanna definitiva”) - quando invece sarebbe servita una solida sferzata per ricaricare gli animi di orgoglio ed entusiasmo.

Guglielmo "Memo" Geremia, prima giocatore, poi allenatore 
e Presidente del Petrarca Rugby, in una nota immagine di Piero Rinaldi.
Il ventennale della scomparsa dell'uomo simbolo del Petrarca, 

completamente dimenticato dalla società bianconera. 
Ieri, 7 gennaio 2015, ricorreva il 20° anniversario da quando Guglielmo “Memo” Geremia ha passato la palla e il testimone all'attuale dirigenza.
Pare che nessuno se ne sia accorto: nessun cenno sul sito della società, nessun comunicato stampa ufficiale…niente.
Peccato.
Ce l’ha ricordato Elvis Lucchese (giornalista veneziano, attento e appassionato, puntuale e meticoloso nella sua ricerca storica di tutto ciò che riguarda la palla ovale italiana e mondiale), che ha fatto di Memo un bel ritratto sul suo blog “La terra del rugby”.
L’articolo, grazie ai social network, ha fatto il giro delle bacheche in tutta la rete.
(http://venetoblog.corrieredelveneto.corriere.it/2015/01/07/rugby-come-educazione-alla-vita-20-anni-fa-la-scomparsa-di-memo-geremia/).
E i commenti, a volte aspri e duri, non si sono fatti attendere.
Chi, a mio parere, ben identifica la grave mancanza da parte della società bianconera, é un amico molto vicino al Petrarca che fa riferimento al vecchio detto veneto magna e desmentega”.
E’ la perdita di memoria storica, tipico male del nostro tempo,  una deriva verso cui, purtroppo, l’ambiente petrarchino sembrerebbe essersi ormai già avviato.
Qualcun’altro si sarebbe aspettato una commemorazione, da ufficiare nella cappella del Centro Sportivo del Petrarca, proprio a voler ricordare un Uomo che ha dato sostanza e lustro alla nostra società.
Purtroppo, di Memo Geremia resta solo un nome a grandi lettere cubitali all’ingresso degli impianti.
Un po’ poco per ricordarlo, specie ai più piccoli che varcano ogni giorno quei cancelli e magari neanche sanno bene quanto Memo rappresenti per il Petrarca e per la Città di Padova.  
   
Enrico DANIELE  

martedì 1 luglio 2014

VITTORIO MUNARI: QUALE FUTURO?

Tutti sanno che ieri è stato l’ultimo giorno a Treviso, ma non si conosce il suo domani.
Lontano dalla palla ovale?

Vittorio Munari è la figura tecnica senz’altro la più nota, se non la più rappresentativa del rugby italiano nel mondo.
Di origini bassanesi, classe 1951, fa di Padova la sua patria rugbistica elettiva dove, dopo un periodo da giocatore nel Petrarca (vincerà anche un titolo nazionale nel 1971/72 con Memo Geremia allenatore), diventa lui stesso l’allenatore del club padovano, consolidandone il prestigio sportivo (tre scudetti da allenatore tra il 1984 e il 1987). Sarà lo stesso Memo Geremia, che da subito aveva intuito le notevoli capacità di Munari, a volerlo integrare nel Petrarca, prima come allenatore (il più giovane – 33 anni - in Italia ad aver vinto un campionato nella massima serie), poi come dirigente fino a farlo diventare General Manager e Amministratore Delegato: un punto di riferimento, indiscusso erede di Geremia, scomparso nel 1996.
Nel 2002 Vittorio Munari inizia la sua avventura nella Marca, chiamato a ricoprire il ruolo di Direttore Generale alla Benetton Treviso dove vi rimarrà sino a ieri, appunto.
Con i biancoverdi 6 titoli nazionali sino al passaggio del club in Celtic League.
In mezzo, stravagante – ma competente - commentatore televisivo, giornalista, direttore tecnico per agenzie di viaggi (era il titolare di una nota agenzia di Padova), conferenziere…e chi più ne ha più ne metta.
Questo, sommariamente, il passato di Vittorio Munari (nella foto sotto col suo grande amico David Campese ai tempi del Petrarca)

Ed il futuro?
Poco, o niente, si sa.
E’ certo che il Presidente Toffano lo aveva avvicinato qualche mese fa, quando il club padovano era alla ricerca di un Direttore Generale, una figura che fungesse da “collettore” dei tre presidenti della holding petrarchina (Senior, Junior, Spa) e degli “Amici di Memo” (la “cassa” del Petrarca) ma, per stessa ammissione del nr. 1 petrarchino, non se ne è fatto nulla: costi troppo elevati.
Tuttavia, qualcuno chiosa che, se Munari fosse arrivato a Padova, troppe cose sarebbero dovute cambiare, ed il club bianconero non sembra ancora pronto ad un tale cambiamento.
In questi giorni circolano voci ( tuttavia prive di alcuna conferma ufficiale) che Munari potrebbe far parte primaria di una nuova realtà ovale.
Fantarugby? Chiacchiere da club house?
Probabilmente, anche se circolano altre voci (queste abbastanza attendibili) che un personaggio bene in vista nel rugby padovano abbia preso in gestione due, non ben precisati, campi sportivi.
Per giocarci a calcio? Non credo.
Ma sono solo voci, ed il futuro di Munari lo conosceremo sicuramente presto, potete stare sicuri.
Lontano dalla palla ovale?
Non credo.


Enrico DANIELE